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perlamarni
29-12-2006, 21.06.48
Ticinonline, 28 dicembre 2006

ROMA - Via il tonno rosso dai menu.

Sempre più chef hanno deciso di mettere al bando questa prelibatezza: per salvare questa specie in estinzione propongono altre qualità di tonno che provengono dal Pacifico o dall'Atlantico. I locali 'tonno rosso free' si trovano a Londra, Madrid e Tokyo e il Wwf ne ha pubblicato uno sorta di “guida”.
In Giappone, uno dei più grandi consumatori mondiali di tonno, (nel 2004 per un esemplare di 200 chili venduto all'asta si è arrivati a sborsare 140.000 euro), Seiyu, il maggior venditore al dettaglio nel paese, ha dichiarato che non comprerà tonno rosso fino a quando sussisterà il rischio di un crollo delle riserve. La scelta di Seiyu è una posizione che pesa nell'economia di una nazione che rappresenta il primo mercato al mondo di tonno mediterraneo, fornisce infatti 211 negozi, con un giro d'affari di circa 4,5 miliardi di euro.
In risposta alla critica situazione delle riserve nel Mediterraneo, anche in Europa vengono presi provvedimenti: Moshi Moshi, la catena di ristoranti sushi nel Regno Unito, non serve più il tonno mediterraneo.
Anche il ristorante Memento di Madrid ha adottato il menù 'tonno free' eliminando il famoso 'carpaccio di tonno', il piatto più richiesto del ristorante, almeno finché non verrà adottata una gestione sostenibile delle risorse. Questi primi segnali di sensibilità al tema arrivano alla vigilia di un appuntamento importante: si riuniranno dal 16 al 27 novembre in Croazia i delegati di 42 paesi che partecipano all'Iccat (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), cui spetta il compito di fissare le quote di pesca, per discutere le misure di salvaguardia e di gestione.
''Se l'Iccat non riuscirà - avverte il Wwf - a mettersi d'accordo sui rigidi piani di recupero che sono stati raccomandati da scienziati internazionali, chiederà al governo giapponese di ordinare a tutti i compratori di tonno di sospendere le importazioni di tonno mediterraneo '' .
Il Wwf Internazionale ha lanciato un'azione di ''Panda passport'', iniziativa di attivismo on line, chiedendo all'Unione Europea di avviare urgenti misure di tutela per salvare il tonno, in vista del meeting Iccat.


Si può chiedere di salvare il tonno rosso cliccando su: http://passport.panda.org/?uLang=it

perlamarni
24-01-2007, 21.51.23
Animalieanimali
24 GENNAIO 2007

VERTICE PER SALVARE TONNO ROSSO DA ESTINZIONE E il suo consumo...

Un futuro senza il sushi piu' prelibato e costoso, quello preparato con il famoso tonno rosso mediterraneo (spesso italiano) e non solo: e' questo lo scenario da incubo prospettato dall'assise internazionale che ha appena aperto i lavori a Kobe, nel Giappone centrale, sul tema della salvaguardia del tonno e il pericolo, concreto, di una sua prematura estinzione.
Nei cinque giorni dell'assemblea, che per la prima volta riunisce tutte le cinque grandi organizzazioni che gestiscono le quote mondiali del tonno, si confrontano 300 tra rappresentanti di governi, industrie ittiche e organizzazioni ambientaliste provenienti da oltre 60 Paesi.
L'obiettivo e' uno solo: salvare il pesce dalla pinna azzurra e altre specie, che per loro sfortuna trovano sempre piu' estimatori in ogni angolo del globo, da estinzione certa nel giro di pochi anni, almeno se non sara' invertita la tendenza attuale.
Molte sono le cause che hanno portato all'odierna situazione di allarme. Si va dal consumo eccessivo di alcuni Paesi (tra tutti il Giappone), alla forte domanda di mercati emergenti (come quello cinese) e all'aumento di richieste dall'Occidente, senza sottovalutare poi l'ingente percentuale di tonno pescato illegalmente fuori dalle quote stabilite.
Le contromisure in discussione al convegno in corso a Kobe seguono due direttive precise. Da una parte si studiano soluzioni tampone, da prendere in tempi rapidi, per frenare la decimazione delle specie piu' a rischio: in questo senso, rinnovati sforzi per combattere la pesca illegale e la riduzione del numero complessivo di flotte autorizzate.
Successivamente, la creazione di un database per condividere le informazioni a livello mondiale, la tracciatura del pesce dall'origine al mercato di destinazione e l'adozione di regolamentazioni comuni, denominatore comune l'utilizzo sostenibile delle risorse ittiche mondiali.
Mentre la domanda globale di tonno e' in costante aumento in ogni continente, il Giappone resta sempre il 'sorvegliato speciale' numero uno. Patria indiscussa dei popolarissimi sushi e sashimi, l'arcipelago secondo le ultime stime 'divora' circa 1/4 dell'intero pescato mondiale di tonno, e oltre meta' della quota globale del pregiato 'Pinna azzurra' (o tonno rosso) finisce sulle tavole nipponiche. Lo scorso autunno, inoltre, Tokyo ha ammesso di aver superato abbondantemente, per anni, le quote ittiche previste: per questo e' stata imposta una riduzione del 50% sulle quantita' di tonno rosso, che passera' da 6.000 a 3.000 tonnellate annue fino al 2012.
Il sushi e' certamente il piatto piu' noto e riconoscibile della cucina nipponica. Preparato utilizzando il filetto di pesce freschissimo adagiato su riso intinto nell'aceto, viene consumato in enormi quantita' dalla popolazione, che considera questo piatto come un vero e proprio 'fast food'. E questo era infatti nel medioevo, quando nell'antica Edo (l'odierna Tokyo) il sushi veniva mangiato dai lavoratori in fretta e senza le proverbiali bacchette, cosa rara per le abitudini locali che considerano molto sconveniente cibarsi con le mani.
Stando ad associazioni ambientaliste come Greenpeace e WWF, il tonno del Mediterraneo, una delle specie piu' pregiate e a piu' alto rischio di estinzione, finirebbe per oltre il 95% in Giappone sulle tavole dei ristoranti specializzati nella preparazione del famoso pesce crudo. Sul mercato interno dell'arcipelago un esemplare di alta qualita' puo' arrivare a costare anche 7 milioni di Yen (circa 45 mila euro). (ANSA)

cry83
25-01-2007, 13.27.00
bleah bleah e ancora bleah!
e poi anche nelle semplici scatolette di tonno che si comprano al supermercato chissà quanti delfini ci sono dentro...o meglio, quanti sono finiti uccisi per questo e poi ributtati in mare!

sul tonno in scatola:
http://www.consumatori.it/alimentazione/news_tonno.htm

nikiezorro
18-05-2007, 09.13.35
Anche a seguito delle decisioni internazionali sulla non tutela della specie.


15 maggio 2007 - Niente piu' tonno rosso nelle pescherie di Coop Italia e scoppia la polemica. I 6.000 esemplari venduti fino a ieri nei banconi dei 250 punti vendita di tutta Italia, vengono rimpiazzati in questi giorni da yellowfin, il tonno pinna gialla proveniente dall'Atlantico, una specie meno pregiata rispetto alla mediterranea ma senza problemi di estinzione. 'Abbiamo deciso di aderire all'iniziativa di Greenpeace e Wwf a tutela del tonno rosso che rischia di scomparire dai nostri mari sospendendone entro il mese di maggio la vendita - spiega Carlo Mazzini, responsabile Innovazione e Qualita' di Coop Italia che, ancora una volta punta la carta della spesa sostenibile. Una strada gia' percorsa nel passato, sposando le cause ambientaliste anti-Ogm e anti-pesticidi. Il consumatore, informato con cartelli affissi nei punti vendita, puo' scegliere tra pinna gialla, alalonga, tonnetto e tombarello, tutte specie assimilate alla famiglia dei tonni. Il fatto che il tonno rosso, una volta catturato non possa riprodursi in cattivita', secondo Coop Italia mette fuori gioco anche gli impianti di allevamento utilizzati per l'ingrasso. Sospesi anche gli ordini, anche se esigui, per il tonno rosso in scatola.
I 6.000 esemplari di 'Thunnus thynnus' corrispondono a 87 tonnellate, il cui prezzo al dettaglio oscilla tra i 9 e i 15 euro a seconda della qualita' e del periodo di vendita. Tutto bene o quasi, perche' questa rotta ambientalista apre degli interrogativi. 'E' assai singolare la politica dei due fronti attuata dalle Coop - afferma il senatore Paolo Scarpa(Fi) ex sottosegretario alla Pesca nel governo Berlusconi - perche' da una parte c'e' il lato produttivo, dall'altro quello pseudo-ambientalista in netta contraddizione tra loro; e' bene che Lega pesca si decida da che parte stare'.
Il mondo della produzione, pur volendo preservare lo stock di tonno rosso, non e' d'accordo con le misure decise dall'Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Rosso in Atlantico Orientale e nel Mediterraneo) in Commissione Ue l'8 giugno prossimo, definendole 'inaccettabili' per le modalita' e soprattutto 'inefficaci' per l'obiettivo per cui sono state studiate.Secondo il presidente di Federcoopesca-Confcooperative, Massino Coccia 'le 87 tonnellate che non saranno vendute agli italiani finiranno dritte dritte nelle tavole dei giapponesi, ad alimentare un mercato che gia' oggi vale 100 milioni di euro'.
Il Giappone, infatti, oggi assorbe il 90% dei tonni allevati e il 50% di quello di cattura, i cui prezzi pagati all'ingrosso sono per la carne fresca intorno ai 40 euro/kg, mentre per la congelata ai 10-12 euro/kg.
(ANSA)

nikiezorro
19-07-2007, 10.11.05
Iniziativa del deputato della Rosa nel pugno.


19 luglio 2007 - Un barattolo di tonno rosso, specie in via di estinzione nel Mediterraneo, e' stato 'donato' oggi in segno di denuncia dal capogruppo radicale in Commissione agricoltura alla Camera, Bruno Mellano (Rnp), al sottosegretario all'Agricoltura Stefano Boco. La consegna e' avvenuta durante la seduta della Commissione, che aveva all'ordine del giorno una mozione suggerita dal Wwf per l'autolimitazione della pesca del tonno rosso da parte dell'Italia.
'Con questo gesto simbolico - dice Mellano - ho voluto donare quello che potrebbe essere l'ultimo barattolo di tonno rosso disponibile sulle nostre tavole'. Oggi, afferma una nota, il Governo ha deciso di stralciare la parte della risoluzione 'con la quale chiedevamo di destinare parte della quota italiana di cattura di questa specie alla sua conservazione', perche' la mossa 'non era riproponibile per l'Italia', prendendo invece, a parole, un impegno 'blando e generico' per la sua salvaguardia. 'Spero che il sottosegretario Boco e il ministro Paolo De Castro sappiano agire al piu' presto', conclude Mellano, aggiungendo: 'Fate buon uso del mio 'dono', perche' potrebbe diventare un pezzo unico!'.
(ANSA)

nikiezorro
20-09-2007, 09.56.20
Superate le quote annuali.

20 settembre 2007 - La Commissione europea vieta la pesca al tonno in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico orientale per tutto il 2007. Greenpeace, che da sempre denuncia la situazione fuori controllo della pesca del tonno, nota con rammarico che si e' la seconda meta' di settembre per fermarla. Italia e Francia avevano gia' imposto il blocco a luglio. Non e' un risultato inatteso, dopo l'esito delle varie riunioni dell'Iccat, la Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno rosso.
'Nel 2006, il Comitato Scientifico Iccat era stato molto chiaro: lo stock e' a rischio di collasso' spiega Alessandro Gianni, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace.
'L'unica possibilita' di salvarlo e' data da una serie di misure di protezione, compresa la riduzione delle catture a 15.000 tonnellate/anno e una rete di riserve marine nelle zone di riproduzione'.
Quest'estate Greenpeace ha dimostrato le attivita' illegali dei pescherecci dell'Ue, anche italiani, che sono stati visti mentre, tra l'altro, passavano i tonni a cargo frigo con bandiera ombra.
L'associazione ha anche dimostrato che molte delle gabbie di ingrasso presenti in Italia sono vuote. Ad esempio in Costiera Amalfitana, nonostante una fortissima opposizione locale, un'impresa ha chiesto di istallare nuovi impianti, pur avendo due gabbie vuote a Procida, poco distante. In ballo - denuncia l'associazione - ci sono gli interessi verso interessanti finanziamenti dell'Ue.
Agli inizi di settembre Greenpeace ha denunciato lo sbarco illegale di 96 tonnellate di tonni nel porto di La Valletta (Malta): questi tonni provenivano da due pescherecci libici che dovevano essere fermi da meta' giugno. Le Autorita' maltesi hanno risposto che questi pescherecci avevano i certificati di sbarco dell'Iccat. Il dubbio dell'associazione e' sull'autenticita' di questi documenti.
Nel comunicare lo stop alla pesca, la Commissione Europea ha affermato che verranno sottratte alle future quote di pesca tutti i quantitativi pescati in eccesso. Questo principio fino ad ora non sempre e' stato applicato e Greenpeace attende di sapere i risultati dell'investigazione che la Commissione sta effettuando, anche perche' sono stati garantiti piu' monitoraggi e controlli.
'Va bene controllare di piu', ma a che serve se poi in Italia le sanzioni sono ridicole? Chi pesca illegalmente pesci che valgono centinaia di migliaia di euro rischia una sanzione di 2.000 euro!' denuncia Alessandro Gianni'.
'L'unica soluzione e' diminuire la flotta di pesca e prevedere sanzioni severe per chi pesca al di la' della quota o, addirittura, senza alcuna quota'.
Oltre alla riduzione della pesca e a maggiori controlli, Greenpeace chiede che, in linea con le norme del Regolamento Comunitario sulla Pesca in Mediterraneo, le aree di riproduzione del tonno rosso siano incluse in una rete di riserve marine d'altura. Greenpeace chiede anche che alla prossima riunione Iccat in Turchia, l'Ue si faccia promotrice di una revisione del 'piano di gestione' del tonno con una riduzione delle quote verso i valori suggeriti dal Comitato Scientifico dell'Iccat.
(ASCA)

nikiezorro
28-09-2007, 08.57.03
28 settembre - Roma - Ben venga la procedura di infrazione attivata dalla Commissione Europea anche contro l'Italia per verificare le norme di tutela del tonno rosso, ma anche l'Ue ha le sue responsabilita'. A pensarla cosi' e' Greenpeace, secodo cui negli anni scorsi gli Stati membri hanno stanziato milioni di euro per aumentare a dismisura lo sforzo di pesca su questa specie. Secondo il responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, Alessandro Gianni, non basta fare dei controlli delle norme di tutela, ma occorre verificare il 'piano di conservazione' deciso dalla Commissione per la Conservazione del Tonno Rosso (Iccat) e quindi dimezzare le quote, contrastare la pesca pirata e definire riserve marine nelle aree di riproduzione del tonno rosso, vale a dire Isole Baleari, Tirreno meridionale e Canale di Cipro.
Il Regolamento Mediterraneo, a questo proposito prevede che gli Stati Membri suggeriscano aree chiuse alla pesca, mentre la Convenzione di Barcellona, con un apposito Protocollo, l'istituzione di aree marine protette. In questo ambito, secondo Gianni, 'l'Italia dovrebbe fare la sua parte, proponendo riserve marine per proteggere i tonni e il Mediterraneo con un'azione coordinata tra ministero dell'Ambiente e delle Politiche agricole'. Greenpeace ricorda che nel giugno del 2006 aveva presentato una proposta per la creazione di una rete di riserve in altura per tutelare il 40% della superficie del Mediterraneo.(ANSA)

kikko
29-09-2007, 19.55.19
Non ci ho capito nulla :confused: ... con una mano si dà e con l'altra si toglie ... dove sta l'inghippo :rolleyes::(:confused:

nikiezorro
10-10-2007, 10.54.12
Sostituito con acquacoltura da Africa.

10 ottobre 2007 - Il Gruppo Carrefour Italia ha deciso di interrompere in via definitiva la vendita di tonno rosso del mediterraneo ed ha firmato oggi un accordo con cui si impegna a sostenere tre progetti di acquacoltura nella zona del lago Vittoria nei distretti Ukerewe e Bukoba in Tanzania e Mukeno (Katosi) in Uganda. Il tonno rosso del mediterraneo e' una specie ormai ritenuta a "rischio". L'elevato valore economico e la crescente domanda hanno provocato un eccessivo sforzo di pesca ed una intensa attivita' di allevamento di specie libere catturate in mare con la conseguente progressiva diminuzione dello stock di pesce e mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della specie. Il Gruppo Carrefour Italia, in coerenza con la sua politica a favore di uno sviluppo durevole, ha quindi deciso di interrompere del tutto la vendita di tonno rosso del mediterraneo in tutti i punti di vendita con cui opera: ipermercati Carrefour, supermercati, superstore ed iperstore GS, supermercati di prossimita' Di'perDi'. "Tale scelta non vuole essere un sacrificio imposto ai numerosi clienti delle diverse insegne con cui l'azienda opera, ma un investimento comune per permettere al tonno di ricostituirsi, evitando l'estinzione". All'attenzione dell'opinione pubblica e' anche il pesce persico del Lago Vittoria, sulle cui sponde si e' radunata una moltitudine di persone che vive in condizioni difficili e che dipende totalmente dalla pesca di tale pesce che, a causa dell'enorme sfruttamento, e' in progressiva diminuzione. Il Gruppo Carrefour Italia ha deciso di sostenere tre progetti di acquacoltura di pesce persico e pesce gatto nel lago Vittoria. L'accordo e' stato sottoscritto oggi e prevede la responsabilita' gestionale dell'Associazione dell'Africa dell'Ovest per lo sviluppo della pesca artigianale - Adepa/Wadaf. Il Gruppo Carrefour Italia si e' impegnato a riconoscere sul pesce Persico del lago Vittoria un contributo al chilogrammo che verra' interamente devoluto a sostenere i progetti di acquicoltura citati, finalizzati a sviluppare attivita' artigianali alternative alla pesca industriale di pesce persico e volti a trasmettere la conoscenza di un nuovo lavoro profittevole e stabile.
(AGI)

nikiezorro
23-10-2007, 09.32.21
Chiesto stop definitivo.

23 ottobre 2007 - Greenpeace chiede che i governi chiudano a tempo indeterminato la pesca del tonno rosso nel Mediterraneo in risposta all'esaurimento delle risorse ittiche per l'eccessiva pesca illegale e il totale fallimento del piano di conservazione. L'associazione spinge affinche' a novembre, l'ICCAT (commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici) prenda finalmente la decisione di chiudere la pesca. L'Unione europea - riferisce l'associazione ambientalista in un comunicato - dichiara che quest'anno sono state pescate oltre 20 mila tonnellate di tonno, il 20 per cento sopra la quota stabilita. "In questi due anni, le navi di Greenpeace (l'Esperanza e la Rainbow Warrior) hanno documentato le pratiche illegali di pesca diffuse nel Mediterraneo. Le procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea il 26 settembre 2007, contro sette membri dell'UE che non rispettato il piano previsto dall'ICCAT (Francia, Italia, Cipro, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna), dimostrano che il programma e' un assoluto fallimento". Secondo Greenpeace "la pesca tonno nel Mediterraneo e' completamente fuori controllo, con uno dei tassi di illegalita' fra i piu' alti al mondo".
In base al principio di precauzione, Greenpeace chiede ai paesi dell'ICCAT di chiudere la pesca del tonno rosso fino a che ciascuna amministrazione nazionale non si sara' dotata di strumenti necessari a far rispettare norme rigorose per la conservazione dello stock del tonno. Per l'associaizone e' necessario istituire riserve marine nelle zone in cui il tonno si riproduce, seguire le direttive degli scienziati dell'ICCAT nella definizione delle quote di pesca, impedire che il tonno venga pescato prima che raggiunga la taglia di riproduzione, sconfiggere la pesca illegale.
(AGI)

nikiezorro
30-10-2007, 08.40.20
30 ottobre - Roma - Sono state fissate, con decreto del ministero delle Politiche agricole (20 settembre) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre, le ripartizione della quota nazionale di cattura del tonno rosso fino ad un 'totale ammissibile di cattura' (Tac) pari a 4.336,31 tonnellate. Per la campagna di pesca 2007 le quote specifiche per ogni sistema di pesca dei grandi migratori sono: - palangaro: 433,63 ton - circuizione: 3.555,77 ton - pesca sportiva: 86,73 ton - tonnara fissa: 195,14 ton - Uncl 65,04 ton Il decreto Mipaaf fissa le autorizzazioni individuali e i criteri di mantenimento dell'iscrizione nell'elenco degli autorizzati alla cattura del tonno rosso.
Il provvedimento peraltro designa 75 porti, in Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Liguria, Sardegna, al di fuori dei quali 'e' fatto divieto alle barche autorizzate a praticare la pesca del tonno rosso di sbarcare o trasbordare'.
Vengono inoltre indicate le dieci aziende di ingrasso autorizzate, localizzate in Sicilia, Calabria e Campania.
Cambia, infine, il modello da utilizzare per la 'dichiarazione di cattura' a firma del titolare dell'impianto relativo al sistema della tonnara fissa e della capitaneria di porto.(ANSA)

nikiezorro
02-11-2007, 08.37.56
2 novembre - Roma - Italia, Giappone, Francia e Spagna avrebbero 'saccheggiato' il Mediterraneo pescando, tra il 2006 e il 2007, una quota di tonno rosso superiore a quella autorizzata. L'accusa, informa l'AFP, scaturisce da un rapporto di 708 pagine redatto da uno specialista del settore, Roberto Mielgo Bregazzi.
Secondo le cifre raccolte da Mielgo Bregazzi l'Italia avrebbe pescato 7.506 tonnellate di pesci in piu' della quota stabilita nel 2006 dalla Commissione internazionale per la conservazione del tonni atlantici, cioe' il 154% in piu'. La Francia e il Giappone seguono nella lista con rispettivamente 3.770 e 3.550 tonnellate di pesci in piu' nel 2006.
Per quanto riguarda il 2007, l'Italia resta in testa della lista con 7.663 tonnellate di pesci pescati seguita da Spagna (5.389 tonnellate) e Francia (4.671 tonnellate). La Commissione europea ha messo fine prima del previsto - lo scorso 19 settembre - alla pesca del tonno rosso per il 2007 poiche' la quota europea globale era gia' stata raggiunta.
Il tonno rosso atlantico, che si pesca soprattutto nel Mediterraneo, e' molto ricercato per la preparazione del sushi e del sashimi.(ANSA)

nikiezorro
09-11-2007, 17.40.25
Tonno rosso, per Greenpeace l'Iccat deve fermare catture

9 novembre - Roma - 'Se L'Iccat vuol recuperare il tonno rosso, e la sua credibilita' deve fermare subito la pesca'. Lo afferma Alessandro Gianni', responsabile della campagna mare di Greenpeace in occasione dell'apertura della XX riunione della Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni in Atlantico (Iccat) ad Antalya in Turchia.
'Il tonno rosso - denuncia Greenpeace - e' al collasso per una pesca indiscriminata e illegale. Ogni anno si pescano circa 50.000 tonnellate di tonno, mentre la quota legale e' intorno a 32.000 tonnellate e il Comitato Scientifico dell'Iccat ha avvisato che non se ne dovrebbero pescare piu' di 15.000 tonnellate. Greenpeace chiede di fermare la pesca per il recupero dello stock.
Greenpeace chiede, inoltre, all'Iccat di proteggere con riserve marine le aree di riproduzione del tonno rosso, come il Tirreno Meridionale, e di avviare una gestione efficace delle attivita' di pesca senza concedere deroghe. Greenpeace chiede inoltre la creazione di una rete di riserve marine per proteggere il 40% dei mari del Pianeta, compreso il Mediterraneo, come soluzione a lungo termine contro la pesca eccessiva e distruttiva.(ANSA)

kikko
09-11-2007, 21.19.48
Forza Greenpeace ... :(

nikiezorro
16-11-2007, 09.48.49
Europarlamento, compensare pescatori durante fermo pesca tonno rosso

16 novembre - Bruxelles - I pescatori di tonno rosso devono essere compensati finanziariamente durante i periodi di fermo della pesca, che devono valere in tutte le zone senza eccezioni, sia quelle del Mediterraneo che dell'Atlantico. E' quanto afferma il Parlamento europeo che ha recepito oggi il piano internazionale di ricostituzione degli stock di tonno rosso e ha chiesto l'elaborazione di piani nazionali di pesca.
Il Parlamento ha accolto oggi il piano di ricostituzione del tonno rosso adottato dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) per rispondere alle preoccupazioni degli ambienti scientifici allarmati da anni di superpesca. Il piano di ricostituzione - che riguarda l'Atlantico orientale e il Mediterraneo - comprende la riduzione dei totali ammissibili di cattura (TAC), l'aumento della taglia minima per il tonno rosso, zone e periodi di divieto e misure di controllo e di contrasto alla pesca illegale.
I deputati si sono poi pronunciati contro le deroghe per le zone di pesca, poiche' contrastano con le indicazioni di tutti gli esperti scientifici e con il parere espresso dalla maggioranza degli Stati membri. (ANSA)

kikko
23-11-2007, 21.30.54
Speriamo bene, ... sarebbe già un passo avanti :rolleyes:

nikiezorro
29-11-2007, 08.44.52
28 novembre - Bruxelles - I ministri europei della pesca hanno varato all'unanimita' un piano di protezione del tonno rosso che impone di ridurre progressivamente le quote di pesca. Il provvedimento formalizza un impegno gia' preso nel giugno scorso su un vasto piano di salvaguardia per la ricostituzione degli stock nell'Atlantico e nel Mediterraneo. Si prevede tra l'altro di ridurre progressivamente le quote di pesca, di limitare le uscite in mare e di rispettare una nuova taglia minima nella pesca del tonno che passa da 10 a 30 kg.
Al piano, i ministri hanno aggiunto una misura che era stata proposta dal parlamento europeo, quella cioe' che dall'inizio del prossimo anno prevede per gli Stati membri la presentazione alla Commissione di precisi 'piani' di pesca.
L'Unione europea anche quest'anno ha superato le proprie quote di pesca del tonno rosso di circa 4.000 tonnellate e la Commissione internazionale dei tonnidi (Iccat) ha chiesto all'Ue la restituzione dello sforamento in tre anni. A livello mondiale l'Iccat ha deciso una riduzione della quota di pesca di tonno rosso fissata in 29.500 tonnellate nel 2007 per poi scendere progressivamente fino alle 25.500 nel 2010. (ANSA)

nikiezorro
29-11-2007, 14.12.16
Pescatori criticano accordo europeo su catture tonno rosso

29 novembre - Palermo - 'La redazione dei piani pesca nazionali, con l'indicazione delle unita' autorizzate alle catture, e' l'unica indicazione del Parlamento europeo che la commissione e il Consiglio dei ministri hanno deciso di recepire. Ci aspettavamo qualche segnale di apertura in piu' o quantomeno l'astensione, dalle procedure di voto, dei governi di quei Paesi che in questi mesi hanno contestato come noi il piano di ricostituzione del tonno rosso'.
Questo il commento di Buonfiglio (Agci Agrital), Coccia (Federcoopesca-Confcooperative) e Iani' (Lega Pesca) all'indomani dell'adozione da parte del Consiglio dei ministri di Bruxelles del piano di ricostituzione del tonno rosso che, di fatto, resta inalterato rispetto alla formulazione iniziale.
'Nel testo che e' stato votato - concludono Buonfiglio, Coccia, Iani' - non sono stati eliminati quei passaggi che abbiamo fortemente contestato come le deroghe alle taglie minime. Fatto ancora piu' grave e' che ne' la Commissione ne' il consiglio dei ministri hanno voluto farsi carico delle conseguenze di queste scelte, stanziando risorse finanziarie aggiuntive rispetto ai fondi Fep, gia' di per se insufficienti'.
Secondo le associazioni, 'la prospettiva che abbiamo ora di fronte e' quella di un intervento profondo che produrra' una riduzione della flotta tonniera di almeno il quindici per cento. Questo e' quello che ci chiede Bruxelles'. (ANSA)

nikiezorro
19-12-2007, 12.35.02
PESCA: UE, VIA LIBERA A PIANO "RICOSTITUZIONE" TONNO ROSSO

All'Italia oltre 4.111 tonnellate.

http://www.animalieanimali.it/Images//Img1-40280.jpg

19 dicembre 2007 - I ministri della pesca europei hanno dato il via libera a Bruxelles all' entrata in vigore definitiva del piano di ricostituzione per il tonno rosso. L' Italia ha sostenuto questa decisione in quanto introduce una novita' importante: il nuovo regolamento infatti non fa piu' riferimento al numero di giorni in mare per i pescherecci ma ad una preventiva distribuzione della quota di pesca tra le varie imbarcazioni. In questo modo - precisano gli esperti - si facilitano i controlli e si evitano sconfinamenti o eccessi di pesca come e' avvenuto lo scorso anno.
L'accordo introduce quindi nel diritto comunitario le misure di ricostituzione dello stock di tonno rosso orientale raccomandate dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) nel novembre 2006 a Dubrovnik, in Croazia. In base alle nuove regole l'Europa deve ridurre la quota di pescato per il tonno rosso globalmente del 5%, in linea con l'accordo Iccat.
La quota di tonno per l'Italia nel 2008 passera' quindi da circa 4.336 tonnellate a poco piu' di 4.111 tonnellate. Queste cifre tuttavia dovranno essere aggiustate per tener conto del superamento nel 2007 di circa il 25% delle quote europee di pescato a carico soprattutto (per l'80% secondo gli esperti) dei pescherecci francesi e a danno in particolare di quelli greci e ciprioti. Il commissario europeo alla pesca Joe Borg presentera' quindi all'inizio del 2008 una proposta di ripartizione della quota pesca europea tra i vari stati membri interessati per compensare l'eccesso di pesca.
Il superamento della quota 2007 fara' scattare anche a livello Iccat delle penalizzazioni. Il recupero sui quantitativi in eccesso verra' effettuato a partire dal 2009 su un periodo di tre anni. Intanto i ministri europei riuniti a Bruxelles stanno discutendo delle possibilita' di pesca per il 2008. Nell'attuale pacchetto negoziale non si parlera' pero' di salvaguardia di alcune attivita' di pesca tradizionali (ad esempio il bianchetto) come avveniva ogni anno in passato. Queste attivita' per i pescatori italiani sono assicurate - almeno fino al 2010 - dal nuovo regolamento europeo che gestisce la pesca nel Mediterraneo.
Il ministro della pesca Paolo De Castro, incontrando oggi il commissario europeo Borg ha colto l'occasione per un aggiornamento della questione delle aree di pesca in Croazia. Il ministro, precisano fonti della delegazione italiana, ha rilevato grande attenzione e sensibilita' da parte della Commissione europea in piena sintonia con il governo italiano e quello sloveno che dal prossimo primo gennaio, e per sei mesi, assicurera' la presidenza di turno dell'Unione europea.
(ANSA)

nikiezorro
29-01-2008, 08.22.30
Chiesto stop vendite tonno rosso

29 gennaio - Roma - "Bloccate la vendita del tonno rosso fino a quando la popolazione di questa specie non si sarà ristabilita": questo l'appello lanciato dal Wwf alle grandi catene di distribuzione, in occasione del Seafood Summit 2008 di Barcellona, evento fieristico sul mondo della pesca, in programma dal 27 al 30 gennaio.
"La gestione della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo è - per il Wwf - totalmente fuori controllo. Per questo chiediamo alla grande distribuzione di prendere posizione, di non vendere tonno rosso mediterraneo e di non promuovere l'idea del sushi come fast food nei loro supermercati, così da incoraggiare una pesca sostenibile che salvi questo patrimonio ecologico, culturale ed economico del Mediterraneo". L'associazione ha inoltre ricordato come importanti distributori quali Carrefour-Italia, Coop Italia, Auchan Francia, Coop Svizzera e Ica Norvegia, abbiano già intrapreso "questa coraggiosa decisione, riconoscendo che in assenza di provvedimenti seri, immediati e concreti, la disponibilità di tonno per le nostre tavole non sarà eterna". (ANSA)

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16-04-2008, 11.38.34
TONNO ROSSO, IN 2008 TAGLI UE A QUOTE DI PESCA ITALIA

Tagli anche per la Francia.

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16 aprile 2008 - E' in arrivo la decisione della Commissione europea per ridurre globalmente di 440 tonnellate le quote di tonno rosso per il 2008 della Francia e, in misura minore, dell'Italia, che nel 2007 hanno pescato quantitativi superiori a quanto loro accordato. Delle 440 tonnellate, una quota tra il 20 e il 30% dovrebbe essere a carico dell'Italia, e il resto della Francia. La decisione, secondo quanto appreso dall'Ansa, verra' presa il 23 aprile, in occasione della riunione del Comitato di gestione della pesca nell'Ue.
Le 440 tonnellate di tonno rosso, nell'intento di Bruxelles, saranno distribuiti tra Spagna, Grecia, Portogallo e Cipro: ossia i quattro partner europei che lo scorso anno non hanno potuto completare i loro quantitativi di pesca avendo la Commissione europea bloccato l'attivita' per superamento della quota europea 2007 di tonno rosso.
Dal 2006, la Commissione internazionale dei tonnidi (Iccat) ha rivisto al ribasso il livello delle quote di tonno rosso per assicurare la ricostituzione degli stock. Quest'anno, rispetto ad una quota europea di pescato di 16.210 tonnellate, l'Italia era stata autorizzata a pescare 4.188 tonnellate.
(ANSA)

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24-04-2008, 08.17.37
GREENPEACE BLOCCA VENDITA TONNI A FIERA EUROPEA

A Bruxelles.

24 aprile 2008 - Alla Fiera Europea della Pesca di Bruxelles ottanta attivisti di Greenpeace, provenienti da quindici Paesi, hanno chiuso gli stand di cinque dei maggiori commercianti di tonno. Per consentire il recupero degli stock, Greenpeace chiede di fermare la pesca di tutte quelle specie di tonno che sono ormai al limite del collasso, come il tonno rosso del Mediterraneo e il tonno pinna gialla. Greenpeace ha bloccato gli stand della Mitsubishi Corporation (Giappone), il maggior commerciante di tonno al mondo, del gruppo Ricardo Fuentes (Spagna) che controlla il 60% del mercato del tonno rosso del Mediterraneo, del gruppo Azopardi (Malta) che gestisce il piu' grande impianto di ingrasso di tonno del Mediterraneo, del gruppo Moon Marine (Taiwan) che controlla una grossa flotta di pesca con i palamiti in Indonesia e del gruppo Dongwon Fisheries (Corea) che controlla il 75% del mercato coreano. Gli attivisti hanno coperto gli stand con reti da pesca e si sono incatenati per fermare le operazioni di compravendita, utilizzando striscioni con il messaggio 'Il tempo e i tonni stanno finendo', in tredici lingue. Uno striscione di otto metri per undici, con lo stesso messaggio in lingua inglese, e' stato appeso all'ingresso dell'edificio della fiera. Greenpeace ha anche diffuso, tramite gli altoparlanti della fiera, un messaggio ai visitatori, chiedendo di comprare solo pesce che provenga da attivita' di pesca o acquacoltura sostenibile. 'L'industria del tonno sta distruggendo gli stock pescando troppo e con metodi distruttivi' - commenta Alessandro Gianni', responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - 'Le catture diminuiscono e non manca molto al completo collasso di queste preziose risorse del mare'. Quasi tutti gli stock di tonno sono a livelli critici e lo sforzo di pesca continua ad aumentare. Anche le catture accessorie - pesci e altri animali intrappolati nelle reti e rigettati in mare morti o morenti - sono spesso insostenibili. Di questo passo, le attivita' di pesca dovranno chiudere. Molto denaro pubblico e' stato usato per creare queste mostruose flottiglie da pesca: quanto ne occorrera' per i 'piani di recupero' quando il settore sara' completamente fermo? 'Ci sono imprese che hanno fatto passi avanti per una maggior sostenibilita' del settore, ma il grosso della pesca e del commercio resta insostenibile' - aggiunge Gianni' - 'Si deve pescare di meno e meglio e, soprattutto, bisogna creare una rete di riserve marine che protegga il 40 per cento degli Oceani e favorisca, insieme a una riduzione dello sforzo di pesca e a piani di gestione efficaci, il recupero delle risorse marine'. Mentre e' in corso l'azione a Bruxelles, la nave di Greenpeace 'Esperanza' e' nell'Oceano Pacifico per una campagna contro la pesca eccessiva dei tonni tropicali, come il 'pinna gialla', il tonno preferito dal mercato italiano.
(AGI)

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23-05-2008, 08.27.58
PESCA: UE, TONNO ROSSO SORVEGLIATO SPECIALE

Prezzi alle stelle, possibile stop catture.

23 maggio 2008 - Tonno rosso sorvegliato speciale in Europa. Chi a Bruxelles ha il polso della situazione mette in guardia i partner del Sud, tra cui l'Italia: l'eccesso di capacita' di pesca rispetto alle quote assegnate - dice - e' tale che c'e' un alto rischio di chiusura anticipata della pesca per le imbarcazioni industriali. La pesca artigianale non deve pero' temere questa misura.
Ai consumatori, invece, le fonti autorizzate dalla Commissione europea fanno sapere: il tonno e' ormai un prodotto di lusso e i prezzi sono destinati ad andare alle stelle. Se lo scorso anno i pescatori hanno ricevuto tre euro al Kg per il tonno pescato, poi rivenduto in media a 25 euro il kg sul mercato, quest'anno i pescatori dovrebbero spuntare in media almeno 9 euro il kg (al momento e' superiore) con un impatto piu' forte sul consumo.
L'avvertimento giunge mentre sta entrando nel periodo piu' 'caldo' l'attivita' di pesca del tonno nelle acque europee che sulla carta dovrebbe chiudersi il prossimo 30 aprile. In realta' e' quasi inevitabile che i tempi siano piu' brevi per il fatto che gli stati membri non sono riusciti a ridurre la capacita' della loro flotta nonostante nel 2008 abbiamo a disposizione quote di pescato inferiori al 2007.
Bruxelles ha comunque inviato il 19 maggio una lettera di avvertimento ai paesi interessati in quanto misura di prevenzione, e non di contenzioso - spiegano le fonti - per sottolineare le carenze individuate in ogni paese. Si tratta di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro, che ora hanno due settimane di tempo per rispondere. L'Italia dispone quest'anno di una quota di 4.162,71 tonnellate e dall'avvio della campagna di pesca ne ha pescate circa 200.
Per tener sotto controllo la situazione e reagire il piu' rapidamente possibile, Bruxelles ha messo in moto il piu' grande programma di controllo mai introdotto in Europa. Si tratta di una vera e propria 'armata' formata da 30 funzionari che almeno fino alla fine del periodo di pesca controlleranno l'andamento delle catture in base ai dati che due volte al giorno giungono a Bruxelles anche via Satellite. L'Agenzia comunitaria di controllo della pesca coordina invece le attivita' congiunte di ispezione e di controllo con 49 imbarcazioni di sorveglianza, 16 aerei e decine di ispettori sul mare, ai porti e a terra.
Controlli sono previsti sulle navi dei paesi terzi e il Giappone si e' impegnato a certificare tutti gli acquisti di tonno.
Purtroppo Turchia e Croazia vanno controcorrente aumentando la capacita' di pesca. Insomma la parola d'ordine e': tolleranza zero e soprattutto poter per bloccare in tempo reale il segmento di pesca industriale, che opera con le grandi reti a circuizione, quando si raggiunge la quota assegnata.
Per il tonno rosso il 2008 e' quindi l'anno di tutte le sfide. Sara' la prova del fuoco per la messa in opera del piano di ricostituzione degli stock deciso dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi (Icaat) e il suo schema contro lo sfruttamento illegale delle risorse.
Patrizia Lenzarini (ANSA)

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06-06-2008, 08.21.11
WWF-GREENPEACE, I PESCHERECCI ITALIANI USANO AEREI

Per caccia al tonno.

6 giugno 2008 - Arriva dal cielo la nuova minaccia che mette in pericolo la sopravvivenza del tonno rosso: si tratta di due aerei chiamati I-Gemk e I-Fina impiegati, secondo le associazioni Greenpeace e Wwf, per l'individuazione dei tonni da parte delle flotte di pescherecci attive nelle acque del Mediterraneo tra le isole di Malta, Pantelleria e Lampedusa.
''L'utilizzo di aerei per l'individuazione dei tonni da parte delle flotte di pescherecci - si legge nella nota diffusa dalle due Associazioni - e' severamente vietato nel Mediterraneo dal Diritto Internazionale, in quanto aumenterebbe ulteriormente le gia' enormi capacita' di pesca dei pescherecci, che gia' oggi, secondo la comunita' scientifica internazionale, minacciano seriamente la sopravvivenza dello stock e della pesca al tonno''.
''Di quali altre prove piu' evidenti di queste abbiamo bisogno per denunciare le continue violazioni dei regolamenti di pesca?
- chiede Sergio Tudela, responsabile della Campagna pesca del Wwf - Questi aerei vengono usati da questi pescherecci pirata per inseguire i banchi di tonno rosso. Pratica questa, che alla lunga, mettera' seriamente in pericolo la sopravvivenza di questo tipo di pesca millenaria''.
(ANSA)

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16-06-2008, 12.58.10
PESCA TONNO ROSSO, BRUXELLES BLOCCA ITALIA

Superati limiti, Ministro Zaia chiede deroga.

16 giugno 2008 - ''Alle 00.00 di oggi la pesca al tonno rosso con il sistema di circuizione si deve fermare'': non ammette repliche Nathalie Charbonneau, portavoce del commissario Ue alla pesca Joe Borg. La Commissione ha annunciato stamane la decisione di far scattare il divieto di pesca dal 16 giugno per i pescherecci italiani, francesi, greci, ciprioti e maltesi, con 15 giorni di anticipo sulla chiusura della stagione. Gli spagnoli dovranno invece fermarsi alle 00.00 del 23 giugno.
''Abbiamo informazioni chiare sul fatto che Italia, Francia, Grecia, Cipro e Malta hanno gia' superato l'80% delle loro quote e domenica rischia di essere superato il 100%. In questi casi il regolamento ci impone di bloccare la pesca e noi siamo obbligati a rispettarlo'', insiste Charbonneau.
La decisione ha sollevato polemiche in Italia, visto il difficile momento che sta passando il settore, assediato dal caro-petrolio. Il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, ''non condivide'' la misura ed ha annunciato l'invio di una lettera a Borg in cui si contesta la decisione e si chiede la sua sospensione, in attesa di un incontro bilaterale con il commissario. Secondo Massimo Coccia, presidente della Federcoopesca-Confcooperative, quella di Bruxelles e' ''una decisione incomprensibile che mettera' in ginocchio il comparto''. Stessa linea per Luigi Giannini, direttore di Federpesca, che parla di un ''provvedimento assurdo, ingiustificato e discriminatorio''. Mentre per Giampaolo Buonfiglio, presidente Agci Agrital ,''per accanimento ingiustificato della Commmissione, o per colpa di qualche furbo, a rimetterci sono le imprese che operano rispettando le regole''.
La Commissione non ha pero' intenzione di fare marcia indietro. ''Al momento - assicura Charbonneau - la lettera del ministro Zaia non e' ancora stata ricevuta e pertanto non commentiamo le sue proposte''. Anche dopo la lettura, il margine di manovra e' comunque limitatissimo. ''Uno Stato membro ci puo' provare - spiega la portavoce - che una parte della quota non e' stata utilizzata. Questa quota potra' essere passata alla pesca artigianale ed a quella costiera, ma anche in questo caso la pesca con il sistema di circuizione deve fermarsi lunedi', come annunciato''. La piccola pesca e quella costiera potranno invece continuare fino alla fine della loro stagione, che si conclude a novembre. Per gli altri, che vengono bloccati, non sono previste compensazioni: ''Non c'e' alcuna ragione: la pesca viene fermata perche' i pescherecci hanno gia' completato le loro quote''.
D'accordo gli ambientalisti. ''Salutiamo la decisione - commenta Saskia Richartz, responsabile pesca di Greenpeace - anche se non colpisce da subito la Spagna''. Secondo Greenpeace e diversi studi scientifici e' in gioco la sopravvivenza della specie. L'auspicio del Wwf e' che ''questo sia il primo passo di una revisione piu' profonda e lungimirante dell'intero sistema di gestione della pesca del tonno nel Mediterraneo''.
(ANSA)

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17-06-2008, 10.51.48
PESCA: TONNO ROSSO; E' SCONTRO SU CIFRE, SCATTATO STOP

Prossima settimana il vertice a Bruxelles.

17 giugno 2008 - La Commissione europea non ha fatto marcia indietro: e' scattato come previsto alle ore 00:00 del 16 giugno lo stop alla pesca del tonno rosso per italiani, spagnoli, greci, ciprioti e maltesi che pescano nel Mediterraneo e nell'Atlantico. Ma poche ore dopo era gia' scontro a Bruxelles sui dati reali del tonno pescato tra la Commissione europea da un lato e Italia, Francia, Spagna e Grecia dall'altro, nell'ambito del Comitato dei Rappresentanti permanenti Ue.
Bruxelles ha infatti confermato, ha spiegato la portavoce del commissario europeo alla pesca Joe Borg, ''i dati scientifici e le informazioni che l'hanno indotta a chiudere l'attivita' di pesca del tonno rosso con il sistema a reti a circuizione'' all'eccezione della Spagna che puo' pescare fino al 23 giugno.
Esperti comunitari spiegano, infatti, che secondo le stime degli uffici di Borg, in Italia le circa 68 tonnare con a reti a circuizione avrebbero gia' pescato ognuna 52 tonnellate di tonno rosso per un quantitativo complessivo di oltre 3.500 tonnellate.
Nel caso della Francia i 36 pescherecci a reti a circuizione avrebbe gia' tirato a secco 115,67 tonnellate ognuno. I dati sono stati respinti con forza dai paesi interessati secondo cui si tratta di estrapolazioni e non di cifre reali. In Italia, in base ai dati di venerdi' scorso, i pescatori avrebbero in media utilizzato tra il 20 e il 25% della quota di tonno rosso loro assegnata, tra 800 e 900 tonnellate. La Francia ha indicato di aver appena utilizzato il 27% della quota e la Spagna il 10-15%.
Italia, Francia, Spagna e Grecia hanno quindi chiesto che il 24 giugno a Lussemburgo, nella seconda giornata del Consiglio dei ministri Ue dedicata alla politica della pesca, il problema del tonno rosso venga portato al tavolo ministeriale. In quell'occasione si cerchera' di capire il baratro tra i dati stimati dalla Commissione europea e quelli degli stati membri.
Insomma tra Bruxelles e le singole capitali non tira buon vento in quanto la chiusura anticipata di un'attivita' cosi' importante per il reddito del settore si sovrappone alla situazione economica gia' precaria provocata dalle impennate infinite del prezzo del gasolio. Proprio sul problema del caro-gasolio il commissario Borg, secondo quanto si apprende a Bruxelles, presentera' le sue idee ai partner europei per venire in aiuto al comparto sempre il 24 giugno a Lussemburgo, dove lo attenderanno quasi certamente anche numerosi pescatori europei per manifestare il loro profondo malcontento.
La sessione ministeriale a Lussemburgo sara' l'occasione per il ministro alla pesca, Luca Zaia di presentare insieme agli altri partner del sud dell'Europa le controproposte sul caro-gasolio che verranno messe a punto domani a Venezia.
Tre le piste su cui si sviluppera' la posizione comune: la creazione per un periodo transitorio di misure straordinarie per stabilizzare il prezzo del gasolio e governare la crisi; una maggiore flessibilita' sui fermi temporanei di pesca per compensare i pescatori; un aumento delle risorse del Fondo Ue per la pesca 2007-2013 ora di 3,8 miliardi per i 27 di cui 324 milioni per l'Italia, a cui si aggiungono i fondi nazionali.
Patrizia Lenzarini (ANSA)

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18-06-2008, 11.15.40
TONNIERI BLOCCANO PORTO VIBO MARINA, PROTESTANO CONTRO UE

Dopo decisione di stop a catture.

18 giugno 2008 - Pescherecci calabresi, siciliani e campani, giunti a Vibo Marina dalle tre regioni meridionali, hanno bloccato per qualche ora il transito da e per il porto per protestare contro la decisione della UE di bloccare per sei mesi la pesca del tonno rosso, a partire dal 16 giugno, cioè avantieri.
Colpiti dal regolamento dell'Unione Europea (n 530/2008) della Commissione, non sono soltanto i pescatori italiani, ma anche i colleghi di Malta, Cipro, Francia, Grecia, i quali avrebbero già raggiunto le rispettive quote pesca.
Unica deroga ai soli pescatori spagnoli, i quali potranno calare le reti fino al 23 giugno.
«Siamo determinati a continuare e portare la protesta con ogni mezzo in ogni porto d'Italia- ha dichiarato Antonio De Leonardo, vice presidente del Gruppo Tonnieri Calabria -non è possibile dire che abbiamo già raggiunto i limiti della quota del pescato quando ci sono pescherecci che ancora non hanno calato le reti.
In Sicilia ed in Campania sono presidiati dai nostri colleghi la quasi totalità dei porti, siamo determinati a bloccarli completamente se non avremo come risultato la possibilità di terminare la stagione della pesca al 30 giugno. Paradossalmente assisteremo alla pesca indiscriminata dei pescherecci spagnoli, olandesi, portoghesi, cosí come quelli extra unione di Marocco, Tunisia e Turchia che potranno pescare liberamente mentre noi dovremo stare a riposo forzato«.

(Apcom)

nikiezorro
25-06-2008, 16.33.23
LaStampa 25/6/2008

Nel Mar Libico a caccia di pescatori

A bordo della fregata Germinal, contro le tonnare. I prezzi salgono come quelli del petrolio: è strage.

Quando lunedì 16 giugno, all’alba, la fregata di sorveglianza Germinal molla gli ormeggi nella rada alla Valletta, capitale di Malta, la pesca al tonno rosso è stata proibita da sei ore per la maggior parte dei pescherecci che usano le sciabiche, o reti a strascico, capaci di prendere fino a 100 tonnellate di pesce alla volta. In missione per conto della Commissione Europea, la nave militare francese ha passato una settimana movimentata: i suoi cento uomini con due lance Zodiac e un elicottero Panther hanno controllato 24 battelli e fotografato quattro aerei di ricognizione. Noleggiati dagli armatori questi apparecchi, il cui uso è severamente proibito da due anni, continuano a dare la caccia ai banchi di tonni che arrivano, ogni anno in primavera, a riprodursi nel Mediterraneo.

In quest'alba fredda e rosa, la nave grigia parte di nuovo in pattugliamento, in una situazione ancora più tesa. E' la prima volta, da quando il settore è regolamentato, che la pesca con reti a strascico del tonno rosso è sospesa prima della chiusura solita, il 30 giugno. Il commissario europeo, Joe Borg, maltese severo e incorruttibile, ha pubblicato il 13 giugno un ordine di stop a partire dalla mezzanotte del 16. La fregata Germinal, dunque, questa mattina punta a sud, verso la Libia: il Cross Etel il comitato incaricato di guidarla in questa campagna europea, le ha comunicato che 32 pescherecci francesi sono in azione nella regione, e due italiani sembrano in attesa di trasferire il pesce. Cross Etel ha chiesto al comandante della fregata Philippe Ebélé e ai suoi uomini di rilevare la posizione di tutti i pescherecci incontrati. Alle due del pomeriggio gli ufficiali di guardia scorgono due navi immobili, attaccate a una gabbia galleggiante, di quelle dove vengono trasferite fino a 12 tonnellate di tonni vivi, prima di trascinarli alle fattorie vicino alla costa dove vengono ingrassati, in Spagna, Croazia, o a Malta.

Sono il Gorenler 2, elegante imbarcazione nera di 25 metri, e l'Habib-Reis 3, vecchio peschereccio un po' arrugginito. Due battelli turchi recensiti nel registro dell’Iattc, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell'Atlantico e del Mediterraneo. Ci mettono un po' a rispondere ai richiami di Vincent Chapel, ispettore francese, e di Giuseppe Basile, guardacoste della marina italiana, tutti imbarcati il giorno prima e armati di certificati che li autorizzano alle ispezioni in acque internazionali. La fregata Germinal fa scendere a babordo i due Zodiac con gli ispettori e la loro scorta. Di ritorno, parlano di accoglienza calorosa… e documenti che mancano. Le navi turche non hanno pezze d'appoggio per giustificare la provenienza dei 1350 tonni imprigionati nella gabbia. Un tesoro da un milione di euro. Il tonno vivo si vende a 10 euro al chilo alle fattorie acquatiche che li ingrassano per poi rivenderli ai giapponesi (specie al gruppo Mitsubishi): nella gabbia ce ne sono per almeno 100 tonnellate.

La decisione della Commissione ha colto di sorpresa i governi nazionali. I signori francesi della pesca raggruppati a Sète nella cooperativa Sathoan (sardine, tonno, acciughe) sono rimasti in disparte, ma in Spagna e Italia i ministri coinvolti hanno protestato vivacemente per difendere i loro pescatori. Il ministro spagnolo, Elena Espinosa, ha rigettato la «decisione sproporzionata di Bruxelles». L'italiano Luca Zaia ha protestato contro «la mancanza di motivazioni», il francese Michel Barnier ha chiesto «una riunione d'urgenza del comitato di esperti su consumo e quote». Dei tre, è il francese quello più in imbarazzo. Barnier sa che nel 2007 la Francia ha pescato 10 mila tonnellate di tonni contro le 5.600 previste dalla sua quota. Il 19 maggio ha ricevuto una lettera acida del commissario Borg, sui controlli «pusillanimi» nei confronti dei pescatori. Ma Barnier si può vantare di aver stabilito per la prima volta quote individuali per ciascuno dei trentasei pescherecci da tonno francesi.

Nel deserto di blu di questa zona marina troppo a Sud per incrociare petroliere e porta-contenitori che attraversano il Mediterraneo, la fregata Germinal incrocia solo una nave in tutta la mattinata, lo Smieli, un vecchio peschereccio a strascico croato che rimorchia una gabbia. Un po' più a Sud un altro peschereccio dal nome illeggibile e con la bandiera avvoltolata, rifiuta di rispondere ai richiami, lanciati in inglese, arabo, italiano. Il primo ufficiale ordina un lungo giro per tagliare la strada alle vecchia carretta. E' italiana. Giuseppe Basile interroga il comandante: dice di non sapere quanti tonni contenga la gabbia. Alla fine è costretto a chiamare il suo armatore e, in siciliano stretto, cerca una via di uscita. La Peluda, questo il nome dell'imbarcazione, è partita da Malta e s'è piazzata in questa zona ricca di pesce. La gabbia contiene 2000 tonni trasferiti da due pescherecci libici e due italiani. La destinazione finale sembra essere la Croazia.

Aggirare le quote, dicono i pescatori, è una questione di vita o di morte. Raphael Scannapieco, piccolo imprenditore di Sète di origini napoletane, ci dice che per pagare le spese di ognuno dei suoi cinque pescherecci avrebbe bisogno di 200 tonnellate di tonni all’anno, ma può pescarne solo 140. «Le salsicce non crescono sugli alberi», chiosa. Ma neanche i tonni crescono più nei mari. Fanno sempre più fatica a riprodursi nel Mediterraneo, dove ogni anni il 70% degli stock è rastrellato senza pietà, mettendoli a rischio serio di estinzione.

Gli ambientalisti: «È l’ultima chance per salvare il mare»

Le principali associazioni naturaliste che si occupano della salvaguardia dei tonni - Conservation International, Ocean Conservancy, Humane Society International, il Wwf - hanno deciso di organizzare d’urgenza un convegno a Londra per sollecitare l’Inter-American Tropical Tuna Commission (Iattc) a prendere misure straordinarie. «Il tonno rosso è sull’orlo dell’estinzione, dobbiamo agire già quest’anno - ha detto il vice presidente di Humane Society International, Kitty Block -: lo Iattc è sempre stato attento ai rapporti degli scienziati, speriamo che sia così anche questa volta».

Le associazioni ambientalisti puntano il dito anche contro la pesca nell’Est del Pacifico, non solo nel Mediterraneo. «Gli stock continuano a declinare - ha spiegato Scott Henderson di Conservation International - mentre l’efficienza delle flotte di pescherecci è in rapidissima crescita. Il valore del pescato, che comincia a scarseggiare, segue l’onda degli aumenti nelle materie prime. Investire nella pesca diventa sempre più interessanti, perché i ritorni, nel breve termine, possono essere ottimi. Ma medio termine, non fra molti anni, mari e oceani saranno completamente ripuliti e l’ecosistema compromesso per sempre».

nikiezorro
26-06-2008, 08.52.34
PESCA TONNO ROSSO, BASE DECISIONE UE E' INCONTROVERTIBILE

Commissario Ue: Pronto a fornire chiarimenti a Stati membri.

26 giugno 2008 - La decisione della Commissione Ue di sospendere la pesca del tonno rosso con due settimane di anticipo rispetto alla scadenza normale del primo luglio è "assolutamente giusta", ed è basata su "fatti e cifre incontrovertibili". Lo afferma, in una nota pubblicata oggi a Bruxelles sui risultati del Consiglio Ue svoltosi ieri a Lussemburgo, il commissario europeo alla Pesca, Joe Borg.

"Sono stato lieto - afferma Borg nella nota - di aver avuto l'opportunità di dare una spiegazione dettagliata ai ministri (durante il Consiglio Pesca di ieri, ndr) sulla nostra decisione di chiudere la pesca al tonno rosso per i pescherecci dotati di 'ciancioli' (le reti a circuizione che si chiudono sul fondo, ndr). Sono convinto - insiste Borg - che questa decisione era assolutamente quella giusta da prendere, sia per preservare le risorse ittiche specifiche, che per proteggere gli interessi delle piccole flotte artigianali, che stanno appena cominciando la loro stagione di pesca. I fatti e le cifre su cui si è basata la decisione della Commissione sono, secondo me, incontrovertibili".

"E' comunque importante che gli Stati membri comprendano come è stata presa questa decisione, e i miei servizi - sottolinea il commissario - sono ovviamente piú che pronti a condividere con loro tutti i dati pertinenti".

(Apcom)

nikiezorro
01-07-2008, 17.56.22
Pesca illegale, sequestrati 2600 chili di tonno rosso

30 giugno - Marsala - Quasi 2.600 chili di tonno rosso, pescati illegalmente dall'equipaggio di un motopeschereccio, sono stati sequestrati dai finanzieri della Compagnia di Marsala. L'intervento ha permesso di individuare il mezzo con 25 tonni nella stiva mentre l'equipaggio si apprestava a caricare il pescato a bordo di un autocarro con celle frigorifere. Il peschereccio era privo delle necessarie autorizzazioni per la pesca del tonno rosso per il quale e' prevista una limitazione quantitativa che viene assegnata annualmente. Inflitta una sanzione amministrativa di 6 mila euro. I tonni sequestrati, dopo essere stati controllati dal Servizio veterinario dell'Ausl 9 di Marsala, sono stati ceduti a un'impresa operante nel settore del commercio all'ingrosso del pesce e dei prodotti ittici. Il ricavato della vendita sara' devoluto all'Erario.
(AGI)

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08-07-2008, 08.13.21
INTERCETTATA SPADARA NEL MEDITERRANEO

Ad ovest dell'isola siciliana di Marettimo.

7 luglio 2008 - Blitz notturno di Greenpeace. La nave ''Arctic Sunrise'' ha intercettato la spadara italiana ''Luna Rossa'', mentre pescava in acque internazionali, a 40 miglia a ovest di Marittimo (Isole Egadi, Trapani). Lo rende noto la stessa associazione ambientalista che aggiunge:''Anche se la pesca illegale si stava concludendo, gli attivisti dell'Arctic hanno potuto accertare la cattura di due pesci spada con una rete a maglie di 22 cm''.
Secondo il comunicato, ''Luna Rossa'' ha cercato di coprire nome e matricola per non essere identificato. Ha anche tagliato la rete per fuggire, ma un pezzo di rete, di modesta lunghezza, e' stato recuperato.

Greenpeace ricorda che le spadare killer, che uccidono delfini e tartarughe marine,sono vietate dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea per la loro pericolosita' ambientale: ''Abbiamo segnalato piu' volte - denuncia l'associazione - le attivita' illegali di questi pescherecci. Il porto di Bagnara Calabra e' un Far-west''.

Alessandro Gianni, responsabile della campagna Mare di Greenpeace, si chiede ''perche' quel peschereccio stava operando con una licenza temporanea, graziosamente concessa dopo le ripetute violazioni''.
Negli scorsi mesi, ''l'Arctic Sunrise'' (impegnata contro la pesca pirata per creare una rete di riserve marine nel Mediterraneo) si e' confrontata con le spadare italiane nello Ionio, con le tonnare volanti, che pescano tonno rosso in Turchia, e ha anche documentato le praterie di Posidonia in Grecia e Libia.

(ANSA)

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21-07-2008, 08.19.10
TONNO ROSSO: EUROPA NON INVIERA' A ITALIA I DATI SULLE CATTURE

Nuova proposta sui controlli.

21 luglio 2008 - Il commissario europeo alla pesca Joe Borg ha spiegato all'ANSA le ragioni per cui non intende inviare all'amministrazione italiana le informazioni che hanno giustificato, secondo Bruxelles, la chiusura anticipata della pesca al tonno rosso. Una decisione che l'Italia ha annunciato di voler contestare davanti alla Corte di giustizia europea.
A Vigo, nel nord della Spagna, dove il commissario ha inaugurato l'Agenzia di controllo della pesca in Europa, Borg ha spiegato che e' pronto ''a mostrare all'Italia, come ha fatto con la Francia, i dati sulle catture di tonno rosso; ma dal momento che l'Italia, come e' suo diritto, -ha precisato - ha deciso di andare alla Corte Ue, non e' accettabile inviare una documentazione che puo' essere usata contro la Commissione europea. Sara' quindi la Corte Ue a fissare la data dell'invio dei documenti''. Borg ritiene tuttavia importante che l'amministrazione europea e quella italiana ''si confrontino sui dati in modo informale anche per evitare - dice - che quanto e' avvenuto quest'anno (con l'ingiunzione di Bruxelles di bloccare la pesca al tonno rosso per il superamento delle quote nazionale italiana ndr) , non si ripeta''. E precisa: ''La Commissione aveva proposto uno scambio d'informazioni sul dossier italiano per il 16 luglio ma Roma ha preferito spostarlo ai primi di settembre''.
Borg e' convinto che la Commissione europea ''abbia preso la giusta decisione'' obbligando i pescatori a tirare le reti a secco per il tonno rosso ma ritiene anche ''che l'Europa abbia bisogno di una nuova strategia sui controlli nel settore della pesca''. Il prossimo ottobre, ha poi annunciato l'intenzione di presentare una proposta che ''permetterebbe di creare uno strumento unico per i controlli, rendendoli piu' omogenei, piu' efficaci e piu' in linea con le realta' di oggi''. Per il tonno rosso, l'applicazione della futura strategia permetterebbe ''allo stato membro di intervenire e chiudere la pesca solo nei confronti di quelle imbarcazioni che hanno superato la loro quota di pescato evitando di colpire tutti gli altri''. Questo pero' necessita' - conclude Borg - ''che informazioni sicure possano giungere dai pescatori alle autorita' nazionali in tempo reale per poter intervenire''. (ANSA)

nikiezorro
25-07-2008, 07.53.41
Greenpeace chiede aerei per controlli contro tonnare illegali

25 luglio - Napoli - Aerei da ricognizione che seguono dall'alto i banchi di tonno rosso, segnalandone la presenza ai pescatori "pirata". Il fenomeno, già denunciato lo scorso anno da Greenpeace, si sta ripetendo anche quest'anno: l'associazione ambientalista lancia l'allarme, esprimendo viva soddisfazione per le contravvenzioni elevate nelle ultime settimane dalla Guardia di Finanza di Salerno, che ha contestato - per un totale di 672.000 euro - violazioni a 13 pescherecci facenti capo ad associazioni e consorzi con sede a Salerno.
Gli aerei da ricognizione - spiega Greenpeace - partendo da Gela e Marina di Modica, venivano utilizzati per scoprire i banchi di tonno, in violazione delle norme comunitarie e dell'Iccat (Commissione Internazionale Conservazione Tonno Atlantico).
"Invece di autorizzare nuove gabbie di ingrasso del tonno rosso, che incentivano la pesca pirata, sarebbe ora che le autorità italiane facessero pulizia in un settore alla deriva" commenta Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. "Già l'anno scorso avevamo denunciato la presenza illegale di aerei in appoggio alle tonnare volanti di Salerno: che la cosa si sia ripetuta lascia intendere che questi signori abbiano protezioni in alto loco".

(ANSA)

nikiezorro
12-08-2008, 18.25.24
Troiano: Lav, stupefacente autorizzazione tonni a Procida.

12 agosto - Napoli - "E’ quantomeno stupefacente che il primo atto ufficiale del direttore del Parco marino “Regno di Nettuno” sia stato quello di autorizzare l’allevamento intensivo di tonno rosso nella baia del Carbonchio al largo di Punta Solchiaro (Procida), all’interno della zona “B” del parco marino” ha dichiarato Ciro Troiano responsabile tutela ambiente della LAV.

“Ci saremmo aspettati provvedimenti tesi a salvaguardare e proteggere in modo concreto l’ambiente marino ed il suo habitat – ha proseguito Troiano - e non certo a favorire imprese ed attività economiche che mal conciliano con la salvaguardia dell’ambiente ed il benessere degli animali”.

(ANSA)

nikiezorro
13-08-2008, 18.25.36
Sono 25 milioni i tonni nati in allevamento.

13 agosto - Bari - Grazie ad una ricerca applicata, condotta dalla Facolta' di Medicina Veterinaria dell'Universita' di Bari col finanziamento dell'Assessorato regionale allo Sviluppo Economico, sono nate venti milioni di larve da tonni in cattivita'. E' la prima volta al mondo, dopo anni di ricerche congiunte condotte da diversi Paesi. Far riprodurre questi pesci in allevamento era l'anello mancante per fermare la strage del tonno rosso e trasformare l'industria di ingrasso del tonno in una acquacoltura autosufficiente, come avviene oggi per la spigola e l'orata. Il tonno rosso e' infatti richiestissimo dai giapponesi che lo usano per la preparazione di sushi e sashimi. Il risultato della ricerca ha dunque due risvolti, uno ambientale, l'altro economico: da un lato viene salvata una specie prossima al collasso per le razzie della pesca illegale, dall'altro nasce un nuovo mercato che partendo dalla Puglia rivoluziona la pesca del tonno rosso, con una ricaduta economica di impatto enorme. Ma l'esito felice del progetto segna anche un altro record: per la prima volta un progetto finanziato da un ente locale ha una ricaduta su scala mondiale.

(AGI) Red/Sec

perlamarni
13-08-2008, 19.16.34
Ma l'esito felice del progetto .....


Felice....per chi?...per il portamonete di qualcuno ma di sicuro non per i tonnetti :a_trstn::a_trstn:

nikiezorro
14-08-2008, 22.27.03
SCOPERTO ALLEVAMENTO DI TONNI IN UN'AREA MARINA PROTETTA.

Si trova presso il "regno di Nettuno" e la Lav sta valutando eventuali azioni legali.

14 agosto 2008 - «È un provvedimento che, oltre a essere inopportuno, presenta anche caratteri di dubbia legittimità, per questo valuteremo con il nostro ufficio legale eventuali azioni giudiziarie da intraprendere», dichiara il dott. Ciro Troiano, responsabile nazionale Tutela Ambiente della LAV in riferimento al Nulla Osta alla conduzione di un allevamento intensivo di tonno rosso in zona b dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” rilasciato l’11 agosto scorso dal direttore dell’Area Protetta, dott. Riccardo M. Strada.
Tale provvedimento rilascia a una società turca il nulla osta alla conduzione di un allevamento intensivo di tonno rosso fino al 31 dicembre 2008 anche se, come si legge nelle premesse del provvedimento, “il procedimento di concessione è privo, in tutte le sue fasi, di una valutazione di carattere ambientale, sia essa Valutazione di Impatto Ambientale ovvero Valutazione di Incidenza” ed è impossibile attualmente “dare sulla base degli studi prodotti, una precisa valutazione che l’impatto dell’allevamento possa avere sull’ambiente dell’Area Marina Protetta”. Si legge inoltre che “l’allevamento di tonno rosso presenta, di per sé, un impatto ambientale e profili di allarme nell’opinione pubblica di ordine superiore rispetto agli allevamenti di spigole orate e saraghi pizzuti già considerati ambientalmente problematici, tanto da indurre il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a proibire nell’AMP Regno di Nettuno il loro impianto e conduzione”.
«Il Regolamento che disciplina le attività consentite nelle diverse zone dell’Area “Regno di Nettuno” –continua Troiano - consente sì l’acquicoltura, ma solo alle concessioni già esistenti alla data del Decreto Ministeriale, ovvero al 10 aprile 2008, ma stranamente il Nulla Osta è stato rilasciato senza poter accertare con documenti alla mano l’esistenza di tale concessione alla data prevista dal Regolamento, ma solo su una dichiarazione di un funzionario del Comune. È quanto meno stravagante –continua Troiano- che un atto di autorizzazione venga rilasciato sulla parola, sicuramente il Direttore dell’Area Protetta avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo, ma l’istruttoria amministrativa prevede un rigido controllo sui requisiti necessari per il rilascio di nulla osta alla concessione di un’autorizzazione, requisiti che devono essere documentabili e non presunti. Il nulla osta, come stabilisce la legge, deve verificare la conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l'intervento, va da sé che tale conformità deve essere scrupolosamente documentabile».
Si legge nel Nulla Osta, infatti, “allo stato non è stato ancora possibile appurare documentalmente se la concessione in oggetto fosse esistente alla data del DM 10.04.082” ma il funzionario comunale “ha dichiarato pubblicamente la sussistenza della Concessione a quella data”.
«Al di là degli aspetti giuridico-amministrativi, - continua Troiano - proprio il principio di precauzione richiamato nel Nulla Osta avrebbe richiesto un diniego alla conduzione dell’allevamento, visto il pericolo per l’ambiente marino che questo tipo di attività può comportare, come gli stessi studi citati nel Nulla Osta ammettono. Non ha senso prescrivere un monitoraggio ambientale svolto durante l’allevamento per stabilire se produca un’alterazione dello stato dei luoghi e dell’ambiente, è come voler concedere la concessione ad un impianto industriale e poi valutare successivamente eventuali danni: nel frattempo l’inquinamento è avvenuto. La corretta gestione dell’ambiente e il buon senso – conclude Troiano - richiedono che l’eventuale pericolo debba essere valutato a priori e non a posteriori».

nikiezorro
28-08-2008, 08.54.28
Allevamento tonni in area protetta: esposto LAV

26/08/2008 (Infolav.org) La LAV ha presentato un esposto alla polizia per verificare se siano state integrate condotte penalmente rilevanti e/o illeciti amministrativi nelle autorizzazioni rilasciate per l'allevamento di tonni nell’area marina protetta “Regno di Nettuno”.

“Per tutto ciò, si chiede all’organo di polizia giudiziaria in indirizzo di verificare se le condotte summenzionate siano idonee a concretizzare eventuale reato ” così termina l’esposto presentato la scorsa settimana da Ciro Troiano, responsabile Tutela Ambiente della LAV, che si è recato personalmente al Commissariato di Polizia di Ischia per formalizzare l’atto al fine di verificare se per tramite di un atto amministrativo sia sotto il profilo procedimentale che della competenza siano state consentite condotte penalmente rilevanti.

«Il nostro obiettivo – dice Ciro Troiano - è capire come mai in un’Area Marina Protetta sia stata autorizzata un’attività di cui non è stato possibile stabilire l’impatto sull’ambiente e che presenta evidenti profili di allarme nell’opinione pubblica. Dagli stessi studi di monitoraggio commissionati nel 2007 dalla società che gestisce l’allevamento emerge una incidenza negativa sui fondali sottostanti le gabbie da accumulo di sostanza organica. Studi che non escludono un cumulo di effetti ambientali sui fondali in caso di prosecuzione dell’attività. Ci chiediamo come mai con questi presupposti sia stato rilasciato il nulla osta, laddove la cosa più prudente da fare sarebbe stata opporre un diniego precauzionale al fine di tutelare l’interesse sostanziale della salvaguardia della biodiversità marina.»

Nell’esposto presentato dalla LAV alla polizia, viene esaminato l’iter procedurale finalizzato alla concessione e vengono evidenziati elementi sui quali l’associazione chiede una verifica di liceità.

«Ci auguriamo - continua Troiano - che le nostre preoccupazioni siano infondate ma vogliamo chiarire, nell’interesse di tutti, se ci troviamo di fronte a un caso di “Illecito ambientale in bianco”, come i più grandi giuristi dell’ambiente definiscono gli illeciti ambientali generati da autorizzazioni apparentemente legittime con le quali si vanno ad autorizzare opere che in sé sono in palese violazione di legge. Per acclarata giurisprudenza, infatti – conclude Troiano – gli illeciti nel campo ambientale non si consumano solo violando le specifiche norme di settore, ma le violazioni di legge possono essere determinate da atti amministrativi che autorizzano a realizzare opere che di per sé sono vietate.».

La LAV annuncia che presto impugnerà al Tribunale amministrativo della Campania (TAR) il nulla osta rilasciato e tutti gli atti presupposti e conseguenti.

nikiezorro
07-10-2008, 22.44.02
WWF: TONNO ROSSO, ITALIA FUORI LEGGE

Pesca 'selvaggia' del tonno rosso. Continua la mattanza fuori quota da parte dell'Italia. Nel 2008, secondo un dossier reso noto oggi a livello mondiale dal Wwf, sono state pescate come minimo 700 tonnellate in più su quelle prestabilite. Spesso poi in alcuni mercati non viene registrato neppure un solo tonno rosso (Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro) mentre altre quantità "sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose" senza contare che "le catture in mare sono svolte con metodi fuorilegge, vale a dire con l'ausilio di aerei d'avvistamento" e che altre quantità consistenti "é provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito è stato registrato". Denunce tutte contenute nel dossier dal titolo "Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia.

Ecco le prove", condotto su commissione da una società di consulenza indipendente (Advanced Tuna Ranching Technologies) che, riferisce il Wwf, ha svolto un'indagine a tutto campo. Il Wwf Italia consegnerà i dati e i risultati della ricerca alla Commissione Ue, alla finanza, alle Capitanerie, ai Noe e al ministro per le Politiche Agricole e Forestali "per chiedere una moratoria di tre anni sulla pesca del Tonno rosso in Mediterraneo". Secondo il Wwf esiste una "illegalità diffusa e reiterata negli anni dovuta a mancati controlli, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all'estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario". "I risultati cui si giunge nel dossier - tutti derivanti da fonti pubbliche o da documenti di enti di ricerca internazionali - sono in contrasto con i dati che il ministero italiano ha inviato a Bruxelles. Intanto l'Ue aveva deciso di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo. Chiusura che ha di fatto - a detta del ministero - impedito all' Italia di raggiungere le quote fissate dall'Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) vale a dire 4162,71 tonnellate. Secondo il Wwf invece la quota pescata in eccedenza è minimo di oltre 700 tonnellate nel 2008".

E così "dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest'anno, grazie alla decisione dell' Ue di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. - commenta Enzo Venini, Presidente del Wwf Italia - e dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest'anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell'anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono)".

Dal dossier risulta inoltre che le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all'allevamento del tonno rosso siano 185: dall'indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del Wwf la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unità di cui 27 parangali, 162, tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori, 47 delle quali prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca, 82 mai inserite nei registri dell'Iccat nel 2008. La scorsa settimana, la Commissione scientifica dell'Iccat ha reso noto il suo verdetto sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36% rispetto a 30 anni fa. Il prossimo incontro dell'Iccat si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre prossimo. L'auspicio, ha concluso il Wwf "é che le Parti decidano la chiusura finché permarranno illegalità e insostenibilità".

Ansa 7.10.08

nikiezorro
10-10-2008, 08.08.18
PREVISTO MASSACRO A FUCILATE DI TONNI A PROCIDA. E IN AREA PROTETTA!

Denuncia della LAV, non è possibile peraltro introdurre armi in parchi.

10 ottobre 2008 - La LAV ha presentato una denuncia al Commissariato di Polizia di Stato di Ischia, per l’eventuale configurarsi del reato di Introduzione di armi in aree protette, in riferimento alla mattanza dei tonni dell’allevamento intensivo situato nella Baia del Carbonchio a Procida (Napoli), all’interno dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, annunciata per i prossimi giorni.

La Società “Akua Italia srl”, titolare dell’allevamento, infatti, avrebbe intenzione di abbattere 2000 tonni con armi varie, tra cui fucili e fucili di precisione, proprio all’interno della stessa Area Protetta, consentendo così l’introduzione di armi in violazione dell’art.11 comma 3 lett.f) ed art 19 della legge quadro (gestione delle aree marine protette), con particolare riferimento ai commi 3 che stabiliscono che “Nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dell'area”.

In particolare sono vietati:
a) la cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l'asportazione di minerali e di reperti archeologici;
d) l'introduzione di armi, esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura”

Le violazioni sono sanzionate in base all’art. 30 della legge quadro (Gestione delle aree marine protette) legge 6.12.1991, n. 394 che stabilisce che ‘Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con l'arresto fino a 6 mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva.’.

“Era già grave la concessione del nulla osta ad un allevamento di tonni, catturati in natura nella acque intorno alla Sicilia e trasportati fino alle gabbie per essere ingrassati, ottenuto, peraltro, senza che fossero attesi i risultati della valutazione d’impatto ambientale in un’area protetta. – commenta Gianluca Felicetti, presidente LAV – Ora c’è il rischio che vengano introdotte armi all’interno di un’Area protetta, se già non lo sono già state, a totale disprezzo dei divieti esistenti. Armi che saranno utilizzate per mettere in atto una vera carneficina”.

Per questo motivo, ai sensi dell’art. 321 del Codice di Procedura Penale, la LAV ha presentato anche un’istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni, in quanto il nulla osta concesso per l’allevamento, non può estendersi all’introduzione delle armi.

Per ottenere poi l'annullamento del nulla-osta alla conduzione dell'allevamento intensivo di tonno rosso, inoltre, il 7 ottobre u.s., la LAV ha presentato un ricorso al Tar, con gli avvocati Stefutti del foro di Roma e Russo del foro di Napoli, contro il consorzio di gestione del “Regno di Nettuno", il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la società "Akua Italia" srl (titolare della concessione) e il Comune di Procida.

Tale nulla-osta, infatti, è stato rilasciato il 7 agosto scorso nonostante il decreto istitutivo dell’Area Marina Protetta (DM del Ministero dell'Ambiente il 27 dicembre 2007, pubblicato sulla GU n.85 del 10 aprile 2008) situata in Provincia di Napoli, attorno alle isole di Ischia, Procida e Vivara, specifichi chiaramente all’art.5 quali siano le attività da ritenersi non consentite all’interno dell’area protetta, e alla lett. d) tra le attività non consentite contempla espressamente l’acquacoltura.

Fonte: Animalieanimali

nikiezorro
10-10-2008, 19.08.09
Tonno rosso, mangiarlo è un peccato.

Di Oscar Grazioli - Tiscali.it 10.10.08

Poche sere fa ero al ristorante con alcuni amici e conoscenti. Nel menu, tra gli antipasti, c'era un carpaccio di tonno in salse varie. Di fronte alle domande di un commensale, che chiedeva delucidazioni sul piatto, il cameriere, tutto orgoglioso, si affannava a spiegare che si trattava di vero tonno rosso, di quello che ormai si fa fatica a trovare e che, tra l'altro, ti fanno pagare un occhio della testa.

Tonno rosso, animale in via di estinzione - Con grande rammarico del dipendente il carpaccio non fece un gran successo. Neanche un'ordinazione. Per non lasciare nel dubbio il cameriere, sulle sue capacità persuasive, a fine cena lo presi un attimo da parte e cercai di spiegargli che se un animale era diventato raro da trovare sul mercato, evidentemente ce n'erano pochi in natura.

I tonni come le balene - Essendo tutti noi piuttosto attenti ai problemi ecologici, avevamo scartato il piatto perché anche l'alimentazione, o meglio la golosità, può ridurre sulla via dell'estinzione una specie animale. Sta succedendo con certe balene, cacciate da diversi paesi contro le leggi internazionali, ufficialmente a scopo scientifico, in realtà per soddisfare il gusto degli amanti di sushi e altre "leccornie" del genere.

Il dossier del Wwf - Proprio in questi giorni il Wwf ha reso noto , a livello mondiale, un dossier secondo cui l'Italia ha pescato tonno rosso per 700 tonnellate in più sulle quote previste. Tutto ciò senza calcolare il tonno rosso pescato e venduto illegalmente sui mercati chiusi gestiti dalla mafia o trasferito, senza registrazione, in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Il dossier si chiama "Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia. Ecco le prove", ed è stato commissionato a un'agenzia indipendente.

La pesca in Italia - Si tenga conto inoltre che questa pesca spesso viene effettuata con strumenti completamente fuori dalla legislazione europea, come gli aerei d'avvistamento. I dati ufficiali, indirizzati a Bruxelles, dal nostro paese sono, secondo il Wwf, palesemente in difetto. Già l'anno scorso l'Italia aveva pescato tonno rosso con un'eccedenza del 40% rispetto alle quote fissate, seguita da altri paesi certo non meno "furbi".

Tutti ciò ha indotto l'UE a decidere la chiusura della pesca al tonno con due settimane d'anticipo. I vari tipi di pescherecci italiani, iscritti nei registri ufficiali, sono 185, mentre la società che ha condotto l'indagine, per conto del Wwf, ne ha individuati 283. Tutti questi dati sono ora nelle mani dei vari ministeri e della Commissione Ue cui il Wwfha chiesto una moratoria di tre anni sulla pesca a questo tipo di tonno.I camerieri continueranno a fare il loro onesto lavoro, ma io continuerò ad astenermi dal mangiare tonno rosso. Spero anche voi.

nikiezorro
16-10-2008, 13.50.06
LaStampa 15/10/2008

Wwf, Spagna e Giappone stop alla pesca del tonno rosso.

ROMA - «La Spagna, paese chiave nella pesca del tonno rosso in Mediterraneo, e Giappone, il mercato più importante, sostengono con altri paesi una moratoria della pesca del tonno rosso in Mediterraneo, almeno fin quando la situazione non sarà riportata sotto controllo e non verranno create aree protette nei luoghi dove i tonni si riproducono e crescono. Un voto sorprendente, arrivato la notte scorsa dai delegati dei governi e delle associazioni non governative presenti a Barcellona per i lavori connessi al congresso della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura)«. Lo afferma il Wwf in una nota.

«La mozione prevede che le quote di pesca del tonno rosso vengano dimezzate come indicato dagli studi scientifici - prosegue l’associazione ambientalista -, e che la pesca venga fermata nei mesi di maggio e giugno (periodo di riproduzione del tonno rosso)».

«Ancora non sappiamo se questa decisione sarà accolta in via definitiva, e tanto meno ci aspettiamo che venga approvata con una maggioranza schiacciante - afferma Sergi Tudela, direttore del programma Pesca del Wwf Mediterraneo -. Il buon senso indica però che c’è qualche speranza che la gestione ormai non sostenibile della pesca del tonno rosso venga bloccata. Sono i consumatori, la società civile, la comunità scientifica ad aver capito che se non verranno prese decisioni forti adesso, nel prossimo futuro non ci saranno più tonni da pescare».

«Questa mozione - sottolinea il Wwf - è un ulteriore tassello di cui l’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) dovrà tener conto a novembre, quando si pronuncerà sulla gestione della pesca del tonno, definita dalla Commissione stessa ’una disgrazia internazionalè. È di qualche giorno fa un dossier del Wwf da cui emerge con tutta evidenza che in Italia la gestione della pesca del tonno è insostenibile e totalmente fuori controllo, mentre all’inizio di quest’anno l’associazione aveva diffuso un rapporto in cui si denunciava una capacità di pesca del tonno delle flotte presenti in Mediterraneo pari al doppio delle quote consentite».

«Il mese scorso gli scienziati dell’ICCAT avevano avvertito che la popolazione di tonno del Mediterraneo è sull’orlo del collasso - prosegue l’associazione ambientalista -. Alcune grandi catene di distribuzione in tutta Europa sostengono il boicottaggio, lanciato dal Wwf, della sua vendita. La mozione approvata a Barcellona, inizialmente osteggiata da alcuni paesi, che hanno poi votato a favore, è stata presentata dal Wwf, dall’associazione spagnola Ecologistas en Accion, GOB, SEO/Birdlife e dall’amministrazione delle isole Baleari, che si è candidata a creare nelle sue acque un santuario del tonno rosso».

nikiezorro
24-10-2008, 18.42.16
LA MATTANZA DEI TONNI ROSSI: STOP AI FUCILI A PROCIDA

Permesso negato all’allevamento in zona protetta.

24 ottobre 2008 - I 3200 tonni rossi allevati nella baia del Caraugno non saranno fucilati. I responsabili dell'area marina protetta Regno di Nettuno e la capitaneria di porto di Procida hanno negato l'autorizzazione alla mattanza, tramite una speciale carabina, chiesta dalla società turca Akua Italia che gestisce l'impianto situato all'interno del parco marino. Il motivo del no: il divieto, imposto dalla legge, di introdurre all'interno dell'area marina protetta, armi, esplosivo ed ogni altro mezzo distruttivo e di cattura. Il magistrato Albino Ambrosio e il dottor Riccardo Strada, rispettivamente presidente e direttore generale del Regno di Nettuno spiegano il divieto: «Non potevamo concedere un nulla osta che la legge proibisce. Ora restano due modi per risolvere la questione: portare le gabbie con i tonni al di fuori delle acque dell'area marina e quindi procedere alla mattanza, oppure effettuare l'operazione secondo il metodo tradizionale che, però, potrebbe comportare nuovi altri problemi a causa dell'enorme quantità di sangue che andrebbe a finire in mare». A questo punto l'Akua Italia ha chiesto al ministero dei Beni ambientali un'autorizzazione speciale che consenta l'uccisione dei tonni tramite la tecnica di questo fucile usato anche per la caccia allo squalo e che, secondo gli esperti, rende meno incruenta l'operazione. Ma sulla vicenda grava la denuncia alla magistratura da parte della Lav - la Lega antivivisezionista - che, oltre a contestare la concessione rilasciata dalle autorità preposte all'attivazione dell'allevamento, ha presentato anche un'istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni in quanto il nulla osta concesso, non può estendersi all'introduzione delle armi.

da Il Mattino

nikiezorro
04-11-2008, 09.01.10
Tar respinge richieste armatori su quote cattura tonno rosso.

4 novembre - Roma - I decreti ministeriali che assegnano le quote di pesca del tonno rosso per evitarne l'estinzione commerciale non sono stati ancora pubblicati sulla Gazzetta ufficiale e quindi allo Stato non possono essere contestati. E' la motivazione con la quale la II sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Michele Perrelli, ha respinto la richiesta con la quale la Federazione Armatori Siciliani, e altre cooperative chiedevano la sospensione del provvedimento con cui il ministero delle Politiche agricole ha adottato il piano per l'assegnazione delle quote di pesca del tonno rosso, ritenendole insufficienti.

I giudici hanno considerato che "allo stato - si legge nell'ordinanza - non si è in grado di apprezzare il contenuto delle censure proposte" giacché i relativi decreti ministeriali "non risultano ancora pubblicati sulla Guri, né, quindi, ancora impugnati dagli interessati".
Il Tar ha ritenuto inoltre che i ricorrenti non hanno "riportato in concreto il dato quantitativo della quota agli stessi attribuita che assumono insufficiente in relazione alla loro capacità di pesca".

(ANSA)

nikiezorro
14-11-2008, 16.31.48
Meglio moratoria che tagli secondo pescatori tonno rosso.

14 novembre - Roma - ''Le imprese tonniere non ce la faranno a sostenere un'ulteriore riduzione delle quote di cattura, meglio quindi una moratoria". Lo sostiene il presidente della Federcoopesca-Confcooperative, Massimo Coccia, commentando la decisione del governo giapponese di ridurre per la campagna 2009, i quantitativi di pescato del tonno rosso.

"La flotta peschereccia italiana, composta da imbarcazioni di 40-50 metri, con 15 persone in media di equipaggio a bordo - sottolinea la federazione - ha costi di gestione molto elevati: solo per alimentare i tonni che una volta pescati finiscono negli allevamenti, si spendono 350 euro ad esemplare". Se quindi la linea dell'Iccat, la Commissione Internazionale per la conservazione del tonno atlantico prevista in Marocco dal 17 al 24 novembre, sarà quella di tutelare la risorsa senza prendere in considerazione i lavoratori del settore, secondo Coccia è meglio optare per la moratoria e non per una riduzione delle catture. "La moratoria - conclude Coccia - è sicuramente pesante da sopportare da un punto di vista economico, anche se più sostenibile rispetto a dover pescare meno; l'importante è che questa venga applicata a tutti i paesi che pescano nel Mediterraneo e non solo a quelli dell'Unione europea".

(ANSA)

nikiezorro
18-11-2008, 09.23.55
Wwf sollecita stop pesca tonno rosso

18 novembre - Roma - "Stop alla pesca al tonno rosso almeno fino a quando lo stock non si riprenderà ". Questa la richiesta del Wwf in occasione dell'incontro della Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico (Iccat), che si apre a Marrakech (Marocco) e che discuterà, fino al 24 novembre, della gestione della pesca del tonno rosso in Atlantico e nel Mediterraneo.

Secondo gli ambientalisti questa "é l'ultima occasione per salvare questa specie dal collasso commerciale" ricordando un simile tracollo economico e di specie già avvenuto negli anni '90 al merluzzo nell'Atlantico settentrionale. "Crediamo che la pesca al tonno rosso nel Mediterraneo debba essere chiusa immediatamente, almeno fino al momento in cui la comunità scientifica dimostrerà che lo stock di tonno rosso non si sia ripreso" afferma Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf Italia.

Per Costantini "qualunque nuovo piano di gestione dovrà includere una chiusura stagionale durante la stagione riproduttiva, una quota totale di tonno pescabile inferiore alle 15.000 tonnellate ogni anno e aree protette o 'Santuari' nelle principali aree di riproduzione del Mediterraneo". Per gli ambientalisti "la gestione della pesca del tonno rosso è stata un fallimento in Mediterraneo e in Italia", con una "illegalità generalizzata". Di qui l'appello al governo italiano perché diventi "guida" di una nuova 'rotta' in difesa di una delle nostre specie tipiche.

(ANSA)

nikiezorro
19-11-2008, 13.26.15
TONNI UCCISI A PROCIDA, 30 MILIONI DI EURO

Ammazzati ieri 412 dei 3200 in gabbia. Un business per italiani e turchi .

19 novembre 2008 -La prima mattanza si ferma a 412. Toccherà presto ad altri tremila tonni rossi. Quelli che nuotano in una gabbia profonda trenta metri e larga 200, al largo del Regno di Nettuno, parco marino protetto oltre Procida e Vivara. S´incrociano nervosi, quasi sapessero. Li condanna a morte il più grande affare della pesca mondiale. Sono le 13, quando la sirena di una delle tre navi, due turche e una giapponese, sospende l´operazione. Chiazze di sangue spuntano su un azzurro livido di grecale, mare forza 4. «Ma le scene delle tonnare calabresi e siciliane sono più truci, quelle sì», protestano a bordo dell´Akua Demir.

È una gabbia da oltre trenta milioni di euro. Il tonno rosso costa 15-16 appena pescato, ai mercanti giapponesi 40-50 il chilo, al dettaglio fra tre mesi almeno 100. Il peso rivela l´età: a dieci anni oltre 300, i giovani 40. Si distingue: testa grande, bocca ampia, occhi piccoli, niente macchie. È il più pregiato, «vale oro, ma non tornerà mai in Italia finché non vi sarà la stessa cultura del sushi», sospira Pasquale Pellecchia, presidente dell´Adiri Pesca, che a Procida conta diciotto pescherecci, nessuno che prenda i tonni. I tonni rossi sono nel Mediterraneo e nel Golfo del Messico. Questi arrivano dalle acque a sud di Malta: catturati e chiusi vivi in vasche mobili, trascinate dai rimorchiatori ad un solo nodo l´ora fino a Procida, dove rimangono all´ingrasso per tre mesi.

L'operazione è gestita da una società mista, turchi e italiani. La concessione è di Franco Di Riello, napoletano. Le due navi del registro di Istanbul, la piccola Serter Anmet con tre marinai e la Akua-Demir di 821 tonnellate con 13 turchi e 11 italiani a bordo. Un abile portavoce, Burkay Gokgoz, offre biscotti, cioccolato e caffè turco prima di spiegare in italiano la sua linea di difesa dagli assalti di Greenpeace. «Vorrei che si ricordassero le mattanze cruente e crudeli dei tonni. Il nostro metodo è moderno: soffre poco il tonno ed esce poco, pochissimo sangue». Il metodo è un´arma con cartucce esplosive, contestate dagli animalisti del Lav. «Non si spara con armi in un parco protetto, è reato». Fu quindi sospesa e rinviata la mattanza, cominciata solo ieri alle 8.30. Gabbia spostata in direzione sud-ovest, oltre i confini del "Regno di Nettuno". Ma la Capitaneria aveva a lungo indagato. Il tenente di vascello Gianluca Oliveti ha anche raccolto le proteste dei cittadini: cattivo odore nella zona di Solchiano. Ha convocato i tecnici dell´Asl 2 ed esplorato i fondali. Una motovedetta Cp 575 con l´equipaggio di Giuseppe Riviello gira intorno alle navi e alla gabbia, la sezione di polizia giudiziaria di Salvatore Nazzaro segue con telecamere, niente sfugge. Ma la polemica esplode.

«Giuro che è tutto molto regolare», riprende Burkay Gokgoz. «I tonni piccoli arrivano in superficie, sono portati a bordo, e lì muoiono. I grandi in profondità sono avvicinati dal subacqueo che esplode un colpo proprio vicino alla testa. Né dolore né sangue. In meno di quattro minuti il tonno rosso deve essere portato sulla nave giapponese che ci affianca, la Metha Maru, senza prendere sole, tagliato subito, i filetti vanno nel frigo a 70 gradi sottozero. Fra tre mesi sarà il miglior sushi di Tokyo».
Nicola Pellecchia è favorevole. «È un aiuto all´economia locale. Il mangime è dato dagli avanzi di pesca delle nostre barche. Prima erano invenduti e buttati a mare». D´accordo anche il Comune che riceve centomila euro per il disturbo. «C´è una transazione firmata dopo tante polemiche. Era tutto deciso dal 2002 con due concessioni, una non ha avuto seguito, l´altra è stata accolta ma fissando condizioni: quote di ristoro per il Comune e vendita del mangime dei nostri pescatori alla gabbia. Gabbia che sarà spostata a un miglio e mezzo per il futuro, spiega il vicesindaco Luigi Muro.

Si oppone Ciro Troiano del Lav («Puntiamo ora sul Tar») ma anche Francesco Borrelli, assessore dei Verdi alla Provincia. «È fissata una riunione in Regione sul Parco del Nettuno. Trovo assurdo che ci si accanisca con multe ai piccoli pescatori che sconfinano per caso nel Parco marino e si tollerino allevamento e mattanza. Non può finire qui». Finirà tra due settimane, ancora tredici mattanze per i tremila tonni rossi, poi ne arriveranno altri secondo le quote fissate dalla Unione europea, quindi altri milioni di euro. Gli affari sono affari, dolore e sangue dei tonni non contano. Le chiazze rosse spariscono presto, c´era il grecale ieri, è bastata mezz´ora, per fortuna il vento non sa leggere.

Antonio Corbo, La Repubblica

nikiezorro
20-11-2008, 14.49.14
MATTANZA TONNI A PROCIDA, CONTROLLI POLIZIA SU ARMI

Dopo denuncia della LAV.

20 novembre 2008 - Gli agenti del commissariato di Polizia di Ischia, coordinati dal vice questore Antonio Vinciguerra, hanno effettuato un blitz, al largo dell'isola di Procida, per controllare la mattanza dei tonni rossi da parte del personale italo-turco della società Akua Italia, che ha in concessione lo spazio acqueo per l'impianto di ingrasso dei 'tonni rossi'.

La Polizia, che da quest'estate, in seguito alla denuncia i Ciro Troiano della Lav (Lega Antivivisezione) ha svolto minuziose indagini al vaglio della Procura della Repubblica di Napoli, ha ispezionato le armi utilizzate per l'uccisione dei tonni più grossi, quelli dai 200 ai 300 chilogrammi, le 'bangs-ticks' armi solitamente utilizzate per l'uccisione degli squali.

Al termine delle ispezioni le armi sono state prelevate dagli agenti coordinati dall'ispettore Giuseppe Gandolfo e portate al commissariato di Ischia per accertamenti.

(ANSA)

nikiezorro
27-11-2008, 09.44.47
Fonte: animalieanimali

MATTANZA A PROCIDA, SU YOUTUBE VIDEO SULL’UCCISIONE DEI TONNI.

LAV invia esposto in Procura per maltrattamento di animali.

27 novembre 2008 - Pescatori che inseriscono con decisione un cavo d’acciaio nella testa dei tonni che si agitano violentemente, coperti dal proprio sangue, fino alla morte. Questo lo spettacolo cruento che si può vedere nel filmato che denuncia “l’uccisione dei tonni rossi con metodi cruenti per servire sushi giapponese”. Tali modalità di abbattimento, come detto nel filmato, sarebbero volute dai giapponesi per rendere il tonno “buono per il sushi”.

“Per mesi hanno tentato di farci credere che gli animali venissero uccisi con tecniche incruente o con pesca e morte per asfissia, mentre ora si vede nella sua drammatica realtà il vero volto della mattanza - dichiara Ciro Troiano, responsabile Tutela Ambiente della LAV. Addirittura hanno tentato di addossarci la responsabilità della morte lenta degli animali a causa del sequestro dei fucili subacquei muniti di cartucce, asserendo che l’unica alternativa ai fucili fosse la morte per asfissia, ora vengono fuori i veri metodi che definirli crudeli è poco. Metodi utilizzati già prima del sequestro delle armi, come questo filmato e altri dimostrano. Per quel che ci riguarda – conclude Troiano- ora si aprono nuovi scenari giudiziari perché invieremo un esposto alla Procura affinché siano valutate eventuali ipotesi di maltrattamento di animali”.

Qui il filmato: http://www.youtube.com/watch?v=ts9eXq2TWZY

nikiezorro
05-01-2009, 12.24.58
TOKYO: TONNO RECORD DA 75.000 EURO

TOKYO - Prima asta del 2009 da record al mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo, il più grande al mondo, dove un tonno rosso da 128,4 kg è stato venduto oggi al prezzo di 9,63 milioni di yen (oltre 75.000 euro).

Il pregiato esemplare 'pinna blu' è stato catturato al largo della città portuale di Oma, nel Giappone settentrionale, una zona dove ogni anno viene pescato un numero limitato di tonni, ma di qualità particolarmente elevata. Ad aumentare ulteriormente la domanda, facendo schizzare alle stelle le quotazioni del pesce, una stagione di pesca più magra del solito, con mare mosso e condizioni atmosferiche sfavorevoli.

Il costoso tonno è stato acquistato dal proprietario di un sushi bar di Hong Kong, che ha vinto l'asta con la collaborazione di un ristorante di Ginza, il quartiere dello shopping di lusso nel cuore della capitale nipponica.

La quotazione di quest'anno è la seconda più alta nella storia del mercato del pesce di Tokyo: il record assoluto risale al 2001, quando, nella prima asta dopo la pausa per le festività di capodanno, un tonno catturato nelle stesse acque di Oma fu acquistato per la cifra di 20,2 milioni di yen (quasi 160.000 euro al cambio attuale).

Ansa - 5.1.09