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kikko
28-12-2006, 21.13.39
Rapporto preliminare della "Food and Drug Administration"
«Magiare carne clonata non fa male»
Tra 90 giorni possibile il via libera alla vendita negli Usa senza etichette che specifichino il tipo di provenienza

WASHINGTON - Il consumo di carne e latte degli animali clonati, pecore a parte, non comporta alcun rischio per la salute umana. Lo ha stabilito, in un rapporto preliminare che non mancherà di suscitare polemiche, l'agenzia statunitense per la sicurezza alimentare, la Food and Drug Administration (Fda). Questi prodotti possono quindi essere venduti senza che sulle etichette sia esplicitamente indicato da dove provengano. «Nessun rischio per il consumo umano è stato identificato nei bovini, nei maiali e nelle capre», si legge nella bozza di relazione della Fda. Per ora però sui banchi dei supermercati americani ancora non arriveranno prodotti di animali clonati. L'agenzia deciderà se dare il via libera definitivo alla vendita dei prodotti del bestiame concepito in laboratorio come «fotocopia» degli originali solo dopo un periodo di valutazione, aperto a pareri esterni, di 90 giorni.
LE CRITICHE - I gruppi a difesa dei consumatori hanno immediatamente criticato l'annuncio. Oltre il 60% degli americani, hanno sostenuto, è contrario alla clonazione animale e non comprerebbe carne e latte di animali clonati anche se il governo sostenesse l'assoluta mancanza di rischi. «Pensiamo si tratti di una pessima decisione», ha detto Carol Foreman, della Federazione dei consumatori americani, e ha chiesto a tutti «di scrivere alla Fda e ai membri del Congresso per ottenere la revoca del provvedimento».
GLI STUDI - Per Foreman il governo ha ignorato gli studi secondo cui le gravidanze dei cloni spesso finiscono con un aborto e che molti degli animali nati sono deformi e non sopravvivono a lungo. La Fda ha spiegato che l'esclusione dalle pecore dalla lista del bestiame clonato sicuro non è dovuta alla scoperta di elementi negativi ma alla mancanza di dati sufficienti per esprimere un giudizio definitivo sugli ovini. Al momento esistono negli Usa circa 150 capi di bestiame clonati, replicando copie esatte degli esemplari migliori sia per la produzione di carne sia per quella di latte. Le compagnie che hanno investito in questa tecnica non sono molte e tutte attendono il via libera definitivo della Fda per avviare la produzione di animali clonati su base commerciale.

:mad: no comment ... stiamo veramente rincretinendo?!?!!:mad:

@cds 28 dicembre 2006

Anna
29-12-2006, 08.09.03
Non fa male? dipende a chi...

perlamarni
29-12-2006, 09.08.11
WASHINGTON - Il consumo di carne e latte degli animali clonati, pecore a parte....

Ancora una decisione all'americana e poi....perché...pecore a parte? :eek:

Forse, se mai, era il caso di dire: mangiare carne clonata non fà PIÙ male di mangiare carne non clonata ;)

Sab
29-12-2006, 11.25.19
La Fda ha spiegato che l'esclusione dalle pecore dalla lista del bestiame clonato sicuro non è dovuta alla scoperta di elementi negativi ma alla mancanza di dati sufficienti per esprimere un giudizio definitivo sugli ovini.

eheheh ma guardate come ci prendono per il naso.... e come mai proprio la pecora??? nessuno si ricorda di Dolly? la 1° pecora clonata (e per questo è diventata suo malgrado) una vera celebrità a livello mondiale? si è guadagnata la 1° pagina delle più prestigiose riviste scientifiche e giornali, oltre a serviti tv ecc ecc.... e vi ricordate anche come è finita? male.. molto male.. visto che ha sofferto per tutta la sua esistenza e alla fine hanno dovuto fargli l'eutanasia perchè ormai agonizzante, in metà del tempo medio di quanto vive una pecora, presentava già gravi patologie che solo gli animali in vecchiaia presentano...

già, Dolly è troppo famosa.. si creerebbero troppe domande attorno alla messa in commercio di carne di pecora clonata.... e infatti di tutti gli animali clonati (a parte gatto e cane), se ne è fatto davvero ben poco parlare... o sbaglio?
dunque, se quello che all'inizio era stato considerata una pietra miliare della scienza, appunto la clonazione di Dolly, ma in seguito si è rivelato un fallimento sotto tutti i punti di vista, meglio che gli altri esperimenti restino più sottotono, sennò chi se la mangia la carne clonata?? la gente davanti alla pecora clonata nel piatto vedrebbe subito Dolly e la fine che ha fatto.... pessima pubblicità no??

Cuki
29-12-2006, 14.40.30
ma perchè secondo voi sull'etichetta metterebbero "carne di .... clonato"???? ma vah là :D

Sab
01-01-2007, 11.10.04
LA PADANIA
30 DICEMBRE 2006

VIA LIBERA NEGLI USA Agli alimenti “fotocopia”
«Dolly nel piatto? Ma se è morta di polmonite...»
Il microbiologo: «Non si può dire che sia nociva, ma sappiamo che gli animali clonati sono più esposti alle patologie»

ELISABETTA COLOMBO

Alzi la mano chi assaporerebbe con tranquillità una bistecca di manzo clonato, un salamino di maiale clonato, un formaggio prodotto con il latte di una mucca clonata. Sono i molti a storcere il naso all’idea di una cena replica della replica della replica..., ma la Food and Drug Administration Usa, dopo cinque anni di dibattito e ingenti pressioni dell’industria alimentare, ha stabilito che «non ci sono differenze, in termini di sicurezza, tra gli alimenti comuni e quelli provenienti da animali clonati». Ciò non significa che i cibi clonati possano essere domani nei nostri piatti ma un passo importante è stato fatto in questa direzione perchè l’ente federale ha stabilito che da oggi associazioni e cittadini possono inviare alla Fda commenti e repliche alla disposizione.
Il fatto è che gli scienziati dell’ente federale Usa hanno concluso che «la carne e il latte provenienti da animali clonati e dalle loro progenie possono essere tranquillamente mangiati dall’uomo perchè sicuri, perfettamente corrispondenti agli analoghi alimenti derivati da animali nati e allevati secondo i metodi tradizionali». La Fda ha anche stabilito che “non sono necessarie etichette speciali, sulle confezioni di alimenti, per indicare ai consumatori che si tratta di prodotti realizzati con derivati di animale clonato” e proprio su questa decisione sono insorte alcune associazioni di consumatori d’oltreoceano che accusano la Fda di ignorare tutte quelle ricerche che mettono in evidenza come le tecniche di clonazione diano origine a maggiori decessi o deformità negli animali, rispetto ad altre tecniche riproduttive.
Opinione condivisa anche da Mario Bonino, microbiologo, che ammette: «Non abbiamo elementi scientifici sufficienti per poter affermare che la carne di un animale clonato possa essere in qualche modo nociva, ma di certo sappiamo che gli animali clonati hanno minori capacità di sopravvivenza e sono più vulnerabili alle malattie. Del resto Dolly, la famosa pecora clonata aveva sviluppato problemi cardiaci e aveva l’artrite reumatoide: patologie che non sono affatto tipiche di quell’animale a quell’età. Ed è morta di un cancro ai polmoni di origine virale»
Lei è quindi contrario alla clonazione?
«Bisogna distinguere diversi piani: una cosa è la clonazione ai fini della ricerca, che non posso non condividere a perseguire studi sulla genetica. Altra cosa è, a mio avviso, rinunciare alla logica, al buon senso, a ciò che ci viene dalla vita e dalla natura per seguire dei percorsi che mi sembrano più da Frankenstein che da scienziati. Questo non lo condivido. Insomma la pura ricerca scientifica va incrementata, per carità, non sono un oscurantista ma quando si va oltre, come in questo caso, per imporre sul mercato un prodotto per altri motivi, bè allora non sono d’accordo».
Lei condivide l’idea che ci sia un grande interesse economico alla base di tutto ciò?
«Gli americani hanno grandi aziende con interessi spaventosi. Il punto però è che, al di là della ricerca, legittima, noi dobbiamo batterci per migliorare la natura. Nella clonazione gli organismi non nascono dalla fecondazione, come avviene in natura, ma da una riproduzione di cellule “a stampo”: non avviene quindi quella ricombinazione di geni che è poi alla base delle differenze tra individui, del rafforzamento delle specie, della selezione naturale. Nessuno può dire, allo stato attuale, che la bistecca di un manzo clonato sia peggio di quella di un manzo qualsiasi, ma sappiamo che, attraverso la clonazione, sono nati animali più soggetti alle patologie, con minor capacità di resistenza e sopravvivenza. I sostenitori delle tecniche di clonazione applicate all’industria alimentare sostengono che in questo modo si possono replicare animali che sono particolarmente redditizi, o perchè ingrassano velocemente, o perchè sono super-produttori di latte. La scienza non va fermata ma non bisogna confonderla con le scelte politiche o commerciali. Pensare di mettere sulla nostra tavola carne clonata è una follia, un non senso»
D’altra parte sembra che gli stessi americani non siano particolarmente convinti di mangiare hamburger clonati: un recente sondaggio rivela che il 64% degli statunitensi non vede di buon grado la vendita indiscriminata di alimenti-fotocopia accanto a quelli tradizionali.
E in Italia le associazioni di consumatori sono già sul piede di guerra, così come la Coldiretti che si dice convinta che in Italia non ci sia mercato per latte e carne provenienti da animali clonati, per di più senza l’obbligo di un’apposita etichettatura.
«Per evitare che sul piatto dei cittadini italiani ed europei arrivino senza saperlo prodotti clonati importati dagli Stati Uniti occorre introdurre immediatamente, ribadisce la Coldiretti in una nota, l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti come è già stato fatto per la carne bovina e per quella di pollo, ma non ancora per quella di maiale o per i formaggi che potrebbero derivare da animali clonati. D’altra parte una recente indagine indica chiaramente che l’Italia ha scelto la direzione giusta puntando su una agricoltura che guarda al mercato, libera da organismi geneticamente modificati, che ha conquistato la leadership europea nel biologico e nei prodotti tipici. «L’agricoltura nazionale - conclude l’Organizzazione - può contare su 155 prodotti tipici (20 per cento del totale comunitario) che sviluppano un fatturato di 9 miliardi di euro e su un terzo delle imprese biologiche europee ed un quarto della superficie bio dell’Unione superando il milione di ettari (1.067.101,66 ettari) con 49.859 imprese agricole coinvolte».
Un patrimonio da tutelare perchè si sa, siamo un popolo “fantasioso” ma a tavola non si scherza.

Sab
01-01-2007, 11.23.19
COMUNICATO DI FINE ANNO del Comitato Scientifico EQUIVITA
sull’autorizzazione del FDA (Food and Drug Administration, US) alla clonazione animale

31 dicembre 2006


Il “via libera” alla fabbrica di animali geneticamente modificati: ultimo atto (per il 2006) nella corsa al controllo del mercato alimentare …


Per avviare nella zootecnia, o in altri settori, la “fabbrica” di Ogm animali (animali geneticamente modificati per essere più adatti a soddisfare i profitti degli allevatori) è indispensabile che il prototipo prescelto, tra i mille scarti delle modifiche genetiche, venga riprodotto con la clonazione. La riproduzione naturale disperderebbe infatti le caratteristiche artificialmente immesse in laboratorio.
Ciò premesso, il Comitato Scientifico EQUIVITA denuncia che:

Dopo avere sconvolto l’agricoltura mondiale e l’economia dei paesi poveri con l’imposizione delle sementi geneticamente modificate (e privatizzate: il diritto di brevetto viene riscosso ad ogni risemina) gli Stati Uniti danno, con l’autorizzazione del FDA (organismo di controllo statale) alla clonazione animale, il “via libera” ai nuovi Ogm - questa volta animali anziché vegetali – il cui fine è di consentire, ancora una volta, la riscossione dei diritti di brevetto ad ogni ciclo riproduttivo.

Poco importa, a chi persegue queste inaccettabili strategie economiche, se i rischi derivanti dal consumo di animali, facilmente malati (si è dimostrato che i cloni nascono già vecchi e la stessa Academy of Science degli US ne aveva elencato i molti rischi) indurranno qualche nazione a vietare la loro importazione: c’è sempre l’amico WTO (o OMC, Organizzazione Mondiale del Commercio) al quale si potrà ricorrere, come fu fatto con successo nei confronti dell’Unione Europea per gli Ogm in agricoltura: si otterrà “giustizia” nel fare rispettare la libera circolazione delle merci! Il WTO non tradisce tali aspettative e non ha interlocutori che possano stupidamente alzare la voce sul rispetto della salute, o dell’ambiente, o dei diritti degli animali e … di tutti noi; o sull’osservanza di qualche legge nazionale che abbia preso a cuore cose tanto secondarie. ..

Poco importa il benessere dell’animale che utilizzeremo, il nostro compito è di migliorare l’opera imperfetta del Creatore, di rendere obsolete le previsioni di Orwell e di Huxley, e di aprire la strada ad un business più grande ancora: la clonazione umana.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949
email: equivita@equivita.it, www.equivita.org

Per leggere i nostri comunicati: http://www.equivita.it/comunicatistampa.htm

perlamarni
05-01-2007, 09.20.59
Animalieanimali
4 GENNAIO 2007

VIA LIBERA, LA CARNE CLONATA ANCHE IN ITALIA
Contraria l'industria italiana mentre l'Aduc ha chiesto di vigilare con attenzione.

È di oggi la notizia che un team di scienziati americani e giapponesi ha fatto nascere in laboratorio, grazie al processo di clonazione, dodici mucche immuni dal morbo della 'mucca pazzà. Lo sottolinea l'associazione a difesa dei diritti dei consumatori Adus, secondo la quale grazie al fatto che la settimana scorsa la Food and Drug Administration (l'Ente federale di vigilanza sui cibi e sui farmaci) degli Stati Uniti ha dato il via libera alla vendita di carne e prodotti derivati da animali clonati, i cittadini americani potrebbero presto mangiare la bistecca senza il timore di venire colpiti dall'encefalopatia spongiforme bovina (Bse). In Italia però il progresso della scienza, a tutela della salute e del benessere dei consumatori, non sembra interessare.
Nonostante gli studi scientifici abbiano fino ad oggi dimostrato che i prodotti di animali clonati sono "indistinguibili" da quelli di animali non clonati, in Italia la decisione dell'Ente americano è stata accolta da un coro di no. Per conto nostro, riteniamo che, fino a quando non vi saranno prove della sua pericolosità per la salute dell'uomo, questa tecnica di riproduzione artificiale sia da accogliere come già le altre impiegate ormai da moltissimi anni. Oltretutto, i benefici di una tecnica che permette di riprodurre animali sani sarebbero anche economici. Si eviterebbero gli elevatissimi costi che colpiscono gli allevatori e soprattutto l'intera comunità ogni qualvolta si ripresenta una crisi tipo "mucca pazza". Inoltre, scenderebbe molto il prezzo della carne e di altri prodotti animali, in quanto si potrebbero limitare gli sprechi grazie ad una qualità più consistente e sicura degli animali da allevamento.
Se l'Italia non prenderà in considerazione questa opportunità, chi ne farà le spese saranno gli allevatori italiani -incapaci di competere con le produzioni estere- e soprattutto i consumatori, i quali dovranno pagare di più la bistecca oltre a doverci periodicamente rinunciare.
L'industria italiana della carne, dunque, è contraria ai prodotti ottenuti da animali clonati di cui invece è permessa la vendita in USA. Lo ha dichiarato Luigi Scordamaglia, Vice Presidente di Assocarni - l'Associazione dell'industria italiana delle carni- ed amministratore delegato di Inalca, precisando che in Italia la carne ha livelli di sicurezza e di qualità eccellenti grazie alla serietà ed esperienza dei nostri allevatori, all'ampia disponibilità di un'alimentazione sana e naturale ed alle più moderne tecniche di trasformazione che la nostra industria adotta al fine di assicurare il massimo rispetto del benessere degli animali e la qualità dei loro prodotti. In tale contesto il ricorso a biotecnologie forzate, quali la clonazione, non ha assolutamente alcun senso e utilità.
"Non si tratta di mettere in dubbio la dichiarazione della FDA americana - afferma l'Unione nazionale consumatori in una nota - che in questi giorni ha sancito la sicurezza dei prodotti ottenuti da animali clonati né il valore della ricerca scientifica, quando è finalizzata a portare nuove conoscenze, ma il compito dell'industria italiana è quello di venire incontro alle scelte ed alla volontà del consumatore valorizzando naturalmente l'ottima materia prima che il sistema agricolo italiano ogni giorno fornisce". (Ansa)

cry83
05-01-2007, 13.55.37
In Italia però il progresso della scienza, a tutela della salute e del benessere dei consumatori, non sembra interessare.


Proprio bella questa frase...quasi quanto l' unione giappone e Usa...
prima negli allevamenti usano gli scarti degli animali macellati per darli in pasto ai loro simili e si sorprendono quando scoppia la famigerata Mucca Pazza e poi clonano mucche immuni!!!:mad:
ma a che punto siamo arrivati? sta andando tutto sempre piu' a rotoli..
figuriamoci gli allevatori italiani che se la faranno addosso per paura della concorrenza, vedi cosa è successo quando era proibita la fiorentina!:a_trstn:
voglio proprio vedere come andrà a finire tutto questa storia...

perlamarni
08-01-2007, 10.47.10
LIBERO
7 GENNAIO 2007

La carne clonata ci fa diventare tutti vegetariani

Oscar Grazioli

Immaginate lo scenario. Vi trovate davanti al banco della macelleria di un moderno ipermercato. Un vero trionfo d'ogni tipo di carne. Magre lonze di maiale, polli amburghesi monoporzione, conigli disossati, agnelli iugulati vivi con vari riti religiosi, cosce di struzzo prive di colesterolo, carne di vitello da latte senza un atomo di ferro. Vi attrae un monumentale filetto che già pregustate cucinato alla Stroganoff, vi ipnotizza una superba costata di scottona (mucca mai ingravidata) che, cotta al sangue sulla griglia, potrebbe indurre in tentazione anche un vegano. Puntate il telefonino e, sul display, scorrono le immagini di René, un Limousine nato e cresciuto sui verdi pascoli del Jura francese e giustiziato, senza l'uso di farmaci ma con metodi eutanasici, due giorni prima di finire nella vetrina. Dirigete ora il cellulare sulla costata: subito l'immagine cambia. Non c'è nome e manca la fotografia della proprietaria legittima. Al suo posto il disegno di una volgare vacca e la scritta intermittente rossa: "Da carne clonata". Se cliccate sulla tendina giusta (ma bisogna essere esperti di software per arrivarci) riuscirete a sapere che la bistecca proviene da una vacca clonata negli Usa, a partire da una supervacca, a sua volta generata da sperma congelato messo assieme, in provetta, all'ovocita di una donatrice, il cui prodotto è stato poi innestato nell'utero di una vera Chianina resistente alla malattia della mucca pazza, importata in America 5 anni fa da Siena. Scenario da fantascienza? Mica tanto. I cellulari che vi danno le informazioni sui prodotti ci sono già, la carne clonata arriverà presto in Italia, mentre in Giappone è sul mercato da dieci anni. Pare che anche l'Italia darà il via libera alla carne prodotta attraverso l'ingegneria genetica. Assolutamente sicura, garantiscono, e anche più economica. Mah! Se lo dice la FDA quasi quasi ci credo. Peccato che anche loro prendano qualche cantonata e si trovino a ritirare un farmaco che ha accoppato (anziché guarire) qualche migliaio di persone. Non sappiamo ancora con precisione se la BSE (malattia della mucca pazza) sia veramente dovuta ai famosi "prioni": sappiamo che l'incubazione può durare anni e abbiamo già disponibili le vacche resistenti alla pazzia? Nessuno poi vi informerà che la costata proviene da un'ottima vacca di cui, però, misteriosamente due sorelline, anch'esse clonate, sono abortite in giovane età, un'altra è nata con sette zampe e un'altra ancora con un occhio solo, priva di coda e zampe anteriori. Non sarebbe bello ricordare questi dettagli mentre scaldate la griglia. In realtà, oltre il 20% degli animali clonati muore o nasce deforme: gli altri, come la pecora Dolly, vanno incontro a invecchiamento precoce e a malattie degenerative in età giovanile. Quanto a virus, batteri e alla contaminazione di questi animali, da pesticidi o metalli pesanti, se ne sa ancora troppo poco, ci avverte Michael Hansen, ricercatore del Consumer Policy Institute americano. Ora dirigete il cellulare su sedani, fave e finocchi. Magari è la volta che diventate vegetariani. O magari prendete ancora più paura.

nikiezorro
09-03-2007, 17.14.07
L'Unione Europea prevede che entro il 2010 carne e latte provenienti da animali clonati entreranno nella catena alimentare: di qui la richiesta all'Efsa, l'autorità europea che si occupa della sicurezza alimentare, di fornire un parere entro il primo agosto prossimo a proposito delle implicazioni relative a sicurezza, salute umana, ambiente e benessere degli animali. Al momento, nell'Unione Europea non ci sono norme relative all'uso alimentare di animali clonati: però negli Stati Uniti la Fda, l'ente che si occupa di cibi e medicine, ha già dato il semaforo verde, sostenendo che la carne clonata è in tutto e per tutto uguale all'altra.

da blog eco

Tibetano
09-03-2007, 17.31.37
Sono piu che convinto che la carne clonata non faccia male!!! di sicuro al portafoglio delle multinazionali che producono i presupposti alla clonazione....

nikiezorro
12-07-2007, 14.16.22
Lo prevede il dottor Keith Campell.


12 luglio 2007 - Entro il 2010, quando metteremo in tavola una bistecca dovremo chiederci se la carne che stiamo per mangiare viene da un animale clonato. Lo prevede il dottor Keith Campell - che dieci anni fa divenne famoso perche' faceva parte dell'equipe che creo' 'Dolly', la prima pecora clonata - secondo il quale la ricerca scientifica sarebbe gia' da tempo lavorando a questo obiettivo.
Secondo Campbell, produrre carne per clonazione e' una prospettiva inevitabile, molto vicina e anche positiva, perche' permetterebbe di avere sul mercato carne molto economica.
Simon Best, presidente della BioIndustry association britannica, ha affermato: 'E' molto probabile che nell'arco di due o tre anni, negli Stati Uniti chi ordinera' un hamburger da McDonald's mangera' carne clonata'.
La Food and Drug administration americana sta infatti per approvare la vendita di questo tipo di alimenti, e l'Unione europea sta valutando in questi giorni se dare il via libera alla produzione - un termine in questo caso piu' calzante di allevamento - di capi di bestiame clonati.
E come gia' accade per gli ortaggi e la frutta geneticamente modificati, in ambito scientifico si e' gia' scatenata la diatriba sui possibili effetti a lungo termine sul consumatore.
Secondo la Drug administration, la carne clonata e' 'virtualmente indistinguibile' da quella prodotta in modo naturale, e alcuni scienziati britannici ieri hanno affermato che non esiste alcuna prova scientifica di effetti negativi sull'organismo di chi mangia carne clonata.
Una delle questioni piu' dibattute riguarda pero' le etichette dei prodotti. 'Le etichette potrebbero portare il consumatore ad evitare di comprare la carne clonata per diffidenza. Un fatto che rallenterebbe la ricerca scientifica, in un ambito che puo' portare molti benefici alla gente'.
Resta pero' un grosso scoglio da superare: finora, buona parte degli animali clonati per esperimento sono morti prematuramente, o hanno presentato malformazioni e malattie genetiche.
(ANSA)

nikiezorro
17-08-2007, 13.53.23
InfoLav - 09/08/2007-

“Le istituzioni europee e nazionali si oppongano con fermezza a qualsiasi ipotesi di importazione e commercializzazione di carne, latte o altri prodotti derivati da animali clonati”, dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV.

Il timore che carne e latte provenienti da animali clonati possano finire inconsapevolmente nel piatto dei consumatori, nasce dal recente annuncio della creazione, in Giappone, di un maiale clone di quarta generazione. Una notizia di grande interesse per paesi come gli Stati Uniti dove la Food and Drug Administration (Fda) ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti frutto della clonazione, che non dovranno essere distinti dagli altri con etichette particolari e potrebbero quindi varcare le frontiere senza alcuna informazione per i consumatori.

“Sul piano scientifico ed etico gli esperimenti di clonazione di animali sono un orrore e forse in pochi sanno che sono caratterizzati da un elevato indice di mortalità e di fallimenti, generalmente taciuti - conclude Roberto Bennati - Uno studio basato su dati INFIGEN, una delle multinazionali clonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo, rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale “adulto e sano”. Gli interessi del mondo scientifico e dell’industria zootecnica verso gli animali clonati sono la più clamorosa dimostrazione che questi settori considerano gli animali unicamente come oggetti, anziché esseri viventi, al solo scopo di generare nuovi business e senza alcuna reale considerazione per gli interessi dei cittadini-consumatori”.

nikiezorro
12-11-2007, 08.09.03
Sondaggio on line Coldiretti, per 8% etichettatura non serve.

(ANSA)- ROMA, 11 NOV - Il 55% delle persone che hanno partecipato al sondaggio on line della Coldiretti non vuole avere a tavola cibi provenienti da animali clonati. Il 55% ritiene necessario che Italia ed Europa proibiscano sempre la possibilita' di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati. Per il 36% invece l'Italia e l'Europa devono consentire la vendita di questi alimenti con una etichettatura obbligatoria, mentre solo l'8% ritiene che possono essere venduti senza alcun tipo di indicazione.

nikiezorro
19-11-2007, 13.46.58
PECORA DOLLY, A BREVE IL RISCHIO A TAVOLA

ANSA - 19.11.07 - ROMA - E' atteso per febbraio il parere scientifico dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sugli animali clonati. Sta infatti per partire la consultazione pubblica in vista del parere che potrebbe aprire la strada in Europa alla vendita di formaggi, latte e carne provenienti dai "parenti" della pecora Dolly.

E' questo l'allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base del programma di lavoro definito dall'Efsa per rispondere alla Commissione europea, che nell'aprile scorso "ha chiesto all'Agenzia di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca".

Secondo un'indagine on line disponibile sul sito della Coldiretti, il 55% degli intervistati ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilità di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati. Per il 36% degli intervistati l'Italia e l'Europa possono consentire la vendita di questi alimenti solo con una etichettatura obbligatoria che permetta di distinguerli.

nikiezorro
21-12-2007, 10.28.23
Blogeko - 20.12.07

http://blogeko.libero.it/media/blogs/all/muuuuuuu.jpg

Sembrava cosa fatta già un anno fa. Invece la battaglia delle industrie biotech per fare entrare la carne clonata nella catena alimentare Usa è più dura del previsto, e si sta infiammando in questi giorni attorno ad un emendamento sulla legge per l'agricoltura. La faccenda è da tenere d'occhio perchè - la questione degli Ogm insegna - la carne clonata, insieme a latte e uova provenienti da animali clonati, una volta entrati nel mercato statunitense busserebbero alle porte di quello europeo.

Infatti la Commissione europea ha già chiesto un parere all'Efsa, l'agenzia per la sicurezza alimentare, che ha preso tempo per pronunciarsi. Comunque le industrie biotech hanno già incassato negli Stati Uniti il parere favorevole della Fda, secondo la quale gli animali clonati sono in tutto e per tutto come gli altri e non causano alcun rischio alla salute umana. Di mio, aggiungo qualche considerazione. Innanzitutto, gli animali clonati non entrerebbero direttamente nella catena alimentare: dato il loro alto costo, verrebbero usati solo come riproduttori. E pare scontato, almeno negli Stati Uniti, che semmai si etichetterebbe separatamente la carne degli animali clonati: non quella dei loro figli nati, come tutti gli altri, da un padre e da una madre. Poi l'arrivo del bestiame clonato, o comunque discendente da animali clonati, significherebbe separare ancora una volta la catena alimentare dalla natura ed affidare sempre più potere alle aziende proprietarie dei brevetti. Infine, mi sia concesso di spendere una parola per gli animali d'allevamento che già conducono una vita miseranda. I procedimenti legati alla clonazione si traducono, per loro, in ulteriori sofferenze.

kikko
21-12-2007, 10.49.49
No comment ... ... sotto tutti i punti di vista ... ...

perlamarni
21-12-2007, 11.24.04
Innanzitutto, gli animali clonati non entrerebbero direttamente nella catena alimentare: dato il loro alto costo, verrebbero usati solo come riproduttori. E pare scontato, almeno negli Stati Uniti, che semmai si etichetterebbe separatamente la carne degli animali clonati: non quella dei loro figli nati, come tutti gli altri, da un padre e da una madre. Poi l'arrivo del bestiame clonato, o comunque discendente da animali clonati, significherebbe separare ancora una volta la catena alimentare dalla natura ed affidare sempre più potere alle aziende proprietarie dei brevetti. Infine, mi sia concesso di spendere una parola per gli animali d'allevamento che già conducono una vita miseranda. I procedimenti legati alla clonazione si traducono, per loro, in ulteriori sofferenze.

Pura follia fantascientifica :eek: :eek:....non ci posso credere :narrb::narrb:

Cate
21-12-2007, 13.58.50
Non riesco a crederci:mad::mad::mad::mad:

nikiezorro
07-01-2008, 08.57.48
CLONAZIONE: USA, BISTECCHE E LATTE FOTOCOPIA IN ARRIVO

Via libera della Fda ad animali clonati per alimentazione :narrb::narrb:.

7 gennaio 2008 - Dopo i corn flakes e la soia Frankenstein, ecco il latte e le bistecche fotocopia: la Food & Drug Administration (Fda) statunitense, l'agenzia federale di controllo dei prodotti alimentari, e' pronta a dare il via libera ai prodotti, come appunto carni e latte, provenienti dai discendenti di animali clonati.
Lo scrive oggi il Wall Street Journal, secondo cui l'ok della Fda e' davvero imminente e potrebbe giungere gia' la prossima settimana. Per il momento e' stato chiesto ai proprietari (e ai produttori) di animali clonati di non vendere nessun prodotto fino a che non sara' terminata un'inchiesta sulla sicurezza di carne e latticini fotocopia.
La decisione della Fda -fantascientifica per orecchie europee gia' poco favorevoli ai prodotti Ogm, quelli cioe' geneticamente modificati- e' attesa con grande impazienza dagli industriali americani del biotech, pronti a lanciare un primo assalto massiccio sul mercato statunitense una volta ottenuto il probabile via libera.
L'industria punta in particolare sulla qualita' del prodotto, prospettando la clonazione delle migliori bestie, in modo da fornire carni di primissima qualita'.
Questo e' ovviamente il parere dell'industria del settore, e non viene affatto condiviso in seno al Congresso, dove gli anti-Frankenstein (o anche gli anti-fotocopia) non sono pochi e promettono una dura battaglia, soprattutto se Capitol Hill rimarra' sotto il controllo dei democratici, com'e' attualmente.
Oltre al Congresso Usa, l'atteso via libera dell'Fda preoccupa soprattutto l'Unione europea, che ha dato -e' vero- il via libera ad alcuni Ogm di multinazionali Usa come la Monsanto, ma sempre con molta prudenza, e dopo lunghi e controversi dibattiti.
L'Authority alimentare dell'Unione europea dovrebbe dare un primo parere la prossima settimana, ma una decisione, probabilmente solo interlocutoria, non e' attesa prima di lunghi mesi, e non e' affatto escluso che sia negativa. Se ne occupa anche un gruppo speciale Ue per l'etica, che dovra' fornire un suo parere in proposito.
E' vero che c'e' ancora tempo: secondo i calcoli dell' industria del settore ci vorranno tra i tre ed i cinque anni prima di vedere nei supermercati latte fotocopia nei cartoni, o bistecche di manzo xerox (come dicono gli americani) sotto un film di plastica trasparente.
(ANSA)

Cinzia
13-01-2008, 13.10.18
CONNECTICUT - La carne e il latte provenienti da bestiame clonato non sono pericolosi e possono essere consumati dall'uomo. E' la conclusione di due diversi studi dell'universita' del Connecticut, pubblicati sulle riviste 'Pnas' e 'Nature biotechnology'.

Nel primo studio, del 2005, gli scienziati hanno dimostrato che carne e latte provenienti da tori e mucche clonate rientrano negli standard dell'industria. Lo studio successivo, del 2007, conferma il giudizio.

da tio di oggi

nikiezorro
14-01-2008, 08.13.09
ITALIA: MAGGIORANZA DICE NO A DOLLY NEL PIATTO

ANSA - 13.01.08 - ROMA - "Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la 'Dean Food' ad impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio in Italia meno di 1 su 10 (8%) ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione". E' quanto rende noto la Coldiretti sulla base di un sondaggio on line sul proprio sito, nell'annunciare per voce del presidente Sergio Marini che "siamo pronti a una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole una allucinante realtà di cui né le imprese, né i consumatori europei avvertono certamente il bisogno".

Si tratta, spiega l'organizzazione agricola, "di un'azione resa urgente dopo la pubblicazione del progetto di parere dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che sostiene che non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali, dando un sostanziale via libera alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate e dalla loro progenie". La mobilitazione, informa da ultimo la Coldiretti, si svolgerà "nelle Regioni, in Italia e in Europa durante la consultazione avviata dall'Efsa sul progetto di parere che si concluderà il 25 febbraio, per arrivare alla pubblicazione di un parere definitivo a maggio per rispondere alla Commissione europea che nell'aprile 2007 'ha chiesto di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricercà".

nikiezorro
14-01-2008, 09.22.07
CARNE DA ANIMALI CLONATI, EFSA INCOMPRENSIBILE, SOLUZIONE SOLO IL VEGETARIANO

Produzione che nutre un onnivoro puó sfamare 20 persone secondo la LAV.

14 gennaio 2008 - Non è chiaro "quale sia l'opportunità" della decisione dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), "se non quella di favorire lo sviluppo di nuovi mercati", mentre l'unica soluzione per far fronte alla crescente domanda alimentare è la scelta vegetariana. Commenta cosí in una nota il presidente della Lav (Lega anti vivisezione) Gianluca Felicetti l'indicazione dell'Efsa secondo la quale il consumo di prodotti ottenuti da animali clonati non comporta rischi per i consumatori.

La Lav fa appello alle istituzioni nazionali ed europee "affinch‚ pronuncino un deciso no politico alla prosecuzione di ricerche tese a sviluppare animali fotocopia di soggetti ritenuti adatti all'alimentazione umana", dal momento che "gli allevamenti sono già stracolmi di animali, e i supermercati di prodotti derivati, e certamente - aggiunge Felicetti - allevare animali clonati per destinarli al consumo umano non migliorerà la situazione dei Paesi nei quali si muore di fame".

"Una vera scelta etica e salutare - prosegue la nota - sarebbe disincentivare il consumo di carne a favore di un'alimentazione vegetariana. Con il raccolto ottenuto da un appezzamento di terra necessario a nutrire una persona onnivora, infatti, potrebbero essere nutriti 20 vegetariani, mentre da un terreno coltivato a soia si ottiene 30 volte il quantitativo di proteine che si otterrebbe se il raccolto del terreno venisse destinato all'alimentazione di animali allevati per la loro carne".

Secondo l'ultimo censimento Ac Nielsen, spiega l'organizzazione, sono vegetariani il 9,5% degli italiani. Ciascuno di loro "risparmia torture e morte almeno a 20 animali, guadagnandoci anche in salute".

Nei Paesi industrializzati, spiega Felicetti, ogni anno 17 miliardi di animali terrestri (ad esclusione, quindi, di quelli acquatici) vengono uccisi per l'alimentazione umana, senza alcuna reale necessità, ma "esclusivamente per assicurare enormi profitti all'industria zootecnica, sfamando le popolazioni 'ricche' che pensano a ingrassare gli animali, continuando cosí a sottrarre utili risorse al Sud del mondo".

Nuovi tipi di allevamento, aggiunge, "non farebbero che peggiorare una situazione già al limite, basti pensare che già oggi il Sud del mondo produce i cereali per nutrire gli animali destinati all'alimentazione umana di quel 20% di abitanti del pianeta che detiene la larga maggioranza delle risorse complessive, condannando alla malnutrizione il restante 80% della popolazione mondiale".
(Apcom)

kikko
14-01-2008, 09.28.10
Qualcuno ha visto il servizio su RAI2 ieri sera? ... dove vi era un macellaio che parlava della carne clonata ?

L'ho trovato assolutamente fuori luogo e disgustoso ... :narrb: :mad:

Sab
14-01-2008, 13.40.50
qua se non si vuole fare da vera cavia bisogna diventare vegan :rolleyes:

nikiezorro
15-01-2008, 20.27.52
Tgcom.it 15/1/2008

Usa, ok a carni da animali clonati. Rapporto Fda: "Sono commestibili".

La Federal and drugs administration, l'ente che controlla la sanità alimentare negli Usa, ha rilasciato un rapporto ufficiale in cui sostiene che le carni e il latte provenienti da animali clonati sono "commestibili". "Il cibo proveniente dal bestiame, dai maiali e dalle capre clonate è sano e può essere mangiato", si legge nelle 968 pagine con il quale la Fda concede il nullaosta a trasformare in cibo gli animali clonati.

La notizia, già anticipata nei giorni scorsi, è stata ripresa con grande evidenza dal Washington Post, secondo il quale in un rapporto di 968 pagina la Fda ha definitivamente sancito la commestibilità delle carni clonate. "Il cibo proveniente dal bestiame, dai maiali e dalle capre clonate è sano e puo' essere mangiato", scrive il Washington post riportando quanto scritto nella relazione della Fda.

Nella relazione, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, la Fda scrive anche che sulla intera questione "sono stati sollevati problemi di carattere morale, etico e religioso". Tuttavia dal punto di vista squisitamente scientifico la Fda ritiene che possa essere concesso il via libera a trasformare in cibo gli animali clonati.

nikiezorro
16-01-2008, 12.08.28
Clonazione per latte e carne. "Non ci sarà impatto immediato" dice Unione Europea


16 gennaio - Bruxelles - Il via libera della 'Food and Drug Administration', l'Ente federale di controllo alimentare Usa, al consumo di prodotti provenienti da animali clonati 'non avra' un impatto immediato per i consumatori in quanto, secondo le indicazioni disponibili, questi prodotti non sono ancora pronti per essere commercializzati nel resto del mondo, inclusa l'Europa'.
Lo afferma Paola Testori Coggi, Direttore generale aggiunto per la sanita' alla Commissione europea, a cui l'Ansa si e' rivolta per capire quale sara' l'impatto della decisione Usa.
Testori Coggi tiene a precisare che 'attualmente l'Europa importa dagli Usa quantita' limitate di latte e carne', e comunque - dice - 'se prodotti provenienti da animali clonati venissero esportati nell'Ue, dovrebbero rispettare le nostre disposizioni in materia di sicurezza alimentare'. In particolare: 'Per i prodotti provenienti da animali clonati sarebbe necessaria una specifica autorizzazione, mentre per i prodotti derivanti dalla discendenza di animali clonati scatterebbero le disposizioni generali di sicurezza europee'.
Il direttore generale ricorda che 'la valutazione dell'Ente federale americano e' scientifica mentre sulla questione l'Europa si riserva di pronunciarsi solo quando potra' disporre sia dell'opinione definitiva dell'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare), sia del rapporto del Gruppo europeo sull'etica che esamina gli aspetti etici della clonazione'. (ANSA)

nikiezorro
21-01-2008, 08.20.07
Animali clonati: sempre più sofferenza

"La carne degli animali clonati e' sicura": l'unica cosa sicura e' una sofferenza ancora maggiore degli animali allevati.

L'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) e la statunitense Food and Drug Administration dichiarano "sicuri per i consumatori" la carne e il latte di animali clonati (in particolare la carne di bovini e suini, per quanto riguarda gli studi dell'EFSA).

Ci sarebbe da riderci sopra, se la situazione non fosse invece tragica per gli animali: l'aspetto ridicolo e' preoccuparsi della sicurezza del consumo di carni di animali clonati quando il consumo stesso di carne, di qualsiasi tipo di animale, e' molto dannoso di per se. Ci si preoccupa dell'eventuale pericolosita' di un singolo aspetto quando lo smodato consumo di carne oggi considerato "normale" e' talmente al di sopra dei valori massimi consigliati per la prevenzione delle varie malattie "del benessere" (cancro, malattie cardiovascolari, obesita', diabete, ecc.), che la loro incidenza aumenta di anno in anno, e quasi i tre quarti delle morti in Italia sono dovute a malattie cardiovasolari e tumori, che potrebbero essere prevenuti con un'alimentazione a base vegetale. La carne e' "pericolosa", e molto, anche quando non viene da animali clonati!

L'aspetto tragico e' invece la sorte degli animali clonati. Gia' negli allevamenti "normali" la quantita' di sofferenza e' enorme - prigionia in ambienti insalubri, impossibilita' di condurre una vita naturale, menomazioni subite senza anestesia, mangimi innaturali imbottiti di farmaci - e la fine che tocca agli animali, durante i trasporti e in luridi macelli e' orribile e indegna. Con l'allevamento di animali clonati, tutto questo peggiora, saranno maggiori le sofferenze e saranno molte di piu' le morti, perche' solo pochi degli animali ottenuti tramite clonazione sono sani e in grado di sopravvivere.

Infatti, gli studi riportano che gli animali clonati spesso nascono deformi e muoiono giovani, i tassi di mortalità e le patologie riscontrabili nei cloni sono significativamente più elevati rispetto a quelli degli animali riprodottisi in maniera tradizionale (tradizionale ma non certo naturale: gia' adesso la riproduzione avviene per lo piu' per inseminazione artificiale). I vitelli clonati muoiono spesso per anormalita' respiratorie, digestive, circolatorie, nervose, muscolari o ossee. Tutto questo viene dichiarato nei dossier dell'EFSA e della Food and Drug Administration.

Eppure, queste istituzioni hanno dato parere positivo per la produzione di carne e latte da animali clonati.

Tanto di cappello a queste "autorita'", bella considerazione per la sofferenza degli animali. E tanto di cappello anche ai consumatori e alle associazioni dei consumatori, la cui unica preoccupazione riguarda se questa "carne" puo' essere "pericolosa" per il consumo umano (lo e' comunque, ribadiamo, anche se di animali non clonati), non una parola sull'ecatombe di animali che comporta questa "tecnica".

Ma in che cosa consiste questa tecnica? Spiega il Notiziario Cordis: "Con la tecnologia SCNT, il nucleo di una cellula somatica differenziata (una cellula di una linea non germinale) viene trasferito attraverso fusione cellulare o mediante iniezione diretta in un ovocita (ovulo immaturo che serve alla riproduzione) cui è stato rimosso il nucleo. L'embrione ricostruito viene artificialmente indotto ad iniziare il suo sviluppo e quindi impiantato in un utero femminile (la cosiddetta madre surrogata), in cui si sviluppa fino alla nascita."

Questo processo puo' causare modifiche nello sviluppo dell'embrione, del feto e dell'animale giovane. Vari studi hanno mostrato che non tutti i geni vengono attivati, con la clonazione, rispetto alla riproduzione normale.

Riporta ancora il Notiziario Cordis: "La clonazione è una prospettiva allettante per gli scienziati in quanto offre la possibilità di introdurre caratteristiche di sicuro vantaggio, come la resistenza alle malattie, e consente la riproduzione degli animali a prescindere dalla loro fertilità.".

Gli animali d'allevamento sono già considerati come semplici prodotti piuttosto che come individui che possono provare sentimenti, sensazioni ed emozioni: la loro clonazione andrà a rafforzare questa visione, con buona pace del nuovo Trattato europeo che dichiara gli animali come "esseri senzienti".

sabato, gennaio 19, 2008

Fonti:
Herald Sun, Cloned animals miserable, but safe to eat, 16 gennaio 2008
Notiziario CORDIS, Per l'EFSA gli animali clonati sono adatti all'alimentazione umana, 14 gennaio 2008

nikiezorro
26-06-2008, 08.50.40
CLONAZIONE: UE; NO PARLAMENTO A CARNI E LATTE ANIMALI COPIA

Voto a Bruxelles.

26 giugno 2008 - Vietare la clonazione degli animali a fini alimentari in Europa, e decretare un embargo sulle importazioni di carni e prodotti lattieri provenienti da animali clonati e dalla loro discendenza.
Lo hanno chiesto a Bruxelles i deputati della commissione agricoltura del Parlamento europeo, approvando all'unanimita' un progetto di risoluzione che sara' sottoposto all'Assemblea plenaria il prossimo luglio a Strasburgo.
Attualmente, sottolinea in una nota il Parlamento Europeo, ''nessun prodotto ottenuto a partire da animali clonati e' commercializzato in Europa o nel resto del mondo. Tuttavia gli esperti ritengono che questo tipo di prodotti potrebbe essere sul mercato entro il 2010''. Dal Gruppo europeo delle scienze e delle nuove tecnologie e' di fatto gia' giunto un primo stop a questo tipo di tecnologia. Gli esperti europei che hanno esaminato gli aspetti etici della clonazione animali a fini alimentari hanno infatti sostenuto, il 17 gennaio scorso, che non ci sono ragioni categoriche per sostanzialmente opporvisi ma, allo stato attuale, non vedono argomenti cosi' forti per sostenere una tecnologia che implica conseguenze gravi per la salute e il benessere degli animali.
Prima di presentare un'eventuale proposta la Commissione europea vuole conoscere il parere definitivo dell'Autorita' per la sicurezza alimentare dell'Ue (Efsa) che, secondo quanto appreso dall'ANSA, ha intenzione di pronunciarsi il prossimo autunno. Tuttavia, in un parere preliminare espresso a gennaio, l'Efsa aveva gia' evidenziato problemi di salute, di benessere e di mortalita' piu' elevata negli animali clonati.
(ANSA)

nikiezorro
14-07-2008, 11.20.26
Nati e messi in vendita in Europa vitelli nati da una mucca clonata
mucca.

La carne clonata in Europa è ancora in stand by. Ma vitelli nati da mucche clonate sono già nati in Inghiterra e sono stati messi in vendita.

Lo rivela il Telegraph. Anche se la carne clonata ha - dicono - le medesime proprietà dell'altra, voi la mangereste?

E soprattutto, guardate le procedure che hanno portato alla nascita dei vitelli inglesi nati da madre clonata. Altro che la vecchia fattoria...

La nonna dei vitelli inglesi era una mucca da latte "normale" in America. Da un suo orecchio sono state prelevate cellule che hanno consentito di ottenere un'altra mucca con identico patrimonio genetico.

Questa seconda mucca - la fotocopia, diciamo - è stata sottoposta a fecondazione artificiale.

Gli embrioni sono stati prelevati ed impiantati in madri surrogate in Inghilterra.

Ne sono nati otto vitelli, due dei quali sono stati messi in vendita - e poi ritirati - all'inizio dell'anno.

Niente di tutto questo ha a che vedere con il sano e naturale accoppiamento fra una mucca e un toro.

Povere bestie. Le madri e i padri degli otto vitelli, voglio dire. Oggetto di manipolazioni che aggiungono ulteriori sofferenze alla breve, misera vita di un bovino da macello.

Al di là di questo. Negli Stati Uniti la carne clonata ha ricevuto il vialibera. In Europa c'è stato il parere favorevole dell'Efsa - l'autorità per la sicurezza alimentare - secondo la quale la carne clonata ha le medesime proprietà della carne "normale".

Poi è scattato il semaforo rosso dell'Ege, European Group on Ethics. Ha sottolineato che non c'è alcuna necessità di clonare animali, e che la procedura provoca loro sofferenze.

Fonte: Blogeko giugno 2008

Cate
14-07-2008, 11.33.17
non ho parole:confused::confused:

Sab
14-07-2008, 13.21.21
Niente di tutto questo ha a che vedere con il sano e naturale accoppiamento fra una mucca e un toro.

in mezzo a tutto questo schifo, la dichiarazione sopra non corrisponde al vero.. da mò non c'è più il toro da monta, la stragrande maggioranza dei vitelli nascono per inseminazione artificiale. esiste un cospiquo mercato del seme bovino anche a livello internazionale... e questo "lavoro" viene abbondamentemente sussidiato anche in Ticino con le nostre tasse.

nikiezorro
03-09-2008, 12.08.01
CARNE E LATTE DA ANIMALI CLONATI, NEGLI USA GIA' SI MANGIANO. E IN EUROPA?

Secondo l'Fda dovevano invece provenire non dai cloni stessi, ma dai loro discendenti.

3 settembre 2008 - Secondo l’Unione europea, il latte e la carne degli animali clonati «diverranno parte dell’alimentazione globale entro il 2010». Ma negli Stati Uniti lo sono già. A gennaio, la Fda (Food and drug administration), l’ente di controllo americano degli alimentari e dei farmaci, li dichiarò commestibili. L’unico limite: deve trattarsi di latte e carne non dei cloni, ma dei loro discendenti. Don Coover, un veterinario e allevatore di bestiame del Kansas, dichiara che le carni di alcune migliaia di questi animali, innanzitutto di bovini e suini, «sono già arrivate nelle nostre case e nei nostri ristoranti». Phil Lauter, un allevatore dell'Iowa, aggiunge di avere fornito ai consumatori «centinaia di questi capi negli ultimi sei anni».
PICCOLE QUANTITÀ - Sono percentuali minime: negli Stati Uniti si contano ben 97 milioni di bovini e non si quanti milioni di suini. Ma la notizia, data martedì dal Wall Street Journal, ha suscitato apprensione tra i dietologi, gli ambientalisti e gli animalisti: l’Fda ha ricevuto oltre 150 mila lettere di protesta. Il sottosegretario all’Agricoltura Bruce Knight ammette che il pubblico diffida del latte e della carne degli animali clonati, che spesso hanno problemi di sviluppo e di salute. Ma osserva che mentre esiste un loro registro – ogni clonazione costa 20 mila dollari e va segnalata – non esiste un registro dei loro discendenti. Sottolinea che per clonare un bovino, allevarlo e allevarne i figli e venderli occorrono quattro anni, e che gli allevatori sono invitati «alla massima sorveglianza». «È vero che sui figli degli animali clonati non sono state condotte sufficienti ricerche», afferma, «ma non ci risulta che il loro latte e le loro carni facciano male, e comunque è impossibile distinguerli dagli animali normali».
COMPRARE ORGANIC- Per essere certi di non sbagliare, i consumatori hanno un solo mezzo: comprare latte e carni etichettati organic, ossia naturali. «L’etichetta è vietata ai figli dei cloni, almeno al momento», conclude il sottosegretario. «Poi si vedrà». Alexis Joyce, 35 anni, sposata e con due bambini, è una dei 150 mila che hanno contestato l'Fda. «Non sappiamo nulla di questo cibo», lamenta. «In teoria, la clonazione è una selezione della razza, e i prodotti che ne derivano dovrebbero essere tra i migliori. Ma non ne abbiamo la certezza. La prima clonazione, quella della pecora Dolly in Scozia, risale al ’96. È troppo presto per dire che questo sarà il cibo del futuro, che è sicuro. Io esito persino a dare hamburger ai miei bambini». Ma Barbara Glenn, la direttrice della Bio, l'Associazione biotecnologia degli allevatori, ribatte che non ci sono pericoli. L’Unione europea si dice d’accordo, pur non avendo ancora deciso se seguire gli Stati Uniti. La sua Commissione etica si è però opposta.

Ennio Caretto
dal Corriere della Sera

nikiezorro
04-09-2008, 08.09.09
Clonazione: importante risoluzione UE

03/09/2008 - “Un atto importante, saggio e atteso dopo i numerosi appelli, rivolti anche dalla LAV, alle autorità UE e agli Stati Membri affinché si oppongano con fermezza a qualsiasi ipotesi di commercializzazione di carne, latte o altri prodotti derivati da animali clonati, vietandone anche l’ allevamento e l’ importazione”. Con queste parole il vicepresidente della LAV Roberto Bennati commenta la notizia della Risoluzione approvata oggi a larga maggioranza dal Parlamento UE (622 voti favorevoli, 32 contrari e 25 astensioni), che invita la Commissione UE a presentare proposte volte a vietare a scopi di approvvigionamento alimentare la clonazione di animali, l'allevamento di animali clonati o della loro progenie, l’importazione e l'immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie.

“Si tratta di una materia sulla quale esistono enormi criticità sia dal punto di vista scientifico che etico: tutte ottime ragioni per opporsi a un simile orrore – prosegue Roberto Bennati - Ricordiamo che ogni ipotesi in questo campo è contro lo spirito del Trattato di Lisbona, il nuovo Trattato dell’UE siglato il 13 dicembre 2007 e in vigore dal prossimo 1° gennaio, che finalmente riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e impegna l’UE e gli Stati Membri a tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere, formulando e migliorando le relative politiche. Questo impegno non è una semplice dichiarazione di principio, ma deve concretizzarsi in ogni campo, anche in quello zootecnico e scientifico”.

Sul piano scientifico, inoltre, la LAV definisce allarmanti i risultati resi noti in materia di clonazione animale: sia quelli recenti dell’Efsa (“ogni 100 animali clonati, 40 presentano problemi di salute, una percentuale che può essere ancora superiore per i cuccioli di meno di sei mesi”), che il precedente studio basato su dati INFIGEN (una delle multinazionali clonatrici) e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo, secondo cui il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita; da 100 cellule di partenza, mediamente una sola diverrà un animale “adulto e sano”.

03 settembre 2008

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 http://www.lav.it/

Maria Falvo
Resp.le Ufficio Stampa LAV
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ufficiostampa@lav.it

http://www.lav.it/

nikiezorro
10-10-2008, 08.11.40
Cittadini europei molto scettici su clonazione animale

10 ottobre - Bruxelles - I cittadini europei europei sono "molto scettici" ed in generale tendono ad avere un "atteggiamento negativo" quando si pronunciano sulla clonazione animale nella produzione alimentare. Lo rivela un sondaggio 'Eurobarometro' effettuato nel luglio 2008 presso 25.000 cittadini nei 27 stati membri.

Alla precisa domanda, "consumereste carne o latte da animali clonati?", la risposta degli italiani è degli europei è chiara: il 63% degli intervistati lo esclude o lo ritiene poco probabile. Un altro 22% degli italiani è indubbio, mentre al restante 8% non pone problemi.

La risposta dei cittadini europei é importante e peserà sulla proposta che dovrà avanzare la Commissione europea in materia di clonazione animale e sulla produzione e commercializzazione di prodotti derivati da animali clonati.

(ANSA)

nikiezorro
13-10-2008, 08.11.43
NO EUROPEI A CARNE E LATTE DA PECORA DOLLY

Sondaggio Eurobarometro, anche italiani contrari.

13 ottobre 2008 - Nuovo stop in Europa alla clonazione degli animali per produrre carne, latte od altri prodotti derivati per le tavole degli europei. Questa volta è la maggioranza dei cittadini dell'Ue (58%), in un sondaggio Eurobarometro, a sostenere che la clonazione degli animali a fine alimentari "non è giustificabilé. Anzi, per il 61% degli europei e il 63% degli italiani è "moralmente sbagliata".
Insomma, dai 25.000 intervistati nei 27 stati membri lo scorso luglio, emerge che i cittadini non vogliono sulla loro tavola né la pecora Dolly, né la fettina di vitello o il bicchiere di latte provenienti da animali clonati e dalla loro discendenza. Alla precisa domanda, "consumereste carne o latte da animali clonati?", gli italiani e gli europei non sembrano avere dubbi: il 63% degli intervistati lo esclude o lo ritiene poco probabile. Un altro 22% degli italiani è in dubbio, mentre al restante 8% la clonazione non pone problemi.
L'atteggiamento molto scettico che emerge dal sondaggio dell'Ue fa pendere la bilancia in favore di coloro che in Europa - e in primo luogo il Parlamento europeo - sono contrari alla clonazione animale. Secondo il Parlamento, "attualmente nessun prodotto ottenuto a partire da animali clonati è commercializzato in Europa o nel resto del mondo. Tuttavia, gli esperti ritengono che questo tipo di prodotti potrebbe essere sul mercato entro il 2010".
Il fronte del no, o comunque di coloro che al momento non sostengono questa tecnologia, può contare anche sul parere del Gruppo etico dell'Ue, che il 17 gennaio scorso ha indicato che non ci sono ragioni categoriche per sostanzialmente opporsi alla clonazione animale a fini alimentari ma, allo stato attuale, non esistono neppure argomenti così forti per sostenere una tecnologia che implica conseguenze gravi per la salute e il benessere degli animali.
L'indagine di Eurobarometro ha approfondito in modo particolare gli aspetti etici: l'84% degli intervistati (81% tra gli italiani) era d'accordo nell'affermare che "non si conoscono gli effetti a lungo termine della clonazione animale", mentre il 77% (69% degli italiani) ritiene che questo tipo di tecnologia potrebbe aprire le parte alla clonazione umana. Gli europei sono inoltre convinti all'86% che il grande beneficiario sarebbe l'industria agroalimentare.
Per la commissaria europea alla sanità Androulla Vassiliou "si tratta di informazioni preziose" che la Commissione europea valuterà nelle prime settimane di novembre.

Patrizia Lenzarini (ANSA)

nikiezorro
23-10-2008, 11.14.07
IPOCRITA CAMPAGNA DIFFATATORIA SULLE CARNI CLONATE

Si è fatto un gran parlare in questi giorni da parte dei media delle gravi insidie rappresentate dalle carni clonate per la salute dei cittadini. Può darsi che l’argomento meriti pure di essere preso in qualche considerazione, ma non certo nel senso e nella direzione voluto da chi sta dietro a tutta questa iniziativa, che è non ha chiaramente nulla di salutistico e di igienico-nutrizionale, come vorrebbe far credere, ma è di smaccato carattere propagandistico e commerciale. Quello che più crea incredulità e sconcerto è che a condurre questa campagna diffamatoria contro le carni clonate siano i produttori di carne, ovvero i produttori bravi e buoni di carni sane e normali. Da quando in qua questa gente si preoccupa della salute dei cittadini? E, da quando in qua le carni normali si sono mai distinte per non far male, per non causare cancri e cardiopatie, per non avvelenare e dopare pesantemente i malcapitati, gli ignari e i malaccorti che si cibano di esse? Questo voler fare una netta distinzione e una discriminazione di tipo razziale tra carni normali e carni clonate, magnificando inesistenti doti qualitative delle carni presenti, rispetto a quelle prossime venture, non è altro che una ulteriore buffonata, una delle tante prese in giro per i consumatori, per cui esisterebbero carni garantite, genuine e sicure, e magari persino biologiche (dove bio, nota bene, sta per vita, e non si comprende come un brandello di cadavere macellato, buono e degno al massimo di attenzioni cimiteriali, possa considerarsi biologico), e carni clonate, quindi cariche di insidie e di rischi per chi se ne ciba.

La verità nuda e cruda, pura e semplice, è che tutte le carni sono estremamente pericolose e dannose per la salute pubblica e per quella di ogni singolo cittadino del mondo intero, dotato come è per natura, da parte del suo creatore, di un apparato gastrointestinale, di una struttura biochimica, di un sistema immunitario, di un corpo e una mente squisitamente frutto-vegetariani. Tutte le carni, indifferentemente, sono sotto accusa da anni da parte di scienziati, oncologi, frenologi, gastroenterologi, cardiologi, dietologi indipendenti, prima ancora che da parte dei vegetariani e degli igienisti-naturali e dai salutisti in genere. La presente campagna denigratoria nei riguardi delle carni clonate non fa onore né a chi l’ha pianificata né alle televisioni che ne fanno da cassa di risonanza. Lo scopo è ben chiaro ed evidente. Si vogliono colpire le carni clonate, prive di valori positivi e cariche di rischi per la salute, al fine di sottintendere che le carni normale, all’opposto, sarebbero ricche di valori e libere da pericoli e controindicazioni. Un’operazione insomma volta ad esaltare e riabilitare l’importanza delle proteine nobili ed eccelse della carne, a condizione che essa sia quella normale che si trova attualmente sui banconi delle macellerie. Una preciso calcolo commerciale, camuffato di senso civico e di responsabilità, ma improntato concretamente sulla venalità e sull’opportunismo.

Traspare da tutto ciò la voglia e l’ansia di ribadire che la carne, bersagliata da più parti, meriti di continuare a far parte della alimentazione umana di massa, purché sia normale e bio. Ma un cibo velenoso e dopante per natura, rimane velenoso e dopante indipendentemente dal fatto di essere clonato o no. Tanto più che, l’animale normale, non clonato, venuto al mondo cioè secondo i crismi naturali che prevedono il congiungimento sessuale di un maschio e di una femmina, un periodo di amorevoli cure materne e di indispensabile svezzamento, una adolescenza felice e spensierata, una crescita armoniosa e una vita da adulto fatta di movimento, di sole, di tanta verdura fresca brucata direttamente sugli spiazzi erbosi, è solo una miserevole invenzione, una pura chimera delle belle favole cinematografiche stile Walt Dysney.

Gli allevatori di bestiame che prima provvedono a ingravidare in modo proditorio le ignare giumente con una siringa, e che poi tolgono il latte dalla bocca dei vitellini (nati già orfanelli del padre) per trasformarlo in latticini e formaggi, e che indi separano in modo violento e barbaro i piccoli dalle proprie mamme, condannando vitellini e mucche a patire le sofferenze dell’inferno, non disdegnano di riservare alla fine a quegli stessi vitellini una sorte infame e indegna, una odissea di terrore e di persecuzione che va oltre ogni limite consentito e immaginabile, non sono degli sprovveduti o degli ignari. Tali allevatori sanno troppo bene che non esistono al mondo animali normali e animali felici, fatti crescere in modo naturale e biologico. E sanno altrettanto bene che non è una clonazione in più o in meno a fare la differenza. Al limite potrebbe anche starci che un vitellino clonato risulti alla fine essere più disorientato, istupidito e alienato di un suo compagno di stalla non clonato.

Ma a che serve fare dei distinguo sulla loro carne. Carne clonata e carne non clonata sono e rimangono in entrambi i casi risultanti di uno spaventoso processo di tortura intensiva e di deprecabile macellazione. Voler individuare a quel punto delle differenze qualitative, voler sottilizzare sui diversi gradi di valori gastronomici e sulle diverse qualità organolettiche dei due diversi tipi di cadaverini, è indice di pessimo gusto, è una cosa riprovevole che odora di ipocrisia e di volgarità estreme. E’ quasi un voler perseguitare persino l’anima di queste innocenti creature, dopo averne fatto orribile e mostruoso scempio corporale.

Fonte: vegetariani-roma.it