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kikko
05-12-2006, 20.37.07
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Lo stato di Para proteggerà uno dei più grandi territori dell'Amazzonia

Il Brasile mette le foreste sotto protezione

Saranno create nove riserve naturali gestite da organizzazioni no-profit

RIO DE JANEIRO - Il polmone del mondo sotto protezione. Finalmente dopo anni di dure battaglie da parte degli ambientalisti lo Stato brasiliano di Para ha finalmente deciso di mettere "sotto protezione" uno dei più grandi territori dell'Amazzonia, grande quanto il Portogallo, la Danimarca e la Svizzera messe insieme. I 15 milioni di ettari di territorio che si trovano nella parte settentrionale di questo Stato brasiliano diventeranno la più grande riserva tropicale del mondo.La decisione è stata annunciata lunedi dal governatore Simão Jatene ed è una delle più importanti iniziativa ambientaliste prese negli ultimi anni in Brasile: saranno create ben nove riserve naturali che saranno gestite da organizzazioni no-profit.
AMBIENTALISTI - Gli ambientalisti hanno definito "storica" la decisione del governo dello stato brasiliano: ciò significa che neppure un albero delle splendide foreste tropicali potrà essere tagliato o minimamente danneggiato. Una delle aree poste sotto tutela, conosciuta come la "Flora Paru", è il più grande territorio creato seguendo i principi e le dottrine dello sviluppo sostenibile. "Questo è un segnale positivo che dimostra quanti progressi sono stati fatti nel tempo" ha commentato David Cleary, direttore di "Nature Conservancy", organo delle Nazioni Unite che si sta occupando del programma per lo sviluppo del territorio amazzonico. "Il governo ha capito quanto l'Amazzonia sia vitale per il Brasile e per il mondo intero. Questa è una buona notizia". La decisione, naturalmente, non è stata accolta da tutti positivamente: alcune autorità e aziende hanno affermato espressamente di non essere d'accordo e ciò dimostra quanto gli interessi economici e le manovre illegali possano influire sulla protezione di una delle più grandi riserve naturali del mondo

FORESTE - La nuova grande area protetta sarà inoltre collegata ad altre riserve naturale presenti negli stati confinanti del Guyana, il Suriname e la Guiana Francese. Lo stato di Para è quasi completamente occupato da foreste e da paesaggi naturali. Ma la presenza dell'uomo negli ultimi anni si era fatta sempre più massiccia e con il passar del tempo l'attività del disboscamento era aumentata sensibilmente. L'anno scorso, una suora americana di 74 anni, Dorothy Stay, era stata uccisa perchè aveva denunciato le continue attività illegali di disboscamento commesse da grandi aziende in questo stato. Gli ambientalisti affermano che dal 1970 (anno dei primi disbocamenti) a oggi in Brasile sia stata distrutta un'area di foreste grande quanto la Francia e il più grande disastro ambientale sia stato condotto proprio nello Stato di Para

AMBIENTE - Da decenni oramai il problema "Amazzonia" è divenuto una questione mondiale: secondo gli ambientalisti se non si pone un freno alle attività di disboscamento e all'introduzione di nuove pratiche agricole il 2050 sarà l'anno in cui l'intero sistema forestale amazzonico morirà. Ciò comporterà non solo l'estinzione del "polmone del mondo", ma anche di numero incredibile di animali in estinzione quali i giaguari, i ragni neri, alcune specie di scimmie che tuttora vivono in Amazzonia. "La nostra battaglia è il più grande sforzo mai compiuto nella storia da quando furono create le aree protette nelle foreste tropicali" afferma Adalberto Veríssimo, un ricercatore brasiliano, che lavora per l'associazione ambientalista "Imazon".
Francesco Tortora

@cds 05 dicembre 2006

kikko
05-12-2006, 20.43.29
Cartina Parà

perlamarni
05-12-2006, 21.15.12
Come si suol dire....meglio tardi che mai :a_btmnn: :a_btmnn:

nikiezorro
10-04-2007, 11.23.54
Grazie all'intensa evaporazione concorrono attivamente alla formazione di nubi che, riflettendo la radiazione solare, frenano il riscaldamento globale.


(10 aprile 2007) La piantumazione di alberi e la protezione dei boschi può contribuire, com'è noto, alla cattura e immobilizzazione del biossido di carbonio atmosferico, ma un nuovo studio condotto da ricercatori della Carnegie Institution e del Lawrence Livermore National Laboratory suggerisce che l'impatto delle foreste sulla lotta al riscaldamento globale dipende in misura notevole dalla loro posizione geografica.
Il loro lavoro ha simulato gli effetti di una deforestazione su larga scala, valutando gli effetti climatici positivi o negativi di una vasta copertura arborea alle diverse latitudini. Il risultato, pubblicato on line sull'edizione di questa settimana dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), indica l'importanza di proteggere e ampliare in primo luogo le foreste tropicali.

"Le foreste tropicali sono una sorta di condizionatore d'aria del pianeta", ha detto Ken Caldeira, uno degli autori dello studio. "L'assorbimento del biossido di carbonio è solo metà della storia. Noi abbiamo preso in esame anche quanto la copertura forestale contribuisce a riflettere la luce solare attraverso la formazione di nubi o, nel caso delle foreste boreali, ad assorbirla ombreggiando la tundra innevata."

Le foreste delle fredde regioni subpolari lasciano evaporare meno acqua e contribuiscono in misura minore alla formazione di nubi, tanto che alla fine dei conti l'effetto dell'assorbimento di calore che inducono è superiore a quello dell'assorbimento di carbonio. Questo non significa, sottolinea però Caldeira, che sarebbe utile disboscare le foreste del Nord: "Non ha senso distruggere ecosistemi in nome della salvezza degli ecosistemi". Piuttosto, è necessario aumentare le superfici forestate nelle aree equatoriali e tropicali, che attraverso un meccanismo di accelerazione del ciclo dell'acqua, sono in grado di contribuire significativamente alla formazione di una copertura nuvolosa.

di Gianbruno Guerrerio

www.lescienze.it

popoff
10-04-2007, 13.37.26
L'era l'ora!!!!