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kikko
10-11-2006, 15.43.41
Malattie contagiose per l'uomo (zoonosi)
Alcune malattie infettive che colpiscono gli animali possono essere trasmesse anche all'uomo, ma non tutte: è impossibile ad esempio prendere l'AIDS da gatti affetti da FIV [sindrome da immunodeficienza, ndt] o FeLV [leucemia felina, ndt], benché entrambe le malattie siano causate da retro virus al pari dell'AIDS. La disinformazione, più che la malattia stessa, è la principale causa di morte per centinaia di gatti ammalati abbandonati dai padroni in preda al panico.

Solo chi abbia -per una qualche ragione- un sistema immunitario già debole o compromesso corre dei rischi ogniqualvolta venga a contatto con germi o altri microrganismi normalmente presenti sul gatto, indipendentemente dallo stato di salute dello stesso.

Date le modalità di trasmissione -secrezioni nasali, oculari, orali o fisiologiche- vi sono attualmente ben maggiori possibilità di contrarre determinate malattie dagli altri esseri umani che non dai vostri animali. Alcune elementari norme di buon senso, e l'osservazione costante di buone abitudini igieniche, riducono grandemente qualunque rischio [che, è bene ricordarlo, è presente solo nel caso in cui l'animale per primo ne sia affetto, o che ne sia vettore, ndt]

Da "The Cornell Book of Cats" [La Cornell University, Ithaca, New York, è una prestigiosa università scientifica, ndt]

Rabbia: altamente pericolosa, anche se più frequente nei cani randagi cxhe non nei gatti, è causata da un virus presente nella saliva, trasmissibile all'uomo attraverso il morso di animali affetti [la profilàssi è soggetta a severa legislazione: in alcuni paesi immuni -ad es. Inghilterra- non è possibile introdurre animali non vaccinati, e bisogna osservare rigide quarantene, anche di sei mesi, persino per quelli dotati di certificato di vaccinazione recente, ndt].
Virus vaiolosi: trasmissibili per contatto diretto o indiretto (vie respiratorie, cutanee...) [più frequenti nei gatti che vivono presso fattorie a contatto col bestiame che non in quelli metropolitani, ndt].
Tricofizìa: è un'infezione fungina localizzata su capelli, cute e unghie, trasmissibile per contatto diretto o attraverso le spore [in veterinaria, si usa il termine dermatofitòsi o tricofitòsi, ndt].
Pasteurellòsi: [provocate da batteri del genere "Pasteurella", cui appartengono gli agenti patogeni della peste e della tularemìa: contagiose per l'uomo, colpiscono in prevalenza gli animali selvatici in condizioni di degrado igienico].
Tetano: [causato da un batterio sporigeno, "Clostridium tetani", per potenziale pericolosità è secondo solo alle tossine botuliniche. Bovini, cani e gatti solo 'eccezionalmente' ne vengono colpiti: la più alta incidenza, dopo l'uomo, si verifica sugli equini e, meno frequentemente, sugli ovini. Si trasmette tramite morso di animali infetti].
Enterite da campilobattèri: è un'affezione dell'intestino tenue trasmessa tramite contatto con feci contaminate.
Febbre da graffio del gatto: è un'infezione causata da un'agente batterico, trasmesso attraverso graffi non disinfettati.
Clamidoviròsi: il contatto con secrezioni nasali o oculari di gatti affetti, può causare congiuntiviti negli umani.
Insetti ematòfagi: acari, pidocchi, pulci, zecche... [rimuovete queste ultime entro 24 ore per limitare le possibilità di veicolazione, ndt]. Sono portatori di varie e pericolose malattie nei confronti dell'uomo e degli altri animali domestici:

- borrelliòsi [identificato 10 anni fa lo spirochete -Borrelia burgdorferi- responsabile. E' in corso di sperimentazione un vaccino, ndt],
- febbre maculosa delle Montagne Rocciose ["Rocky Mountain Spotted Fever", causata da microrganismi del genere "Rickèttsia", simile clinicamente al tifo esantemàtico e piuttosto pericolosa per il cane di casa, perché dà luogo ad una grave malattia febbrile. E' trasmessa da zecche del genere "Dermacentor". Le persone colpite in USA sono all'incirca 600 all'anno, ndt]. Raramente il gatto, benchè gli antigeni derivanti dal contagio siano presenti nel suo sangue, mostra i segni clinici della malattia: qualora ne venisse affetto, può diventare una fonte di contagio diretto.
Salmonellòsi: il contatto con secrezioni oculari, orali e soprattutto con feci contaminate, può provocare disturbi intestinali.
Toxoplasmòsi: viene trasmessa attraverso contatto diretto con materiale fecale contaminato: malattia relativamente non difficile da curare, è una delle maggiori fonti di preoccupazione e talvolta di irragionevole panico quando in famiglia vi sia una donna incinta, per le gravissime conseguenze che può comportare per il feto [vi sono precise norme igieniche che -in presenza di un gatto NON infetto- riducono il rischio a percentuali bassissime, ndt]. Attualmente, la possibilità di contrarre la malattia consumando carne non perfettamente cotta [carpaccio, roast-beef..., ndt] è assai più probabile.
Parassitòsi interne, trasmissibili all'uomo mediante contatto con feci contaminate o insetti vettori

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nikiezorro
18-12-2008, 08.42.26
Sette malattie su dieci per uomo arrivano da animali

18 dicembre - Roma - Il 70% delle malattie che negli ultimi 20 anni hanno minacciato l'uomo arrivano dagli animali. Per questo la vera emergenza del futuro è rappresentata "dagli agenti patogeni veicolati dagli animali e quindi dalle possibili pandemie e zoonosi che si svilupperanno, veicolate dalla globalizzazione e facilitate dai cambiamenti climatici". A dirlo è Ilaria Capua, veterinaria e virologa dell'Istituto zooprifilattico sperimentale delle Venezie (Izsv), che è stata riconosciuta dalla rivista 'Seed magazine' come una dei cinque leader della cultura scientifica mondiale del 2008 in quanto mente rivoluzionaria.

"Virus e malattie come l'aids, ebola, l'aviaria, il West Nile - spiega Capua - sono tutte di origine animale. In questi ultimi anni, a causa dell'aumento della popolazione che richiede proteine, e dunque carne di animali, c'é stato un aumento di queste malattie. E nel futuro, per gli spostamenti e i commerci imposti dalla globalizzazione, e i cambiamenti climatici, questi animali vettori di malattie si diffonderanno sempre di più".

Quanto all'influenza aviaria, "il rischio pandemico esiste ancora - continua Capua - Il virus nel nostro Paese arriverà a bordo di un aereo, non certo con un cigno, e probabilmente non sarà un pericolo per la salute pubblica come lo è per Asia, Africa e MedioOriente". Per l'Italia dunque, "nessun problema per l'aviaria allo stato attuale - prosegue - L'infezione non c'é ma nel mondo è più diffusa ora che nel 2006. Comunque noi manteniamo un livello di sorveglianza attiva e interveniamo nei Paesi dove la malattia è presente". Per fronteggiare le pandemie del futuro, l'Izsv sta lavorando con l'Organizzazione mondiale della sanità per costituire ad Atene un centro di ricerca sulle zoonosi nel Mediterraneo, che sia da controparte al centro di sorveglianza delle epidemie.

(ANSA)