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nikiezorro
03-11-2006, 21.08.31
La LAV ha presentato la settima edizione. In aumento corse clandestine di cavalli e truffe nell'ippica, macellazioni clandestine. Fiorente la pesca illegale.

novembre 2006
La LAV presenta la VII° edizione del Rapporto Zoomafia: in esame i crimini contro gli animali nel biennio 2004/2005, un fenomeno i cui confini risultano sempre più ampi e che coinvolge ambiti fino a poco tempo fa considerati marginali.
Le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica si confermano campi in cui le organizzazioni malavitose hanno trovato notevoli fonti di guadagno. Tra il 2004 e il 2005, sono state bloccate dalle forze di polizia 16 corse illegali, sequestrati 130 cavalli e denunciate 696 persone, di cui 4 minorenni, nell’ambito di inchieste su corse clandestine e truffe nell’ippica, scommesse e doping. Cavalli costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso all’imbrunire o di notte, drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni (11% dei farmaci dopanti utilizzati), con antinfiammatori (73%) per fargli sopportare fatica e dolore, con broncodilatatori (7%), con sostanze attive sul sistema nervoso centrale, miorilassanti e tranquillanti (3%). Le inchieste avviate confermano che il doping non è una pratica circoscritta alle sole corse clandestine, ma interessa anche corse ufficiali e, fenomeno sempre più in crescita, i palii e le corse associate a feste padronali, manifestazioni che, in particolare in Sicilia, attirano anche interessi malavitosi.

16 le persone denunciate (nel 2004), delle quali 13 arrestate, per organizzazione di combattimenti tra animali o allevamento-addestramento di animali ai combattimenti. Per il 2005 l’Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV non ha riscontrato denunce di tale reato, ma ciò non esclude la possibilità che alcune siano state fatte. Diminuite anche le segnalazioni di lotte tra cani: poco meno di 50 (e di scarso rilievo) in due anni quelle giunte al numero LAV SOS Combattimenti 848.588.544. Ciò può essere indice di una effettiva diminuzione del fenomeno, probabilmente scoraggiato dalla riforma del codice penale in materia di maltrattamenti (legge 189/04) che dall’agosto 2004 ha introdotto tale fattispecie di reato prevedendo la reclusione fino a 3 anni e multa fino a 160.000 euro. Come conseguenza è ipotizzabile l’adozione di maggiori precauzioni da parte dei delinquenti che gestiscono le scommesse sulle lotte tra cani.

Almeno 14 i macelli clandestini scoperti dalle forze dell’ordine e circa 50mila gli animali d’allevamento sequestrati perché allevati abusivamente, destinati alla macellazione illegale, o affetti da patologie: questi alcuni dei numeri di un fenomeno in preoccupante crescita, quello della “Cupola del bestiame”, con un fatturato annuo di almeno 250 milioni di euro, che in alcune regioni gestisce un vero e proprio mercato parallelo di carni provenienti da animali rubati o malati, macellati clandestinamente con metodi particolarmente brutali e al di fuori di ogni controllo igienico-sanitario. Il tutto con la complicità di venditori disonesti e veterinari pubblici collusi grazie ai quali la macellazione illegale può avvenire addirittura nei macelli pubblici o convenzionati. Sono loro, infatti, che “lavano” gli animali attraverso documentazione falsificata, permettendo quindi il passaggio dalla fase della clandestinità a quella della legalità. Parallelo ma contiguo al mercato clandestino di carne, il fenomeno dell’abigeato, ovvero il furto di bestiame, che interessa circa 100mila animali ogni anno. Secondo alcune stime, in tutta Italia, i “furti” di animali d’allevamento sono aumentati del 20%, la Sicilia con un aumento del 18,7% è al primo posto seguita dal Lazio con il 13,6%.
Accanto ai canili lager e al business sui randagi che garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la loro gestione, cresce il traffico di cani importati dai Paesi dell’Est: circa 20/25 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno.

Molto fiorente per le organizzazioni criminali il traffico illecito di fauna esotica protetta, che interessa circa un terzo di quello legale: oltre 70 le persone denunciate nel biennio 2004/2005 per reati connessi all’importazione e alla vendita a vario titolo di animali, piante o parti di essi, appartenenti a specie protette o in via d’estinzione, per un business quantificabile in circa 7-8 miliardi di euro l’anno. E non sono cifre che stupiscono se di pensa che solo nel nostro Paese, in un anno, sono venduti illegalmente 10-15 mila pappagalli esotici, con un costo che varia dai 2.000-2.500 euro per il cacatua, fino ai 10.000 euro per il cacatua oftalmica, solo per citare un esempio.Ma il commercio di animali selvatici riguarda anche animali appartenenti a specie autoctone italiane, che alimenta in maniera preoccupante il bracconaggio con un giro d’affari di circa 5 milioni di euro. In alcune zone del Paese la caccia di frodo è diventata un business gestito dalla criminalità organizzata. Recentemente, però, si registra una maggiore attenzione da parte degli organi inquirenti che ha portato ad attività investigative di grande spessore. Nonostante ciò, mercati “specializzati” come quello palermitano di Ballarò o quello di Via Brecce a Sant’Erasmo di Napoli, non presentano cenni di crisi. Tra i banchi dei popolari mercati si trovano facilmente gabbie stracolme di piccoli uccelli protetti, detenuti in condizioni pietose, trasportati in stato di esasperata cattività. Non mancano mammiferi e rettili: sono stati sequestrati, infatti, anche scoiattoli, tartarughe e serpenti.

Anche il mare è saccheggiato dalla criminalità: fiorente il traffico di datteri di mare, stelle marine, ricci diadema, posidonia, cavallucci e tartarughe marine, tursiope, tonno rosso, squalo bianco, cernia bruna, tutte specie protette pescate illegalmente per la vendita sottobanco ai ristoranti. Ogni anno in Italia vengono raccolte illegalmente tra le 80 e le 180 tonnellate di datteri, equivalenti a 4-9 ettari di fondali desertificati. Si calcola che per un piatto di linguine ai datteri si distrugge un quadrato di fondale di 33 centimetri di lato. Le “spadare”, reti lunghe chilometri che fanno strage di pescespada e di specie protette come delfini, tartarughe, capodogli, al bando dal 2002, sono usate ancora a centinaia nel Mediterraneo nonostante gli indennizzi per la riconversione ottenuti dall’Unione Europea. Il Servizio navale operativo della Guardia di Finanza e di Stato e Unione Europea, con la quale gli armatori avrebbero ottenuto fino a 260mila euro ciascuno per una riconversione mai realizzata.
Sempre attiva la “guerra” che si combatte nella laguna veneta tra “caparozzolanti” (pescatori di vongole) e forze dell’ordine, fatta di inseguimenti, conflitti, feriti e morti, che ha portato all’arresto di circa 100 persone in due anni, coinvolte in un giro d’affari che frutta a una sola barca circa 500 euro a notte, e presuppone un’organizzazione capace di gestire la commercializzazione del pescato. Introiti notevoli: basti pensare che in un anno, una sola società di pescatori è stata capace di immettere sul mercato un milione e 500 mila chili di vongole avvelenate, per un valore commerciale di 10 milioni di euro.

“Le numerose inchieste giudiziarie che riguardano reati legati allo sfruttamento economico degli animali evidenziano la presenza di gruppi particolarmente attivi, molto dinamici sotto il profilo economico, che ricorrono a modalità operative particolarmente sofisticate, dislocati su tutto il territorio nazionale e con collegamenti all’estero - dichiara Ciro Troiano, autore del Rapporto e responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV – Gli animali sfruttati e uccisi dalla zoomafia sfuggono alla tutela dello Stato e alimentano, loro malgrado, una vasta economia sommersa nonché seri pericoli sotto il profilo sanitario, segno che Governo e Parlamento, ma anche le amministrazioni locali, devono impegnarsi subito e bene in riforme che possano salvaguardare la vita e il benessere di milioni di animali, come peraltro promesso agli italiani a pagina 153 del programma dell’attuale coalizione di Governo.”

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nikiezorro
27-09-2007, 11.08.50
Tgcom.it - 27/9/2007

Milano, blitz affiliati clan Cursoti
Mafia gestiva scommesse all'ippodromo

Agenti delle squadre mobili di Milano, Lecco, Pavia e Catania hanno arrestato decine di persone nel corso di un'operazione contro le scommesse clandestine sui concorsi ippici all'ippodromo di San Siro e gioco d'azzardo. A gestire l'organizzazione criminale erano affiliati alla mafia. Il blitz è il risultato di indagini che hanno consentito di individuare un gruppo criminale collegato alla cosca catanese dei 'Cursoti'.

Le scommesse venivano effettuate anche presso numerosi punti Snai del capoluogo lombardo. Gli indagati erano attivi anche nel controllo del gioco d'azzardo praticato all'interno di bische, create in circoli privati e bar. I proventi di queste attivita' illegali ammonterebbero a circa 1.000.000 di euro.

nikiezorro
12-10-2007, 10.48.27
Fu cavalcato da Dettori ignaro del vero proprietario.

12 ottobre 2007 - Gli occhi e la mani di Cosa nostra anche sui cavalli da corsa. La passione del clan Santapaola per il settore e' antica e nota ma adesso arriva la conferma che il clan, direttamente o per interposta persona, comprava cavalli e partecipava a concorsi ippici nazionali. La circostanza emerge dall'operazione 'Arcangelo' della Dia di Catania che ha portato al sequestro di cinque cavalli, alcuni dei quali dei veri purosangue, tra le Capannelle di Roma, il capoluogo etneo e Floridia, nel Siracusano.
Il provvedimento cautelare preventivo e' stato emesso dal Gip di Catania, su richiesta dalla Procura della Repubblica etnea, nell'ambito dell'inchiesta contro 32 presunti appartenenti a Cosa nostra accusati di gestire il racket delle estorsioni e un traffico di droga.
Tra i cavalli sequestrati c'e' Mister Personal, un purosangue vincitore di diverse gare nazionali e cavalcato anche dal fantino Lanfranco 'Frankie' Dettori, completamente estraneo all'inchiesta. La Direzione investigativa antimafia etnea ha accertato che Mister Personal, mentre era di proprieta' di una persona che la Procura di Catania ritiene riconducibile al boss assassinato Angelo Santapaola, cugino del capomafia Benedetto, ha vinto numerose gare. Tra queste c'e' anche l'edizione del 6 gennaio del 2005 del Premio di Sicilia, corso all'ippodromo Mediterraneo di Siracusa, davanti a 15 mila persone. In quell'occasione Mister Personal fu cavalcato proprio da Dettori, che non conosceva il vero proprietario dell'animale.
Da intercettazioni della Dia di Catania e' emerso che Angelo Santapaola, che si era 'innamorato' di Mister Personal dopo averlo visto gareggiare, avrebbe fatto pressioni sul suo precedente proprietario per riuscire ad averlo, per interposta persona. La Procura della Repubblica non ha ravvisato gli estremi dell'estorsione nella vicenda, che pero' rimane al centro di indagini della Dia per verificare se la mafia catanese abbia avuto interessi nelle gare ippiche, condizionando alcune competizioni a suo favore.
Gli altri quattro cavalli sequestrati sono anch'essi regolarmente certificati e registrati all'Unire e hanno corso in gare ufficiali. Sono Furia Cieca e Alsvir, di proprieta' di Vincenzo Santapaola, sequestrati nei box delle Capannelle di Roma; Monblond e Alca Pasha, trovati in una stalla del rione San Cristoforo di Catania ritenuta in uso a Francesco Santapaola .

'La notizia del sequestro di cinque cavalli appartenenti al clan Santapaola e impiegati in concorsi ippici nazionali, conferma un interesse delle organizzazioni criminali per il mondo dell'ippica che mette in pericolo la legalita' nel settore delle corse dei cavalli e delle relative scommesse'. Lo afferma Ciro Troiano, responsabile dell'osservatorio nazionale Zoomafia della Lav, che 'plaude alla brillante operazione Arcangelo della Dia di Catania'.
'Il mondo degli ippodromi e' spesso ricettacolo delle piu' varie illegalita' - aggiunge Troiano - e non e' un segreto che molti boss della camorra napoletana o della mafia siciliana abbiano la passione per i cavalli e le corse. Nel nostro Paese, ogni anno e mezzo circa, vi e' una grande inchiesta che coinvolge l'ippica, con denunce, perquisizioni, arresti e sequestri'.
Secondo le stime dell'osservatorio nazionale Zoomafia della Lav, le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di cavalli, organizzate da clan e gruppi malavitosi su circuiti abusivi o direttamente su strade, fruttano un business da 1 miliardo di euro l'anno. Strettamente connesso a questo business e' il traffico di anabolizzanti e di altre sostanze dopanti che, sostiene la Lav, spesso e' controllato dalla criminalita' organizzata.
(ANSA)

nikiezorro
20-10-2007, 12.01.25
19 ottobre - Roma - I carabinieri dei Nas hanno effettuato una serie di controlli negli ippodromi, scuderie e strutture destinate all'allevamento di cavalli per le competizioni ippiche e su 197 strutture controllate quelle risultate irregolari sono state 39, circa una su cinque.
In tutto sono state segnalate 44 persone alle autorita' giudiziarie e sequestrati beni a animali per un valore complessivo di 173 mila euro.
Rilevate e contestate 64 infrazioni, di cui 13 penali 51 amministrative.
Tra gli illeciti piu' frequenti figurano l'esercizio abusivo della professione di veterinario, l'uso di farmaci di provenienza illecita e il maltrattamento degli animali in ragione proprio dell'uso di questi prodotti. I carabinieri hanno riscontrato anche l'uso illegale di farmaci per uso umano in confezione per solo uso ospedaliero e una lunga serie di irregolarita' ad ogni livello di documentazione. (ANSA)

nikiezorro
30-10-2007, 09.36.24
Azione di Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato in provincia di Pescara.

CRIMINALITA': ANCHE DAL MOLISE PER CORSE CLANDESTINE PESCARA

30 ottobre 2007 - 'Unica in Italia', cosi' e' stata definita l'operazione 'Black Horse' che ha portato le forze dell'ordine a sgominare organizzazioni criminali, composte da zingari, dedite a corse clandestine, scommesse illecite ed al maltrattamento di animali.
Le corse si svolgevano a Citta' Sant'Angelo (Pescara), dove sono stati sequestrati 39 cavalli. Venti gli indagati, pluripregiudicati, provenienti, oltre che da Pescara, da localita' italiane come: Roma, Napoli, Campobasso, Foggia, Ancona, Avezzano, Sulmona e Giulianova. In totale le persone coinvolte, a diverso titolo, nell'indagine, partita un anno fa, sono circa 200.
Sequestrati anche 24 mila euro circa in contanti, 35 mila euro in assegni, medicinali. Su alcuni cavalli sono stati eseguiti esami ematici per verificare la presenza di sostanze dopanti.
(ANSA).

La Lav plaude alla brillante operazione della Guardia di Finanza di Pescara che, con il supporto del Corpo Forestale dello Stato, ha smascherato un vasto giro di gare clandestine di cavalli e di scommesse illegali nell'area industriale tra Citta' Sant'Angelo e Elice (Pescara) e che ha portato al sequestro di 39 cavalli, e all'identificazione di 100 persone tra le quali 20 sono state denunciate per organizzazione di competizioni non autorizzate di animali, esercizio abusivo di attivita' di gioco e di scommessa, e associazione per delinquere.
'Chiediamo scrupolosi accertamenti per verificare se i cavalli sono stati sottoposti a doping e maltrattati - dichiara Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio nazionale Zoomafia - Le corse clandestine andrebbero punite come reato associativo: gli strumenti giuridici con la legge 189/04 contro il maltrattamento di animali ci sono. Come molti casi hanno dimostrato, e' pacifico che dietro le corse si nascondono gruppi criminali consolidati formati da pregiudicati e, in alcuni casi, affiliati ai clan e in alcune zone d'Italia le corse clandestine di cavalli risultano in mano ad etnie rom che sono in stretto contatto con clan della camorra e della mafia: queste attivita' illecite, quindi, meriterebbero, la massima attenzione investigativa'.
'Un altro aspetto che risalta -prosegue Troiano- e' la scarsa applicazione da parte della polizia giudiziaria delle disposizioni della legge 189/04 che puniscono in modo severo chiunque organizza 'competizioni non organizzate di animali che possono metterne in pericolo l'integrita' fisica'; tra tali competizioni rientrano anche le corse clandestine di cavalli: e' una vistosa mancanza che va al piu' presto sanata. Inoltre, la LAV chiede di riconoscere gli equini come animali d'affezione e di varare una legge specifica di tutela, oggi ancora mancante in Italia'.
Secondo i dati dell'Osservatorio nazionale Zoomafia della Lav, le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell'ippica si confermano i campi in cui la criminalita' organizzata sembra concentrare sempre di piu' il suo interesse: un 'settore', quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro. Nel 2006 sono state bloccate dalle forze di polizia 7 corse illegali, sequestrati 143 cavalli, denunciate 273 persone e 53 arrestate.
Inchieste che hanno portato anche al sequestro di un ippodromo, 3 maneggi e oltre 10mila confezioni di farmaci e sostanze vietate usate per dopare gli animali coinvolti, drogati e costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso all'imbrunire o di notte. E il doping, oltre che nelle gare clandestine, e in molte gare ufficiali, si e' dimostrato essere frequentemente utilizzato anche nelle corse su circuiti cittadini, come i palii e le corse associate a feste padronali, ad opera delle stesse organizzazioni malavitose che gestiscono le gare clandestine.
(Sin-Bis/Ct/Adnkronos)

nikiezorro
24-01-2008, 08.35.55
CARABINIERI FERMANO CORSA CLANDESTINA CAVALLI

A Palermo.

24 gennaio 2008 - A porre fine all'ultima corsa clandestina di cavalli sono stati i Carabinieri del Nucleo radiomobile del Comando provinciale di Palermo, su di una parallela di viale Regione siciliana. Numerosi gli occupanti di autovetture, ma anche di ciclomotori intenti a seguire le fasi della corsa impedendo la normale circolazione stradale. Al centro dell'attenzione due cavalli con il classico "sulki", calesse utilizzato per le corse al trotto che si cimentavano in una pericolosa sfida sull'asfalto. I carabinieri sono riusciti ad interrompere la gara e a bloccare anche uno dei due cavalli in corsa fermandone il conduttore che, accompagnato negli uffici del Nucleo Radiomobile, e' risultato essere un 17 enne palermitano che e' stato deferito in stato di liberta' per esercizio abusivo di gioco d'azzardo e maltrattamento di animali. I militari a cavallo hanno provveduto a ricoverare l'animale temporaneamente in una stalla, prestandogli le prime cure, per restituirlo successivamente ai genitori del minore.
Sono in corso indagini per identificare l'altro fantino e accertare eventuali collegamenti tra la gara e interessi di Cosa nostra attraverso l'organizzazione che gestisce le scommesse clandestine e le corse di cavalli. Si tratta di un fenomeno molto diffuso in provincia di Palermo e costituisce un fiorente mezzo di finanziamento della criminalita' organizzata.
Spesso, in occasione di corse clandestine, le forze dell'ordine devono contrastare un dispositivo di "sicurezza" ben articolato, fatto di vedette che hanno il compito di chiudere temporaneamente la strada per consentire lo svolgimento delle gare, oltre che segnalare per tempo l'eventuale presenza di forze dell'ordine. Dalle indagini e' emerso, inoltre, che gli organizzatori della gara, al fine di eludere i ripetuti controlli dei carabinieri, accettano pronostici sull'esito della competizione, sulla parola, non raccogliendo soldi e i vari conteggi e pagamenti vengono effettuati a fine gara in luoghi distanti da dove si e' svolta la corsa al fine di non destare alcun sospetto. (AGI)

'Bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che oltre ad avere preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata, vede sempre piu' protagonisti i minorenni'. Lo dice Ciro Troiano, responsabile dell'osservatorio nazionale Zoomafia della Lav, commentando l'operazione dei Carabinieri di Palermo che oggi hanno scoperto una corsa clandestina di cavalli, in una traversa di viale Regione siciliana a Palermo in cui era coinvolto anche un minorenne.
'E' la conferma dell'interesse della criminalita' organizzata per un settore dagli alti potenziali lucrativi - continua Troiano - e basato sullo sfruttamento degli animali. La presenza di bambini o minorenni nel giro delle corse clandestine e' molto preoccupante'. Per Troiano 'questi ragazzi sono proiettati in un mondo di violenza e corruzione, dove si respira l'aria dell'illegalita''.
(ANSA)

'Un grazie di cuore ai militari dell'Arma che hanno messo fine a un indegno spettacolo dove gli animali sono stati ancora una volta gli sfortunati protagonisti del divertimento umano'. Lo dice in una nota Alessandra Montalbano, coordinatrice regionale dell'Enpa Sicilia, ente nazionale protezione animali, commentando l'operazione dei carabinieri di Palermo che oggi hanno scoperto una corsa clandestina di cavalli, in una traversa di viale Regione siciliana a Palermo.
'Purtroppo questo tipo di pratica barbara - conclude - e medievale e' dura da sradicare'.
(ANSA)

nikiezorro
19-02-2008, 08.43.26
CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI INTERROTTA DAI CARABINIERI A MESSINA

Plauso della LAV, appello al Prefetto.

19 febbraio 2008 - “Bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che ha preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata”. Questo è il commento di Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, alla notizia della brillante operazione dei Carabinieri che, ieri mattina, hanno interrotto una corsa clandestina di cavalli che si svolgeva a Messina sulla Via Consolare Pompea - Villaggio Contemplazione e denunciato ventotto persone per interruzione di pubblico servizio, maltrattamento di animali e manifestazioni vietate. Sono stati sequestrati due cavalli e 1590, 00 euro, 4 cronometri e 10 ciclomotori.

“Le corse clandestine si confermano attività in cui le organizzazioni malavitose siciliane sono notevolmente presenti ed esercitano un controllo capillare. I cavalli sono costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso vengono drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore - prosegue Ciro Troiano -; si tratta ormai di un fenomeno di ampie proporzioni, divenuto una realtà criminale preoccupante. Le corse abusive di cavalli costituiscono per le organizzazioni criminali un sicuro e redditizio investimento dei propri illeciti introiti economici”.

Contro la recrudescenza della zoomafia nel Messinese, la LAV chiede alle Autorità competenti un “giro di vite” contro l’allevamento ed il commercio abusivo di cavalli, intensificando i controlli. La proposta della LAV è quella di eseguire controlli a tappeto, da parte dei servizi veterinari ASL e delle Forze dell’Ordine su coordinamento della Prefettura, sull’applicazione dell’anagrafe equina: come previsto dalle vigenti norme ogni singolo cavallo deve essere registrato dai rispettivi proprietari, con lo scopo di legalizzare lo stato di proprietà e detenzione di questi animali. “In questo modo verrebbero scoperte le stalle e scuderie abusive da dove arrivano i cavalli usati per le gare clandestine, risalendo ai proprietari dei cavalli ai quali andrebbero applicati i provvedimenti previsti dalla legge per il maltrattamento degli animali – conclude Troiano -. L’applicazione dell’anagrafe equina e la vigilanza sulle stalle consentirebbe anche di verificare lo stato in cui vengono allevati i cavalli: è notoria l’illecita consuetudine di rinchiudere i cavalli in garage o altri locali minuscoli, privi di luce ed in condizioni igieniche pessime”.

La LAV plaude all’operazione dei Carabinieri, ma chiede maggiori controlli per reprimere un fenomeno delinquenziale complesso e pericoloso come quello delle corse clandestine di cavalli. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV in tre anni, in Sicilia sono state bloccate 16 corse clandestine.

nikiezorro
26-03-2008, 18.25.49
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI: GARA NEL CATANESE, TRE ARRESTI

Plauso della Lav.

26 marzo 2008 - La polizia ha interrotto una corsa clandestina di cavalli nel corso principale di Viagrande (Catania). Tre persone sospettate di aver partecipato all'organizzazione della gara sono state arrestate. Per far dispurare la corsa, la strada era stata bloccata da un gruppo di giovani che, con i loro scooter, impedivano il transito degli automobilisti. "Bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che oltre ad avere preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata, vede sempre piu' protagonisti i giovani ed i minorenni", commenta Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio nazionale zoomafia della Lav, secondo cui "la pericolosa arroganza di queste organizzazioni, secondo la Lav, si evince anche dalla spavalderia con la quale vengono scelti i percorsi - come il caso di Viagrande ove i cavalli correvano in pieno centro - ricorrente nelle scelte criminali". La Lav chiede che i cavalli sfruttati nella corsa bloccata a Viagrande vengano sequestrati sia perche' rappresentano il "bene principale su cui lucra la zoomafia, sia per l'evidente finalita' animalista di sottrarre quei cavalli ad altri gravissimi maltrattamenti ed alle sevizie cui continuerebbero ad essere sottoposti".
(AGI)

nikiezorro
30-04-2008, 19.50.47
RIPRESE CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI A NAPOLI

Lav: intensificare i controlli per farmare fenomeno criminale.

30 aprile 2008 - Cavalli lanciati in una folle corsa in mezzo al traffico, caroselli di auto e motorini, decine di persone vocianti, autobus di linea costretti a fermarsi per evitare collisioni con i calessi: è lo spettacolo a cui hanno assistito sabato pomeriggio in Via De Roberto, a Napoli, le Guardie Zoofile della LAV, che hanno presentato un’informativa di reato in Procura a carico di persone da identificare con l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali, organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica e interruzione di pubblico servizio. Le corse sono state documentate con telecamera nascosta.

“Bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che oltre a esporre i cavalli a maltrattamento, può avere preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata - dichiara Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, che ha firmato la denuncia presentata in Procura.- La pericolosa arroganza di queste organizzazioni si evince anche dalla spavalderia con la quale vengono scelti i percorsi, come il caso di via De Roberto, strada che ogni sabato pomeriggio è in mano a questi signori.”

Secondo le segnalazioni ricevute dalla LAV, infatti, le corse si terrebbero sistematicamente ogni sabato pomeriggio lungo Via De Roberto, strada che diventerebbe regno indiscusso delle bande delle corse di cavalli, creando disagi alla circolazione e pericolo per persone, veicoli e i cavalli coinvolti.

Contro questo fenomeno oggetto, talaltro, anche di un servizio giornalistico mandato in onda ieri sera nell’edizione delle ore 20 del Tg1 (Raiuno), la LAV chiede alle Autorità competenti un “giro di vite” contro l’allevamento e il commercio abusivo di cavalli, intensificando i controlli. La proposta della LAV è quella di eseguire controlli a tappeto, da parte dei servizi veterinari ASL e delle Forze dell’Ordine su coordinamento della Prefettura, sull’applicazione dell’anagrafe equina: come previsto dalle vigenti norme, ogni singolo cavallo deve essere registrato dai rispettivi proprietari, con lo scopo di legalizzare lo stato di proprietà e detenzione di questi animali.

“In questo modo verrebbero scoperte le stalle e scuderie abusive da cui provengono i cavalli usati per le gare clandestine, risalendo ai proprietari dei cavalli ai quali andrebbero applicati i provvedimenti previsti dalla legge per il maltrattamento degli animali – conclude Troiano -. L’applicazione dell’anagrafe equina e la vigilanza sulle stalle consentirebbe anche di verificare lo stato in cui vengono tenuti i cavalli: è notoria l’illecita consuetudine di rinchiudere i cavalli in ambienti privi di autorizzazioni e in condizioni igieniche pessime”.

Animalieanimali

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03-06-2008, 11.13.59
CAVALLO DOPATO, DENUNCIATI SCUDERIA E ALLENATORE

A Palermo.

3 giugno 2008 - Il proprietario di una scuderia ed un allenatore ippico sono stati denunciati dai carabinieri del Nas di Palermo. Devono rispondere di frode in competizioni ippico sportive e somministrazione a cavalli da corsa di sostanze ad azione dopante. I militari, infatti, hanno accertato che il cavallo aveva gareggiato in una corsa presso l'ippodromo di Palermo, nell'aprile del 2006 al termine della manifestazione personale dell'Unire (Unione nazionale per l'incremento delle razze equine) aveva effettuato dei prelievi ed il risultato delle analisi dell'antidoping era stato positivo alla "Ambroxol".

Lo scorso 19 maggio i carabinieri del Nas di Palermo avevano deferito in stato di liberta' il proprietario di una scuderia, l'allenatore ippico ed un fantino palermitani. Il cavallo in quel caso era risultato positivo alla "benzoilecgonina".

Ogni anno sono oltre 3.500 le gare, seguite da oltre mezzo milione di appassionati e scommettitori, ed oltre 150 i casi di doping scoperti dall'Unire. Le sostanze utilizzate nel mondo del doping in genere sono a base di cocaina, cocktail di anabolizzanti, antipiretici, analgesici, anti-infiammatori, citotossici, diuretici, cortiscosteroidi ed emostatici.

A volte i cavalli sono risultati dopati anche con il viagra, facilmente acquistabile via internet. Alcune delle sostanze incriminate pero' non lascerebbero traccia immediatamente dopo la performance agonistica, perche' verrebbero metabolizzate dall'animale con estrema velocita'.

Le sostanze proibite vengono rastrellate sui mercati stranieri: in particolare dalla Svizzera o dalla Germania, ma anche dagli Stati Uniti, Australia, Cina e Romania. Una volta arrivati i prodotti, l'allenatore e il veterinario programmano la "tabella" di allenamento.

Secondo gli investigatori e' fondato il sospetto che vi siano tentativi di penetrazione della delinquenza organizzata in questo ambito, che diventerebbe un proficuo sistema per riciclare i proventi illecitamente acquisiti e monopolizzare il lucroso mondo delle scommesse clandestine nonche' del doping che vi gravita attorno.
(Loc/Pn/Adnkronos)

nikiezorro
10-06-2008, 08.05.47
SCOPERTE CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI AD AVEZZANO

Presentata alla Procura della Repubblica un'informativa di reato da Guardie LAV.

10 giugno 2008 - “Siamo grati ai Carabinieri e al dott. Stefano Gallo della Procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila) per la brillante operazione contro le corse clandestine di cavalli, fenomeno criminale che da tempo seguivamo con preoccupazione e che è stato al centro di una nostra informativa alla Procura”. Questo il commento di Ciro Troiano, responsabile nazionale delle Guardie Zoofile della LAV, alla notizia della denuncia di 33 persone per l’organizzazione di corse clandestine di cavalli.

Contro questo fenomeno, che in alcune parti del Paese assume caratteri di
vera e propria emergenza, la LAV chiede alle autorità competenti un “giro di
vite” contro l’allevamento e il commercio abusivo di cavalli, intensificando
i controlli.

La proposta della LAV è quella di eseguire controlli a tappeto, da parte dei
servizi veterinari ASL e delle Forze dell’Ordine su coordinamento della
Prefettura, sull’applicazione dell’anagrafe equina: come previsto dalle
vigenti norme, infatti, ogni singolo cavallo deve essere registrato dai
rispettivi proprietari, con lo scopo di legalizzare lo stato di proprietà e
detenzione di questi animali.

“In questo modo verrebbero scoperte stalle e scuderie abusive da cui
provengono i cavalli usati per le gare clandestine, risalendo ai proprietari
dei cavalli ai quali andrebbero applicati i provvedimenti previsti dalla
legge per il maltrattamento degli animali – prosegue Troiano –
L’applicazione dell’anagrafe equina e la vigilanza sulle stalle
consentirebbe anche di verificare lo stato in cui vengono tenuti i cavalli:
è nota purtroppo l’illecita consuetudine di rinchiudere i cavalli in
ambienti privi di autorizzazioni e in condizioni igieniche pessime”.

Il 2 marzo scorso le Guardie Zoofile della LAV del Nucleo de L’Aquila,
confondendosi tra i numerosi spettatori, avevano documentato con foto e
filmati una corsa clandestina di cavalli svolta in pieno giorno nella zona
industriale di Avezzano (AQ).

Cavalli lanciati in una folle corsa, caroselli di auto e motorini, decine di
persone vocianti, tra cui donne e bambini, autovetture costrette a fermarsi
per evitare scontri con i calessi: questo lo spettacolo cui hanno assistito
le Guardie Zoofile della LAV, che hanno poi presentato un’informativa di
reato presso la Procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila) a carico di
persone da identificare, con l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali
e organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali, che possono
metterne in pericolo l’integrità fisica.

Secondo le segnalazioni ricevute dalle Guardie Zoofile della LAV, tali corse
si tenevano sistematicamente la domenica mattina nella zona industriale di
Avezzano, regno indiscusso delle bande delle corse di cavalli, creando
disagi alla circolazione e pericolo per le persone, i veicoli e i cavalli
coinvolti.

Cate
10-06-2008, 15.10.33
che schifosi:mad:

nikiezorro
12-06-2008, 08.38.39
CARABINIERI FERMANO CORSA CLANDESTINA NELL'AGRIGENTINO

Quattro denunce.

11 giugno 2008 - I carabinieri di Sciacca (Agrigento) hanno denunciato quattro persone alla Procura della Repubblica per corsa clandestina di cavalli e maltrattamento di animali.

Si tratta di tre spettatori (tra cui una donna di 50 anni) colti mentre assistevano a una corsa organizzata alle prime luci dell'alba in contrada Fiume Maragani, e di un fantino di 22 anni, identificato successivamente nonostante fosse in un primo tempo fuggito.

All'arrivo dei carabinieri, tutti gli altri spettatori della corsa si sono dispersi e sono riusciti ad allontanarsi.

(AGI)

nikiezorro
18-06-2008, 11.44.16
Tgcom.it 17/6/2008

Bologna, sparito cavallo da corsa. E' Daguet Rapid,vinse derby trotto 2003.

Daguet Rapid, il cavallo che vinse il derby di trotto 2003, è sparito la notte scorsa dall'allevamento Folli a Mordano, vicino a Bologna. La scomparsa del cavallo è stata confermata da Marco Folli, il manager dell'allevamento, che però non ha fornito ulteriori particolari su quanto accaduto. "E' un brutto momento", si è limitato a dire. Il valore del cavallo varierebbe dai 2,5 ai quattro milioni di euro.

Daguet Rapid, baio, incrocio franco americano, figlio di un primatista mondiale come Pine Chip e di una fattrice, Hangone, mai scesa in pista, ha avuto una carriera breve ma da campione. Oltre al derby 2003 ha vinto classiche come il 'Marangoni', il 'Giovanardi' e il 'Nazionale', andando a conquistare successi anche negli ippodromi dei maestri francesi. Solo in Italia ha vinto 559.000 euro.

Dal 2005 (111 figli nella prima stagione di monta) faceva la bella vita dello stallone nell'allevamento Folli, uno dei più importanti d'Italia. E i suoi 'figli' hanno già vinto corse che contano in Italia e Francia. Secondo quanto riferito dai carabinieri, Daguet Rapid è stato rubato e non rapito per un riscatto. L'animale è stato prelevato durante la notte. I ladri prima hanno rotto la serratura del cancello principale del maneggio, poi quella del box dello stallone. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Imola e Mordano.

Già nel 1975 il mondo del trotto fu sconvolto dalla sparizione di Wayne Eden, velocista americano che trionfava negli ippodromi italiani. Fu rapito a Montecatini e venne trovato, dopo il pagamento di un riscatto, legato ad un albero vicino a Montescudaio.

Mony
18-06-2008, 13.04.19
"E' un brutto momento", si è limitato a dire. Il valore del cavallo varierebbe dai 2,5 ai quattro milioni di euro.


non per altro neh, ma per i soldi :narrb:

ma andatevene tutti a fan****

nikiezorro
17-07-2008, 10.47.32
Corse clandestine di cavalli, quattordici indagati

17 luglio - Lecce - Quattordici avvisi di garanzia sono stati notificati ad altrettanti indagati nell'inchiesta sulle corse ippiche clandestine.
Si tratta di 6 leccesi e 8 baresi che devono rispondere anche del reato di maltrattamenti su animali. Nel corso delle indagini - comeriporta il Corriere del Mezzogiorno - i carabinieri individuarono tra gli scommettitori il pericoloso boss di Bari, Savinuccio Parisi, che fu arrestato per evasione degli obblighi di sorveglianza. Durante il blitz i militari fermarono una gara non autorizzata al centro ippico Mater Dominci di Arnesano.
Quindici cavalli venivano spinti a correre sino allo sfinimento tanto che uno di essi stramazzò senza più fiato. Gli indagati sono gli organizzatori delle corse e i proprietari degli animali.

Fonte: Animalieanimali

nikiezorro
24-07-2008, 08.00.24
Gela (CL). Corsa clandestina di cavalli bloccata dalla polizia.

23/07/2008 - Con un brillante intervento la Polizia di Stato ha fatto irruzione - nei pressi di Gela - in una strada ancora non aperta al traffico veicolare, bloccando una competizione al galoppo. 60 le persone denunciate alla Magistratura (alcune delle quali con precedenti per mafia) di cui 15 indagati come organizzatori della gara clandestina e per il reato di favoreggiamento; 2 cavalli sequestrati e sottoposti ad analisi antidoping (sul posto sono infatti stati rinvenuti medicinali); 1.700 euro in contanti di scommesse scoperti grazie a due poliziotti infiltrati nella gara.

“Le corse clandestine di cavalli costituiscono per la criminalità organizzata un sicuro e redditizio investimento dei propri illeciti introiti economici – ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV – come testimoniato dalla presenza di noti pregiudicati legati agli ambienti della criminalità, identificati dalla Polizia. Una sola corsa può fruttare fino a 50.000 euro e vede coinvolte nell’organizzazione varie persone ognuna con precisi compiti: fantini, stallieri, allibratori, scommettitori. Tutte le corse non possono svolgersi senza un ferreo controllo malavitoso del territorio. Per questo gli interventi messi in atto dalla Polizia sono doppiamente utili, sia sul piano della repressione dello sfruttamento degli animali (spesso drogati e fatti correre in tracciati inidonei e pericolosi) sia per il ripristino della legalità in aree ad alta densità criminale”.

“Il problema delle corse clandestine dei cavalli è purtroppo diffuso in Sicilia soprattutto nell’rea iblea; non è un caso, infatti, che tra gli spettatori della gara clandestina bloccata a Gela vi fossero soggetti provenienti da Vittoria (Ragusa). Questo ci fa temere – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile nisseno della LAV - che senza il provvidenziale intervento di contrasto della Polizia di Gela vi sarebbe stato il fondato rischio di attirare nel nisseno soggetti malavitosi e “bookmaker” che operano nella zona orientale della Sicilia. Nel settore, infatti, si assiste frequentemente a movimenti di “cavaddari” da una provincia all’altra; poiché nelle province di Siracusa e Catania i Prefetti hanno vietato qualsiasi corsa di cavalli e palio paesano proprio per motivi di pubblica sicurezza e nel Ragusano sono state avviate indagini sulle infiltrazioni mafiose del palio di Acate, è evidente che adesso si cerchino altre aree più “tranquille” dove “trapiantare” queste attività illecite ed il loro corollario di interessi malavitosi”.

Per questo la LAV continua a sostenere il divieto di palii paesani che già nel 2003 l’allora Questore Filippo Piritore vietò a Niscemi ed in tutta la Provincia di Caltanissetta. Lo stesso Ministero dell'Interno, nel "Rapporto annuale sulla criminalità organizzata" di qualche anno fa, in relazione all'area di Gela e Niscemi, affermava che "Le corse ippiche clandestine, svolte all'alba, nelle vie periferiche di Catania, a seguito dell'intensificarsi dei controlli da parte delle forze di polizia, vengono organizzate nelle superstrade delle zone di Gela...".

“La LAV plaude per la brillante operazione della Polizia e per l’impegno del Questore di Caltanissetta, dott. Guido Marino, e del Dirigente del Commissariato di P.S. di Gela dott. Angelo Bellomo – prosegue Troiano – ai quali va rivolto l’apprezzamento per un’operazione di alto profilo investigativo. Ai tutti gli agenti protagonisti di questo nuovo successo và tutta la nostra gratitudine per avere stroncato sul nascere gli interessi della zoomafia nell’area sud della provincia nissena. La LAV si augura che ai personaggi coinvolti nello sfruttamento dei cavalli vengano applicate le pene massime della legge 189/2004 contro il maltrattamento degli animali: chiunque promuove, organizza o dirige competizioni non autorizzate tra animali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro; aumento di un terzo se sono presenti minorenni o persone armate o con promozione attraverso video, nonché reclusione da tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro per l’effettuazione di scommesse”.

Fonte: InfoLav

nikiezorro
29-07-2008, 09.18.30
CORSE CAVALLI: GARA CLANDESTINA A SIRACUSA, 27 DENUNCIATI

A Siracusa.

29 luglio 2008 - Una corsa clandestina di cavalli e' stata bloccata dai carabinieri. La gara si e' svolta sulla "Maremonti", la strada che collega Siracusa con i Comuni della zona montana. C'erano oltre 150 persone a seguire la competizione tra i due cavalli, che sono stati posti sotto sequestro. Per consentire agli animali di poter correre senza ostacoli, parte del pubblico ha impedito alle auto in transito sulla strada di proseguire e, per il momento, i carabinieri sono riusciti a denunciare 27 persone.

Da diversi giorni i militari stavano raccogliendo informazioni sull'imminente corsa clandestina in contrada Damma. Quando si e' avuta la certezza che la corsa si sarebbe svolta, alle prime luci dell'alba i militari della tenenza di Floridia hanno subito notato un consistente numero di auto e moto appostate ai lati della strada strada provinciale. Si sono pertanto appostati a qualche centinaio di metri dalla linea di partenza e una volta partita la corsa l'hanno prontamente bloccata con l'ausilio di altre vetture posizionate alle due estremita' del tratto di strada.
Tra i 27 denunciati anche due fantini e gli organizzatori della corsa, tutti accusati di maltrattamenti di animali, organizzazione e partecipazione a manifestazioni vietate, esercizio abusivo di attivita' di gioco o di scommessa e partecipazione al gioco d'azzardo. Sul posto e' stato successivamente fatto intervenire personale veterinario dell'Ausl di Siracusa che ha effettuato i prelievi di sangue ai cavalli al fine di accertare il probabile uso di sostanze dopanti. Gli animali sono inoltre risultati sprovvisti di ogni documentazione sanitaria e del microchip obbligatorio.
(AGI)

nikiezorro
02-09-2008, 10.04.18
SONO QUATTRO I CAVALLI DI RAZZA RUBATI NEL RIMINESE, PERICOLO MACELLAZIONI.

O riciclaggio nelle corse clandestine.

2 settembre 2008 - I cavalli di razza rubati da una scuderia di Morciano di Romagna, nel riminese, sono quattro e non cinque come era sembrato in un primo momento. I ladri infatti ne avevano presi sei, ma due probabilmente si sono rifiutati di salire sul camion che era stato nascosto nella boscaglia nei pressi dell' allevamento, e sono così stati abbandonati, legati in un bosco, a poche centinaia di metri dall' allevamento.
I quattro animali rubati appartengono a clienti dell'allevamento che li tenevano lì a pensione. Sono cavalli il cui valore si aggira sui 25-30 mila euro a testa. Facevano parte del gruppo di una decina di cavalli di proprietari esterni che l'allevamento ospita a fianco dei propri purosangue. "E' la seconda volta che subiamo un furto - ha spiegato il titolare, l' allevatore Sanchi - Tre anni fa ne rubarono altri che poi per fortuna abbiamo ritrovato. Li stavano portando in Sicilia per utilizzarli nelle corse clandestine. E, probabilmente, anche questa volta è così. Intendevano portare via, oltre alle femmine, pure lo stallone che invece è rimasto a terra. Avevano quindi anche intenzione di usarli per la riproduzione". Il custode notturno non ha udito rumori e i cani da guardia sono stati trovati la mattina mezzo addormentati, probabilmente sono stati drogati. Opera di professionisti quindi. L'allevatore se ne è reso conto anche per come sono stati legati i cavalli abbandonati.
E' stato il terzo furto di cavalli in Emilia-Romagna in questa estate. Il 17 giugno a Mordano, vicino a Imola, venne portato via da un allevamento lo stallone ed ex campione di trotto Daguet Rapide, il 18 agosto è stato rubato nell'ippodromo di cesena il trottatore Forever Runner.

(ANSA)

nikiezorro
09-09-2008, 08.38.45
Palio cavalli illegale bloccato da Polizia

9 settembre - Palermo - Un palio di cavalli illegale che mette in competizione alcuni quartieri è stato scoperto e bloccato a Palermo. Trenta le persone denunciate per maltrattamenti agli animali e blocco stradale. E' il bilancio di un'operazione condotta dalla polizia di Stato.
Alla periferia orientale della città sono stati trovati, in sei punti, diversi cavalli e cavalieri che si apprestavano a dare il via a competizioni al trotto ed al galoppo "schermati" da motociclisti il cui compito era quello di bloccare la circolazione stradale per garantire il necessario isolamento della "pista" di competizione.
Quaranta poliziotti sono stati impegnati nel blitz. Sequestrati due cronometri ed accrediti, 7 cavalli ed un pony. Gli otto quadrupedi sono stati visitati dal servizio veterinario dell'Asl e nei prossimi giorni saranno sottoposti ad esami per verificare se siano state iniettate loro sostanze dopanti. Dieci i motoveicoli sequestrati per violazioni al Codice della Strada.(ANSA)

nikiezorro
01-10-2008, 12.40.04
Sequestrati anche cavalli al clan dei Casalesi

1 ottobre - Napoli - "E' l'ennesima conferma di quello che denunciamo da sempre: i Casalesi hanno grossi interessi in attività criminali connesse al traffico di animali, ora ci aspettiamo che sia approfondito sotto il profilo investigativo l'uso dei cavalli sequestrati". Questo è il commento di Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV alla notizia che l'operazione anticamorra di stanotte ha portato al sequestro anche di 13 cavalli, tra i beni appartenenti al clan dei Casalesi sequestrati.
"E' ora che si faccia chiarezza sul proliferare di maneggi, stalle e ippodromi che sono sorti nel corso degli anni sul litorale Domitio tra Napoli e Caserta, alcuni dei quali addirittura in zone vincolate - continua Troiano. Bisogna chiarire gli eventuali interessi criminali che si nascondono dietro queste attività senza dimenticare che la camorra, in particolare il clan dei Casalesi, ha sempre trafficato in attività a danno dell'ambiente e degli animali".
Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, infatti, tra i business gestiti o controllati dai clan casertani, e dai Casalesi in particolare, molti sono a danno dell'ambiente, degli animali e della salute pubblica.

(ANSA)

nikiezorro
06-10-2008, 09.22.27
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, DOPO DENUNCE NULLA E' CAMBIATO

Nuovo allarme lanciato dalla Lav.

6 ottobre 2008 - “Nonostante le nostre denunce, l’interesse della stampa e della TV nazionali e il clamore suscitato, le corse clandestine continuano indisturbate ogni sabato pomeriggio in piena città. L’occupazione di una strada e il realizzare attività criminali sono forse problemi di sicurezza di minore importanza? Bisogna aspettare che accada qualche grave incidente per intervenire?” Questo è l’amaro sfogo del dott. Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV in merito al servizio sulle corse clandestine di cavalli in via De Roberto a Napoli mandato in onda martedì scorso dal programma “Le Iene”.

Il filmato mandato in onda da “Le Iene”, a cura di Luigi Pelazza, documenta le varie fasi delle corse, il mercato abusivo di cavalli, le scommesse, la vendita di animali e calessi rubati e altre attività illegali che ruotano intorno alle corse. Nel servizio si vedono persone che parlano liberamente di scommesse, di soldi, di cavalli rubati, mentre decine di motorini e auto inscenano caroselli vicino a cavalli lanciati in una folle corsa in mezzo al traffico cittadino, alla presenza di centinaia di persone incitanti.

“Tutto accade ogni sabato pomeriggio alla stessa ora e allo stesso posto continua Troiano. La strada diventa regno indiscusso delle bande delle corse di cavalli, che creano disagi alla circolazione e pericolo per persone, veicoli e animali coinvolti. Si tratta di un fenomeno criminale che, oltre a perpetrare numerosi reati, mette in pericolo la sicurezza e l’ordine pubblico e può avere preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata, per questo chiediamo un intervento del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica affinché vengano impartite alle forze dell’ordine disposizioni per interventi mirati”.

La LAV chiede al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica un “giro di vite” contro l’allevamento e il commercio abusivo di cavalli, intensificando i controlli. La proposta della LAV è quella di eseguire controlli a tappeto, da parte dei servizi veterinari ASL e delle Forze dell’Ordine su coordinamento della Prefettura, sull’applicazione dell’anagrafe equina.

“In questo modo verrebbero scoperte le stalle e le scuderie abusive da cui provengono i cavalli usati per le gare clandestine, risalendo ai proprietari dei cavalli ai quali andrebbero applicati i provvedimenti previsti dalla legge anche in merito al maltrattamento degli animali – conclude Troiano -. L’applicazione dell’anagrafe equina e la vigilanza sulle stalle consentirebbe anche di verificare la provenienza degli animali e lo stato in cui vengono tenuti: è notoria l’illecita consuetudine di rinchiudere i
cavalli, spesso provenienti da furti, in ambienti privi di autorizzazioni e in condizioni igieniche pessime. Non ultimo, occorre un presidio continuo della strada su cui si svolgono le gare illegali”.

In merito alle corse clandestine di Via De Roberto, lo scorso mese di aprile le Guardie Zoofile LAV hanno presentato un’informativa di reato in Procura acarico di persone da identificare con l’ipotesi di reato di maltrattamento
di animali, organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali e interruzione di pubblico servizio. Le corse furono documentate con telecamera nascosta e il TG1 fece un servizio mandato in onda nell’edizione delle 20.00.

nikiezorro
08-10-2008, 13.08.35
Tgcom.it 8/10/2008

Fermata corsa clandestina cavalli. Blitz dei carabinieri a Palermo.

I carabinieri di Palermo hanno effettuato un blitz per interrompere una corsa clandestina di cavalli lungo viale Regione siciliana, alla periferia della città. I militari hanno denunciato due fantini e sequestrato i cavalli: i due sono accusati di competizione sportiva non autorizzata e maltrattamento di animali. I cavalli sequestrati sono stati sottoposti al controllo dei veterinari dell'Asl di Palermo.

Il fenomeno delle corse clandestine è già emerso da indagini a Palermo e i carabinieri vogliono contrastare queste manifestazioni che sono l'ultimo anello di una catena illegale alla quale non è estraneo l'interesse della criminalità, soprattutto per il giro di scommesse che producono.

I fantini e i loro fiancheggiatori con gli investigatori provano a giustificarsi sostenendo che per loro è questione di passione sportiva, perché iscrivere i cavalli a gare regolari è costoso e loro non se lo possono permettere.

nikiezorro
15-10-2008, 11.52.37
FINANZA BLOCCA CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI

Erano previti 200mila euro al vincitore.

15 ottobre 2008 - Una corsa clandestina di cavalli, con un premio di 200 mila euro per il vincitore, è stata interrotta da militari della guardia di finanza del comando provinciale di Catania a Palagonia.
Durante l'operazione gli investigatori delle Fiamme gialle hanno identificato 88 persone, una cinquantina delle quali con precedenti penali, e affidato alla cura di veterinari tre cavalli.
La corsa si svolgeva su una strada di raccordo che collega il comune di Palagonia con la strada statale Catania-Gela. Alcune 'staffette' di motociclisti hanno provveduta a bloccare il traffico ed è partita la gara, che è stata interrotta subito all'arrivo dei militari. I partecipanti e gli spettatori sono fuggiti tra gli agrumeti della zona, ma in 88 sono stati bloccati e identificati.
Il 'giro' di scommesse sulla corsa, ritengono gli investigatori, doveva essere molto alto visto che il premio per il cavallo vincente era di 200 mila euro. (ANSA)

nikiezorro
20-10-2008, 13.42.23
Sequestrati cavalli usati in corse clandestine.

20 ottobre - Napoli - I militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo il sequestro di circa ottanta cavalli tra Napoli e provincia. Alcuni di questi animali, secondo quanto sospettano gli investigatori, sono stati utilizzati per corse illegali. Sono state trovate anche confezioni di sostanze dopanti.
Momenti di forte tensione si sono registrati quando i finanzieri si sono recati in una stalla di via Stadera, alla periferia orientale di Napoli, dove alcune persone si sono assembrate dinanzi all'uscio della stalla.
I finanzieri della Compagnia di Afragola hanno eseguito alcune perquisizioni anche nei comuni di Cercola, Caivano, Crispano, Cardito e Afrgola, in provincia di Napoli, e Sant'Arpino, in provincia di Caserta. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati anche diversi flaconi di sostanze dopanti.
I militari hanno, inoltre, arrestato una persona perché trovata in possesso di due pistole mentre un'altra è stata denunciata in stato di libertà.
"Sono anni che le corse clandestine dei cavalli rappresentano una voce abbastanza lucrosa del racket degli animali, terzo atto del circuito dell'ecomafia". Così in una nota Legambiente interviene sul sequestro di cavalli utilizzati per corse clandestine a Napoli ed in provincia.
Un mondo quello dei cavalli che secondo Legambiente, "rappresenta un investimento proficuo e sicuro da parte della piccola e grande criminalità organizzata, con i cavalli vittime innocenti di un gioco criminale".(ANSA)

nikiezorro
28-10-2008, 08.07.57
BLOCCATA CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI, VENTI DENUNCE

In provincia di Palermo.

28 ottobre 2008 - Venti persone sono state denunciate dai carabinieri nell'ambito di una vasta operazione contro il fenomeno delle corse clandestine di cavalli che si e' conclusa con l'interruzione di una gara tra due purosangue dopati in contrada Zucco a Terrasini, nel palermitano. Il blitz e' stato condotto dai militari della compagnia di Carini, con l'ausilio di un elicottero del 9/o nucleo Carabinieri.

Le persone identificate, tra cui figurano anche i fantini e gli organizzatori della corsa, dovranno rispondere di numerosi reati come maltrattamento di animali, scommesse clandestine e violenza privata. Gli investigatori hanno anche passato al setaccio cinque stalle, con l'ausilio dei colleghi del comando carabinieri per la tutela della salute (Nas) di Palermo, sequestrando un ingente quantitativo di farmaci, in molti casi con assenza delle prescritte autorizzazioni sanitarie. I titolari delle scuderie sono stati invitati a produrre la documentazione attestante la legittimita' della presenza dei medicinali all'interno dei maneggi e il loro uso. I controlli fanno seguito alle innumerevoli corse clandestine scoperte in questi giorni, con un giro di scommesse clandestine che raggiunge cifre da capogiro.

''Al Comando provinciale di Palermo dei Carabinieri, alle sue articolazioni di Palermo San Lorenzo, Terrasini e Bagheria, ai NAS ed agli altri militari coinvolti, esprimiamo vivo apprezzamento e plauso per la brillante operazione'', afferma Marcella Porpora, coordinatrice regionale LAV Sicilia. ''Va dato atto della grande capacita' di intelligence e dell'importante operativita' messa in atto ormai con operazioni costanti e frequenti contro le corse di cavalli, che rappresentano una formidabile azione di contrasto alla Zoomafia.

(Asca)

nikiezorro
30-10-2008, 08.44.47
Stalle e sette cavalli sequestrati per corse clandestine.

30 ottobre - Catania - Sette cavalli da corsa e cinque stalle illegali, due delle quali in fase di costruzione, che avevano complessivamente 10 box, sono stati sequestrati nello storico rione San Cristoforo dalla guardia di finanza di Catania che ha denunciato in stato di libertà sei persone alla Procura della Repubblica.

A conclusione di un'apposita operazione contro le corse clandestine, gli investigatori hanno anche trovato farmaci da doping, che servivano per aumentare le prestazioni degli equini. Cinque dei cavalli erano senza il microchip di identificazione.

Le stalle erano state ricavate abusivamente all'interno di locali destinati ad uso abitativo e realizzate senza il rispetto delle più norme igienico-sanitarie poste a tutela della salute pubblica e dell'ambiente e delle prescrizioni a protezione e identificazione degli animali.

Al blitz, scattato all'alba, hanno partecipato 10 pattuglie della guardia di finanza di Catania coadiuvate da veterinari della Asl, agenti dei reparti a cavallo della polizia e dei vigili urbani, dalla polizia municipale e dai vigili del fuoco.

(ANSA)

nikiezorro
19-11-2008, 13.27.37
SECONDO BLITZ ALLE CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI IN ABRUZZO

Nuova oeprazione dei Carabinieri ad Avezzano.

19 novembre 2008 - Sono stati sequestrati due cavalli da corsa, con rispettivi calessi, che partecipavano alle corse clandestine che si tenevano in una strada del Nucleo industriale di Avezzano. L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Avezzano, coordinati dal capitano Michele Borrelli, su ordine della procura della Repubblica di Avezzano. Domenica mattina la corsa clandestina era stata organizzata lungo una strada del Nucleo industriale che, che nei giorni festivi per la chiusura della fabbriche, è poco trafficata. Comunque alcune “staffette” avevano anche provveduto a controllare l’arrivo di persone “poco gradite”. E così all’arrivo delle forze dell’ordine si è verificata una fuga generale da parte di coloro che assistevano alle gare.

I Carabinieri però sono riusciti a bloccare i cavalli e alcune persone che assistevano alle corse clandestine. Mentre gli inquirenti hanno immediatamente posto sotto sequestro gli animali, anche per verificare se fossero stati dopati, per le persone che guardavano le gare i Carabinieri stanno approfondendo le indagini per arrivare a individuare la loro posizione.
Quella dei Carabinieri è la seconda operazione contro le corse clandestine ad Avezzano e in particolare proprio al Nucleo industriale. Nel mese di giugno scorso, infatti, i Carabinieri del Comando Provinciale dell’Aquila, con l’aiuto dei Nas, eseguirono trenta perquisizioni domiciliari con contestuale sequestro di dodici immobili adibiti a ricovero di animali e di trenta cavalli da corsa in essi custoditi.

Il tutto rientrava nell’ambito di una indagine avviata dalla Compagnia Carabinieri di Avezzano e finalizzata a contrastare un contesto dedito all’organizzazione di corse di cavalli e scommesse clandestine, che si svolgevano, sistematicamente, su un ben individuato tratto stradale della zona industriale di Avezzano. Le indagini, dirette da Stefano Gallo della procura della Repubblica di Avezzano, portarono a indagare 33 persone, provenienti da diverse parti d’Italia, che la domenica si incontravano per scommettere appunto sulle corse clandestine dei cavalli. Dallo sviluppo investigativo emerse anche che su uno specifico asse viario della zona industriale di Avezzano convergevano fantini che, alla condotta di appositi “sulky”, disputavano delle gare al solo fine di consentire le scommesse, ovviamente non autorizzate, raggiungendo un notevole volume d’affari.

Oltre alle competizioni ippiche gli accertamenti permisero di scoprire una particolare organizzazione delle gare tanto che furono evidenziati specifici ruoli da parte delle persone che, per tali motivi, furono sottoposte ad indagini. In tale ambito, oltre ai fantini, operavano personaggi impegnati sia nel sistema di “raccolta” delle scommesse e sia in un articolato dispositivo di “avvistamento” e di “scorta” alle gare finalizzati a evitare intrusioni di estranei nell’area di gara e ancor di più per segnalare l’arrivo delle Forze di Polizia.

Manlio Biancone, Il Messaggero

nikiezorro
22-12-2008, 08.57.07
DOPING NELL'IPPICA, IL CICLO ZOOMAFIOSO

Potenziare controlli, radiare fantini e proprietari cavalli coinvolti.

22 dicembre 2008 - “Questa operazione è l’ennesima conferma della nostra teoria del ciclo zoomafioso nell’ippica. Ogni sei mesi circa, in Italia, vengono rese note vaste inchieste che coinvolgono il mondo dell’ippica: denunce, perquisizioni, arresti e sequestri, ma alla fine poco o nulla cambia realmente. – commenta il dott. Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV –Dopo il fragore iniziale, però, l’interesse va scemando fino a un nuovo calo di attenzione che consente alle persone coinvolte, di tornare alle consuete attività, senza ulteriori clamori”.

Questo il commento della LAV alla notizia dell’operazione di Polizia, coordinata dalla Procura di Lucca, che ha disposto ieri perquisizioni in tutta Italia nell’ambito di un’inchiesta su gare ippiche truccate e cavalli dopati.

Solo dal 2004 ad oggi, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia delle LAV, in Italia sono state portate avanti 11 inchieste di interesse nazionale, relative a truffe e doping nell’ippica, che hanno portato alla denuncia di 529 persone e all’arresto di altre 125 tra allevatori, driver, fantini, veterinari. Sono stati sequestrati 225 cavalli e circa 15000 confezioni di sostanze farmacologiche attive usate per dopare gli animali, tra cui anche il viagra.

Tra le operazioni di maggiore rilievo quella denominata “Big Horse” del 2004, l’operazione “Diomede” del 2005, l’operazione “Zodiaco” del 2006, e “L’Arcangelo” del 2007: i reati contestati nelle varie operazioni sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e frode in competizione sportiva, esercizio abusivo della professione veterinaria, maltrattamento di animali.

Dalle inchieste è emerso che le sostanze dopanti più usate sono gli antinfiammatori (73%), seguono l’uso di Xantine (11%), stimolanti in senso lato, broncodilatatori (7%), e, in minore percentuale, sostanze attive sul sistema nervoso centrale, miorilassanti e tranquillanti (3%).

“Per interrompere il ciclo zoomafioso nel mondo dell’ippica è necessario intensificare i controlli antidoping, fornendo maggiori strumenti e fondi agli organismi preposti – prosegue Troiano – Occorre intensificare la vigilanza negli ippodromi e osservare con attenzione quel mondo a sé che sono le scuderie, dentro le quali, spesso, vengono commesse vere nefandezze”.

Uno strumento investigativo scarsamente utilizzato finora, ma che potrebbe aprire scenari inediti, è quello delle verifiche di natura fiscale e finanziaria sui proprietari di cavalli da competizione, su società e scuderie: un’analisi sistematica permetterebbe di ricostruire eventuali movimenti finanziari sospetti e scoprire investimenti illeciti.

“Infine, occorrono sanzioni severe contro i fantini e proprietari di cavalli coinvolti: bisogna radiarli definitivamente, impedendogli di partecipare alle corse e di frequentare gli ippodromi” conclude Troiano.

Fonte: Animalieanimali

nikiezorro
02-01-2009, 18.51.08
Zoomafia, Lav: giro d'affari per 3 miliardi di euro.

ROMA (Reuters - 2.1.09) - Sofisticazioni alimentari che causano gravi malattie, corse clandestine di cavalli, pesca illegale e traffico di animali esotici hanno fruttato nel 2007 un giro d'affari per la criminalità organizzata del valore di circa 3 miliardi di euro.

E' quanto emerge dal "Rapporto Zoomafia 2008" -- realizzato dal responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della Lega anti vivisezione (Lav) Ciro Troiano -- secondo cui sono coinvolti nei traffici anche clan di alto livello organizzativo come Casalesi, Labate, Nuvoletta e Spartà.

Il fenomeno della cosiddetta "cupola del bestiame", con i reati ad essa connessi che vanno dalla truffa ai danni dell'Erario alla diffusione di malattie infettive attraverso la commercializzazione di carni da animali malati, fattura almeno 400 milioni di euro l'anno, secondo quanto riporta la Lav.

Mozzarelle contaminate, carne da maiali infetti, pecore alla diossina e capi di bestiame trattati con anabolizzanti e antibiotici costituiscono in alcune regioni d'Italia un vero e proprio mercato parallelo a quello legale, secondo quanto riferisce il rapporto, mentre si verifica accanto al commercio clandestino il fenomeno dell'abigeato, ossia il furto di animali da allevamento, che secondo lo studio in due anni ha interessato circa 200mila capi.

Emblematiche, secondo la relazione della Lav, le attività della cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, responsabile del macello di animali ammalati di brucellosi e della falsificazione di documenti di rintracciabilità degli animali, e dei clan camorristici, soprattutto quello dei casalesi, che cercano di tenere il controllo su tutto il ciclo di produzione della mozzarella di bufala, dall'approvvigionamento dei foraggi alla distribuzione del prodotto finito verso negozi e ristoranti.

IPPICA: GIRO D'AFFARI CLANDESTINO PER 1 MILIARDO DI EURO

Sono tuttavia le corse clandestine di cavalli e in generale il settore dell'ippica i campi in cui sembra concentrarsi sempre più l'interesse della zoomafia, con un business stimato secondo il rapporto in 1 miliardo di euro circa.

Le inchieste sul settore condotte nel 2007 hanno portato all'arresto di 30 persone e al sequestro di 114 cavalli, un ippodromo, un maneggio, due stalle e di oltre mille confezioni di farmaci e sostanze vietate utilizzate per dopare gli animali.

Anche il fenomeno del bracconaggio pare assumere sempre più i connotati dell'attività criminale organizzata, con il commercio anche di animali morti, talvolta destinati all'alimentazione umana.

Fiorente poi secondo il rapporto il traffico illecito di coralli e fauna esotica protetta, che interessa circa un terzo di quello legale, con il traffico di avorio, pappagalli, tartarughe, caviale, farmaci cinesi contenenti sostanze derivanti da animali protetti, scimmie, gazzelle e altri animali morti, talvolta già in avanzato stato di decomposizione provenienti soprattutto da Nigeria, Cina, Pakistan, Eritrea ed Etiopia.

Sembra essersi ridimensionato il traffico illecito di cani e cuccioli, mentre il mare muove un giro di affari annuo di circa 300 milioni di euro, grazie alla pesca clandestina praticata anche con l'uso delle "spadare", reti lunghe anche 20 chilometri al bando dal 2002 che fanno strage di pescespada e specie protette come delfini, tartarughe, capodogli.